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CALCIO 11 Marzo Mar 2016 1116 11 marzo 2016

Messi, le gaffe con i tifosi del fuoriclasse argentino

Leo non vedrà Murtaza. Tra autografi negati e fughe a tutta velocità, il difficile rapporto tifosi dell'argentino con i fan.

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Il piccolo Murtaza Ahmadi con la maglia originale di Lionel Messi.

La sua storia aveva fatto il giro del mondo, con un lieto fine dal sapore di fiaba moderna.
Immortalato in Afghanistan con indosso una busta di plastica sulla quale aveva impresso nome e numero di Lionel Messi, il piccolo Murtaza Ahamdi aveva ricevuto in dono dalla Pulce una maglietta dell'Argentina da lui stesso autografata.
Tutto lasciava presagire un incontro tra i due, che avrebbe coronato il sogno del piccolo afgano di conoscere il proprio idolo. Incontro che non c'è stato e mai ci sarà, dato che la 'Leo Messi foundation', attraverso canali non ufficiali, si è sbarazzata senza troppo premure di un impegno evidentemente poco gradito. «Riceviamo migliaia di richieste simili da parte di bambini da tutto il mondo», è stata la giustificazione addotta per il mancato incontro, «la verità è che non possiamo accontentarli tutti. Ci piacerebbe, ma è impossibile».
UN BOOMERANG PER MESSI. Non potendoli accontentare tutti, si è deciso di scontentare anche il piccolo Murtaza. Questo il discutibile principio alla base della scelta presa dall'entourage dell'argentino. Una mossa destinata a rivelarsi un boomerang per l'immagine del calciatore più forte del pianeta che, forse, almeno per una volta, avrebbe potuto concedersi uno strappo alla regola.
Già, perché non è la prima occasione in cui Messi incappa in figuracce nella gestione delle pubbliche relazioni e del rapporto coi fan.
Nulla di grave, ci mancherebbe, soltanto episodi che mostrano come l'asso del Barcellona non sia particolarmente a suo agio nel contenere l'affetto tributatogli dagli ammiratori.
MANO SOTTRATTA ALLA MASCOTTE? Al Mondiale 2014 fece scalpore un video nel quale Messi sembrava rifiutare la mano offertagli da una piccola mascotte poco prima dell'inizio di Argentina-Bosnia. Immancabile lo sguardo di delusione del bambino che accompagnava le due Nazionali in campo.
In realtà, alcune immagini scagionerebbero l'argentino, che non si sarebbe accorto della presenza del piccolo fan alle sue spalle.

  • La presunta stretta di mano rifiutata alla mascotte.

AUTOGRAFO RIFIUTATO IN AEROPORTO. Difficile invece ignorare, com'è puntualmente successo, l'anziano che all'aeroporto di Madrid, poco meno di un anno dopo, porgeva il taccuino alla Pulce in attesa dell'autografo appena ricevuto da Neymar. In quella circostanza, un glaciale Messi evitò di incrociare lo sguardo di quello che i suoi difensori bollarono come un tifoso dell'Atlético. Come se l'essere tifosi di una squadra avversaria autorizzasse un trattamento a dir poco maleducato.

  • L'autografo negato in aeroporto a un anziano tifoso.

TIFOSI QUASI INVESTITI. Due mesi prima, uscendo dal centro sportivo del Barcellona all'indomani della doppietta rifilata all'Elche, l'argentino aveva rischiato di investire un gruppetto di tifosi che lo attendevano al termine dell'allenamento. Anche in quel caso lo sparuto gruppetto di supporter in cerca di autografi e selfie era stato aggirato senza troppi complimenti.

  • I tifosi quasi investiti al termine di un allenamento.

Rare, insomme, le volte in cui Leo si è dimostrato ben disposto nei confronti dei suoi supporter: tra queste merita una menzione la maglia autografata a un invasore di campo durante un'amichevole disputata dall'Argentina a Hong Kong, poco prima che l'uomo venisse allontanato dal terreno di gioco. Almeno in quel caso, l'argentino si dimostrò un fenomeno anche senza la palla tra i piedi.

  • L'invasore di campo accontentato a Hong Kong.

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