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CALCIO 16 Marzo Mar 2016 1655 16 marzo 2016

Champions League, Bayern-Juve e le altre provocazioni su Twitter

Dalla remuntada del Barça agli sfottò del PSG al Chelsea. Se il match comincia e finisce sui social.

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Le partite cominciano prima del calcio d'inizio. È così da sempre. E se una volta i giochi psicologici per destabilizzare l'avversario avvenivano attraverso le conferenze stampa e i titoli dei giornali, ora è su Twitter che le grandi sfide hanno il loro prologo.
NON È UN GIOCO PER SCARAMANTICI. I club usano i social per parlarsi, provocarsi, augurarsi l'in bocca al lupo e prendersi in giro. È un gioco pericoloso, riservato esclusivamente a chi non è scaramantico.
Il tweet con cui il Bayern Monaco comunica alla Juventus che è arrivata alla fine del suo viaggio, al di là delle polemiche di chi ha visto un rimando ad Auschwitz in quelle rotaie che si fermano davanti a una sbarra all'ingresso dell'Allianz Arena, rischia di essere un boomerang nel caso in cui i campioni d'Italia dovessero riuscire nell'impresa di ribaltare il risultato dell'andata.

Al Bayern è già successo. Un anno fa, prima della semifinale contro il Barcellona, i tedeschi avviarono un duello su Twitter con i catalani, mostrando un video in cui l'ex Thiago Alcantara faceva sfoggio delle sue doti di palleggio: «Siete pronti a questo?».

Il Barça affidò la sua replica a Lionel Messi e Neymar: «Anche i nostri lo sanno fare».

Poi fu il turno della conta dei trofei, con il Bayern Monaco a vantarsi dei suoi 51.

E il Barça a replicare con i suoi 58.

Infine la gara delle esultanze.

Poi fu il campo a parlare: 3-0 per il Barcellona al Camp Nou, 3-2 per il Bayern all'Allianza Arena. Catalani in finale, bavaresi a casa.
NEL 2010 LA REMUNTADA FLOP. Non che al Barcellona sia andata sempre bene. Nel 2010, dopo aver perso 3-1 contro l'Inter a San Siro, il club blaugrana avvio un bombardamento mediatico sotto l'hashtag remuntada, promettendo di lasciarci la pelle per ribaltare il risultato dell'andato e approdare in finale per il secondo anno di fila. José Mourinho, però, chiuse tutti gli spazi, difendendo il vantaggio in 10 e cedendo solo per 1-0. Nessuna remuntada, tanto rosicamento, con gli idranti del Camp Nou a 'bagnare' la festa nerazzurra.

Lo slogan fu ripetuto, in bando alla scaramanzia, nel marzo 2013, dopo aver perso l'andata degli ottavi di finale col Milan per 2-0. Stavolta andò meglio ai catalani, che al Camp Nou si imposero per 4-0 e passarono il turno.
ROMA-BAYERN E UN PRECEDENTE CHE NON PORTÒ FORTUNA. Andò incontro a una brutta figura, invece, la Roma, quando il 21 ottobre 2014 cercò di scaldare l'ambiente in vista della sfida dell'Olimpico col Bayern Monaco ricordando una vittoria per 3-2 nella stagione 2010/11. In campo finì 7-0 per la squadra di Guardiola. Esattamente il «risultato diverso» che avevano auspicato i bavaresi.

L'APPELLO DEL GLADBACH ALLA JUVE. Tornando alla Juventus, l'8 dicembre 2015 ricevette una richiesta di aiuto dal Borussia Mönchengladbach: «Cara Juventus, noi pensiamo di farcela da soli, ma se ci potessi dare una mano col Siviglia...». Così, in italiano, per essere il più chiari possibile.
I bianconeri persero 1-0 in Spagna, e il Gladbach, sconfitto dal Manchester City, fu costretto a dire addio alle speranze di Europa League. La Juve arrivò seconda nel girone e pescò il Bayern Monaco agli ottavi. Il resto è storia ancora da scrivere.

Fin qui chi si diverte coi social. Poi ci sono i professionisti del Paris Saint Germain, che in tre anni di sfide col Chelsea hanno sviluppato uno strano sadismo nei confronti dei Blues, e dopo l'eliminazione subita nei quarti di finale del 2014, si sono rifatti con gli interessi nei due anni successivi.
IBRA CONTRO TUTTI. Nel 2015, Zlatan Ibrahimović twittava una sua foto con la scritta: «Perché dovremmo preoccuparci dello Special One quando abbiamo The Only One?». Come a dire: ok, loro avranno pure Mourinho, un allenatore speciale, ma noi abbiamo Ibra, l'unico e inimitabile.

Nel 2016 è stato ancora lo svedese, trasformato in Parisian Sniper (cecchino parigino) l'uomo copertina della vigilia.

Prima del match di ritorno, invece, le attenzioni dei francesi si sono rivolte su Diego Costa, attaccante del Chelsea non proprio simpaticissimo, inserito in mezzo a una serie di supereroi mascherati e definito «impostore».

Fortunatamente per loro, alla fine i francesi hanno passato il turno, per la seconda volta consecutiva, e hanno festeggiato citando Britney Spears: «Oops... we did it again».

Twitter @GabrieleLippi1

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