Fill vince la Coppa del mondo di discesa
PRIMA VOLTA 16 Marzo Mar 2016 1045 16 marzo 2016

Sci, Peter Fill e la scoperta di un campione a 33 anni

Primo italiano a trionfare nella Coppa del mondo di discesa. Il successo dopo anni di piazzamenti e infortuni.

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A Sankt Moritz si fa la storia.
Basta il decimo posto a Peter Fill per conquistare la Coppa del mondo di discesa libera, primo trionfo di un italiano nella disciplina regina dello sci alpino. E prima affermazione di un'italiano in una coppa di specialità a quasi otto anni dal trofeo sollevato da Manfred Moelgg, all'epoca numero uno dello slalom speciale.
A 33 anni l'azzurro ottiene dunque la sua consacrazione, al termine di una carrierra contrassegnata da due medaglie (l'argento in SuperG nel mondiale in Val-d'Isère del 2000 e il bronzo in supercombinata a Garmisch-Partenkirchen 2011) e tanta sfortuna. Ma soprattutto dal trionfo sulla mitica Streif di Kitzbühel lo scorso 23 gennaio, quando Fill raggiunse Kristian Ghedina e Dominik Paris nel patheon degli azzuri vincitori a Kitz. In quell'occasione, Fill aveva preceduto gli svizzeri Beat Fuez e Carlo Janka su un percorso accorciato per scarsa visibilità.
L'URLO DOPO IL TRAGUARDO. Niente da fare, invece, a Sankt Moritz per il rivale Kjetil Jansrud, che ha sbagliato nella parte centrale della prova e alla fine ha chiuso quarto. Troppo poco per vincere la coppa.
Tagliato il traguardo, Fill è rimasto a lungo in silenzio, quasi ad assaporare la grandezza della sua impresa. Poi è scoppiato in un lungo urlo liberatorio e i compagni gli si sono fatti intorno per festeggiarlo. «È stata molto dura» - il primo commento a caldo - «non è stato facile partire per ultimo, la visibilità non era molto buona, ma sono stato fortunato. Sono felicissimo».
UN PREMIO ALLA COMPLETEZZA. La Coppa del mondo di specialità è un premio alla completezza tecnica di Fill.
Sette anni prima di Kitzbühel, una delle gare più difficili mai disputate dall'altoatesino, Peter aveva conquistato la sua prima e unica vittoria su un tracciato decisamente più agevole come quello di Lake Louise. Tecnicamente ineccepibile, Fill deve forse al suo carattere il fatto di non aver vinto quanto gli avrebbe permesso il naturale talento di cui è dotato.
TANTI PIAZZAMENTI. Spesso non si è espresso al suo limite e qualche riserva di troppo in gara ha fatto sì che la sua carriera fosse costellata di tanti piazzamenti e poche imprese. Ad oggi, oltre ai due successi, si contano cinque secondi e sette terzi posti in Coppa del mondo.
PRIMO ITALIANO AL COMANDO DOPO TOMBA. A Fill, inoltre, spetta pure il lusinghiero record di primo italiano a balazare in vetta alla classifica generale di Coppa del mondo nel post Alberto Tomba. E pensare che da piccolo, terminate le scuole medie, si profilava per lui un futuro da carrozziere. Uno scenario decisamente lontano dagli allori sulle nevi che lo hanno ora consegnato alla storia dello sport italiano. Per fortuna, nel 1999 maturò la scelta di passare al professionismo. Il trampolino della sua carriera, due anni più tardi, con l'affermnazione in tutte e quattro le specialità ai campionati europei juniores. Il primo podio in Coppa del mondo, invece, a Wengen, nel 2006. Una vita fa, anni luce dagli stop per infortunio del 2009 e del 2015. Ma pure dal trionfo di queste ore.

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