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TRAVERSIE 30 Marzo Mar 2016 1346 30 marzo 2016

Non solo Ezpeleta: i boss dello sport finiti nei guai

Ecclestone e i 100 mln per archiviare. Blatter, Platini e la corruzuione. E l'ex numero uno dell'atletica pagato per coprire il doping.

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Valentino Rossi con Carmelo Ezpeleta.

Il potere logora chi ce l'ha, verrebbe da dire storpiando una celebre massima.
E spesso lo mette pure nei guai con la giustizia.
Con la richiesta di arresto di Carmelo Ezpeleta, boss della Motogp accusato di aver evaso 700 milioni, sale il numero di plenipotenziari dello sport alle prese con beghe giudiziarie.
Uomini travolti dagli scandali al'apice della loro carriera, chi più chi meno capace di restare in sella malgrado la bufera.

Ezpeleta accusato di evasione

Dopo aver sborsato a inizio marzo poco meno di 4 milioni di euro di multe a causa di un mancato pagamento di 25 milioni di tributi riferiti agli anni 2003 e 2004, ora il deus ex machina della Dorna, società che gestisce Motomondiale e Superbike, è accusato di evasione tramite l’utilizzo di società fittizie.
A incolparlo è l’imprenditore piemontese Pier Carlo Bottero, che con la sua Sport & Events Logistics ha gestito fino al 2015 il trasporto di materiali del carrozzone MotoGp da un circuito all’altro.
SOCIETÀ FITTIZIA IN OLANDA. Per il 2016, però, il contratto non gli è stato rinnovato e la ragione, secondo Bottero, sarebbe riconducibile alle insistenti richieste di spiegazioni su una società olandese, la Dww con sede ad Amsterdam, a cui lo stesso Bottero doveva fare riferimento per i pagamenti. Una società che sarebbe stata creata appositamente da Ezpeleta per evitare la tassazione spagnola. Aliquota che Dorna dovrebbe rispettare, avendo sedi a Barcellona e Madrid
Non è, tuttavia, la prima volta che Ezpeleta è accusato di truccare i conti. Il sindacato Manos limpias lo aveva già denunciato per il circuito di Jerez, di cui il boss MotoGp è consigliere. Cirjesa, società che gestisce il tracciato, era stata denunciata per aver messo in circolazione biglietti dalle doppie matrici in occasione del round spagnolo del Motomondiale.

Ecclestone e i 100 mln per l'archiviazione

Ezpeleta è storicamente considerato l'Ecclestone della MotoGp.
E come il patron del Circus non si è fatto mancare i guai con la giustizia.
Di Bernie sono note le vicissitudini. Nel 2014 ha sborsato 100 milioni per un accordo con la procura tesdesca che ha archiviato l'accusa di corruzione che pendeva a suo carico.
Il caso riguardava un pagamento di 44 milioni di dollari al banchiere tedesco Gerhard Gribkowsky, in carcere per una condanna a otto anni e mezzo per aver accettato tangenti.
PADRONE ASSOLUTO DELLA F1. Nel processo, Ecclestone era chiamato a rispondere di una persunta mazzetta per convincere Gribkowsky a cedere le partecipazioni della banca BayerLB nella Formula One management al fondo di investimento Cvc, così da diventarne il padrone assoluto delle azioni della Formula 1.
In caso di condanna, Big Bernie avrebbe rischiato 10 anni di carcere.

Blatter, Platini e lo scandalo della Fifa

Le beghe dei padroni del calcio sono, invece, all'origine dello scandalo che ha travolto la Fifa.
Risale allo scorso 8 ottobre la sospensione di Joseph Blatter per 90 giorni da parte del Comitato etico per sospetta corruzione, in seguito alla scoperta di un pagamento di 2 milioni di euro a Michel Platini nel 2002.
SQUALIFICA DI SEI ANNI. Il 21 dicembre successivo la stessa autorità ha giudicato l'ex numero uno del calcio mondiale, assieme allo stesso Platini, colpevole di corruzione, condannando entrambi a una squalifica di sei anni.
In un sol colpo, la pietra dello scandalo andava ha così travolto i vertici delle due maggiori organizzazioni calcistiche, Fifa e Uefa.

Diack e il denaro per nascondere il doping

Pochi, invece, conoscono Lamien Diack, controverso ex numero uno della Iaaf, la Federazione mondiale dell'atletica leggera, finito sotto inchiesta in Francia dopo l'accusa mossagli da due giudici francesi di corruzione passiva e riciclaggio aggravato in materia di doping.
RUSSIA COPERTA. Diack, in cambio di almeno 200 mila euro provenienti dalle federazione russa, avrebbe «coperto» casi di positività.
L'incriminazione è frutto di un dossier nato da inchieste interne di Wada e dalla stessa Iaaf dopo i tanti casi dei mesi scorsi, sollevati in prima battuta dal canale televisivo tedesco Ard.

Le ombre su Bach e Beckenbauer

Altri mostri sacri dello sport sono finiti nell'occhio del ciclone nel corso dei loro ruoli dirigenzialil
Franz Beckenbauer è sospettato dalla federazione tedesca di aver ricevuto e versato soldi sospetti nell'ambito del caso tangenti che riguarda l'assegnazione del Mondiale 2006. L'ex presidente del comitato organizzatore, in particolare, avrebbe destinatao 10 milioni di franchi svizzeri a un'impresa del Qatar.
Pagamento assai sospetto dato che il destinatario dello stesso era Bin Hammam, allora membro della Fifa e protagonista anch'egli del caso tangenti, per aver versato circa 5 milioni di dollari nel favorire l'avanzata del proprio Paese verso l'assegnazione del Mondiale 2022.
Il presidente del Cio Thomas Bach, invece, deve ancora scontare le ombre sul suo passato. Al tempo in cui era direttore generale dell'Adidas avrebbe incentivato squadre e atleti perché esponessero il famoso marchio ben oltre la normale routine delle sponsorizzazioni, cosa assolutamente vietata dalle regole del Cio.

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