CAMPIONE 13 Aprile Apr 2016 1806 13 aprile 2016

Kobe Bryant si ritira, 10 cose da sapere

Los Angeles e la Nba pronte per l'addio al Mamba. Aneddoti e curiosità sulla sua vita.

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Una mano piena di anelli. Oltre 33 mila punti. Due ori olimpici. L'eterno amore dei tifosi dei Los Angeles Lakers. Quando uscirà dallo Staples Center, la sera del 13 aprile, dopo aver giocato la sua ultima partita contro gli Utah Jazz, Kobe Bryant si porterà via tutto questo. E anche qualcosa di più. Una storia fatta di 18 partecipazioni all'All Star Game e 20 anni di carriera ai massimi livelli (guarda le foto). La leggenda del Black Mamba è fatta di numeri e trofei che tutti conoscono, e di aneddoti che, forse, qualcuno ignora. Eccone 10.

  • Le 100 giocate più spettacolari della carriera di Kobe Bryant.

1. Il nome deriva da una bistecca

Kobe Bryant non ha niente di comune, a partire dal nome. I suoi genitori l'hanno scelto mentre mangiavano una bistecca di manzo in un ristorante di Philadelphia. Manzo Kobe, naturalmente.

2. È stato il più giovane esordiente in Nba

Quando ha esordito in Nba, il 3 novembre 1996, Kobe Bryant aveva 18 anni, due mesi e 11 giorni. All'epoca era il più giovane di sempre.
RECORD BATTUTO. Un record che sarebbe poi stato superato da Jermaine O'Neal e Andrew Bynum.
Gli è rimasto, però, quello di più giovane all'All Star Game: 19 anni e 175 giorni, conquistato l'8 febbraio 1998.

3. Ha tentato senza successo la carriera da rapper

Tutti sanno che Shaquille O'Neal, suo compagno ai Lakers negli anni del three-peat, ha affiancato alla carriera da cestista una da rapper, pubblicando cinque album tra il 1993 e il 2001. Ma anche Kobe ci ha provato.
UN SINGOLO FLOP. Il suo disco di debutto sarebbe dovuto uscire nel 2000, ma la Sony cambiò idea, mandandolo in soffitta dopo la pessima accoglienza ricevuta dal singolo K.O.B.E., suonato all'All star weekend con il ritornello cantato dalla top model Tyra Banks.
Persino il video, diretto dal super regista hip hop Hype Williams, non venne mai distribuito.
Kobe ha comunque continuato a rappare per passione, come faceva fin dalle superiori col suo gruppo Cheizaw.

4. E sul set del video ha conosciuto la moglie Vanessa

La delusione per un video e un singolo mai pubblicati furono mitigate dall'incontro avvenuto sul set con quella che poi sarebbe diventata sua moglie: Vanessa Laine.
Quando iniziarono a frequentarsi, la ragazza doveva ancora completare le scuole superiori.
UNA SCUOLA IN DELIRIO. Quando Kobe andava a trovarla, la Marina high school di Huntington Beach impazziva. Così l'istituto costrinse Vanessa a finire gli studi da casa.
Nel suo ultimo anno al liceo, invece, Kobe invitò al ballo la star R&B Brandy.

5. A Londra 2012 si alzava alle 4 del mattino per allenarsi

Ha amato il basket alla follia, l'ha scritto anche nella sua lettera d'addio. E per la palla a spicchi ha fatto follie, come a Londra 2012, quando si svegliava alle 4 del mattino per iniziare una sessione d'allenamento personale di 75 minuti alla fine dei quali l'allenatore che lo seguiva andava a riposare qualche ora prima della riunione di squadra alle 11.
NON LASCIAVA MAI IL CAMPO. Quando rientrava nella palestra, però, Kobe era ancora lì, a provare tiri in sospensione. «Quando finisci?». «Ora, proprio ora, volevo arrivare a 800 realizzati, quindi ho finito ora».

6. È appassionato di calcio

Kobe è cresciuto in Italia, lo si capisce non appena lo si sente parlare un italiano sorprendente. E crescendo in Italia non poteva non appassionarsi al calcio. Fin da bambino è stato tifoso del Milan, che in quegli anni, i primi Novanta, dominava in Italia e in Europa, vincendo lo scudetto, due Champions League, due Coppe Italia.
IL SUO IDOLO ERA VAN BASTEN. Il suo idolo era Marco van Basten.
Crescendo è diventato amico di Alessandro Del Piero e si è appassionato alle imprese del Barcellona.

7. E ha giocato portiere

Kobe non si è limitato a essere un tifoso di calcio. Da bambino si è messo scarpe chiodate e guantoni e ha giocato in porta. Immaginatevelo ora, tra i pali, con il suo metro e 98 di altezza e la sua forza esplosiva.

8. Ma ha sempre preferito il basket

Eppure nella testa di Kobe c'era solo il basket. Giocarci, per un bambino che cresceva in quell'Italia, non era semplice. Il pallone si prendeva a calci, non si tirava con le mani verso un canestro.
TIRAVA DA CENTROCAMPO DURANTE L'INTERVALLO. Così il piccolo Bryant era costretto ad approfittare degli intervalli tra i due tempi delle partite giocate dal papà a Reggio Emilia. Entrava in campo e cominciava a tirare da metà campo. Trovando spesso il fondo della retina.

9. Gioca ispirandosi a Bruce Lee

Mentre cresceva, Kobe aveva diversi esempi da seguire: il padre, certo, ma anche Magic Johnson e Michael Jordan. Ma a influenzare il suo stile di gioco è stato l'attore esperto di arti marziali Bruce Lee: «Può sembrare che non abbia nulla a che fare col basket», ha dichiarato durante un tour in Asia nel 2010, «ma per me è esattamente il contrario».
ALLA RICERCA DEL QI. Affascinato dal concetto cinese di Qi energetico, ha sempre pensato di poter riportare quel concetto e lo stile libero e informale di Bruce Lee sul parquet.

10. Una carriera in due numeri: 24 e 8

Da professionista ha indossato due numeri: il 24, con cui giocherà anche l'ultima partita, e l'8. Il primo se lo porta dietro dalla stagione d'esordio alle superiori, il secondo ha una storia più complicata.
Nei suoi anni successivi all'high school, Kobe ha vestito il 33, e avrebbe voluto tenerlo anche ai Lakers. Ma quella canotta, a Los Angeles, era stata ritirata in onore di Kareem Abdul Jabbar.
COL NUMERO DI D'ANTONI. Finì per indossare l'8 per due motivi: per rendere omaggio a Mike D'Antoni, suo giocatore preferito da bambino, e perché era la somma delle cifre del 143, suo numero all'Abcd Camp, storico stage di basket per i giovani talenti dei licei.

Twitter @GabrieleLippi1

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