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CALCIO 25 Aprile Apr 2016 1630 25 aprile 2016

Juventus, quinto scudetto di fila: la testa è già al futuro

Scudetto numero 32 in un anno da record. Ora l'obiettivo si chiama Champions. Tra l'incognita Pogba e il sogno Cavani, il mercato con un occhio al portafogli.

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Massimiliano Allegri con Álvaro Morata.

Una striscia di 15 vittorie consecutive, interrotta solo dal pari a reti inviolate sul campo del Bologna: 73 punti raccolti sui 75 a disposizione nelle ultime 25 partite.
E ancora, il primato di Gigi Buffon col maggior numero di minuti trascorsi senza subire un gol e la conquista del tricolore dopo gli appena cinque punti racimolati in avvio di stagione in altrettante giornate, impresa mai riuscita prima in Italia (le foto della festa).
La Juventus del quinto scudetto di fila, festeggiato davanti alla tivù come già accaduto nel 2014, grazie alla vittoria della Roma sul Napoli per 1-0, eguaglia il mito del Quinquennio bianconero degli Anni 30 e diventa la terza squadra capace di raggiungere un simile traguardo, dopo il Grande Torino, interrotto dalla Seconda guerra mondiale, e l'Inter del post Calciopoli.
ALLEGRI, CONTRATTO PRONTO. Difficile chiedere di più a una squadra chiamata ora, nella stagione 2016-17, a sfatare il tabù Champions League. Anche se la conquista dell'ennesimo titolo equivarrebbe a riempire le pagine degli almanacchi per i prossimi decenni.
Massimiliano Allegri, per il quale si attende soltanto l'ufficializzazione della firma di un contratto da 5 milioni l'anno che lo trasfomerà nel tecnico più pagato della storia del club, è già al lavoro - con Giuseppe Marotta e Fabio Paratici - per modellare la squadra della prossima stagione.
Che potrà contare sul nucleo più giovane tra quelli capaci di agguantare lo scudetto dopo l'onta della Serie B.

Profitti e ricavi, i conti facilitano gli investimenti

Per la Juventus è il quinto scudetto consecutivo.

Una squadra che godrà di un margine consolidato sugli avversari, sia sul piano psicologico, dato il modo col quale sono state annichilite nel corso della stagione le velleità del Napoli, sia a dal punto di vista economico.
IL FATTURATO SALE. Anche quest'anno, infatti, la Juventus ha chiuso il primo semestre dell'esercizio 2015/16 in utile, con un netto rialzo dei profitti (30,3 milioni dai 6,7 precedenti) e pure dei ricavi rispetto allo stesso periodo della stagione scorsa (una crescita del 30,9% a 204,5 milioni).
Come ha avvertito la stessa società, lo sforzo fatto per rinnovare la rosa porterà il bilancio finale 2015/16 nuovamente in leggero rosso, dopo il clamoroso utile del 2014/15.
Ma poco importa: quella bianconera resta una società solida, con un fatturato in continua crescita (nel 2015 sono stati superati i 300 milioni).
STADIUM E CHAMPIONS LE CERTEZZE. Merito dei proventi dello Stadium (che secondo l’indagine demoscopica della Lega raccoglie il 28% dei sostenitori dell'intera Serie A), delle partnership commerciali (solo l'accordo con Adidas garantisce un corrispettivo complessivo per sei anni di 139,5 milioni di euro, a cui aggiungere premi in base ai risultati) e dell’aumento degli incassi per i diritti tivù, vista la costante partecipazione alla Champions League. Dalla massima competizione europea sono attesi 12 milioni soltanto per la fase a gironi, oltre a una buona fetta dei 90 del market pool che spetta alle prime due classificate del campionato italiano.

Pogba va o resta? Morata è ancora un'incognita

Paul Pogba e Paulo Dybala.

Denaro indispensabile a portare avanti un progetto che mira dichiaratamente ai vertici dell'Europa nello spazio di due anni.
Anche se le ambizioni della Juve che verrà passano inesorabilmente per il destino delle sue stelle, in particolare la più luminosa: la ridda di voci attorno al futuro di Paul Pogba ha un moto oscillatorio, anche se ora pare spingere verso la conferma del francese.
L'OFFERTA NON C'È. PER ORA. Il nodo resta sempre lo stesso. Se davvero arrivasse quell'offerta tra 90 e 100 milioni che Allegri ha beffardamente detto di non voler prendere in considerazione, difficilmente dalla parti di Corso Galileo Ferraris saprebbero dire di no.
Il quesito, dunque, è legato piuttosto ai reali desideri dei vari Barcellona, Chelsea, Paris Saint-Germain e dei due Manchester. Superfluo sottolineare come il Campionato europeo che vedrà Pogba emblema della Nazionale ospitante e tra le maggiori aspiranti alla conquista del titolo avrà un peso specifico dirimente nel determinare il destino (e il prezzo) del francese. Anche per questo la dirigenza è in pressing perché sia Pogba stesso a prendere una decisione entro maggio. In un senso o nell'altro, Agnelli e Marotta non si strapperebbero le vesti.

Edinson Cavani.

D'altro canto, la storia insegna che a Torino gli addii non si consumano mai troppo dolorosamente.
Quando il 9 luglio del 2001 Zinedine Zidane fece capolino nella sala stampa del Santiago Bernabeu, tra le stanze della sede juventina ancora si contavano le banconote dell'allora trasferimento più caro della storia.
E quei 149 miliardi di vecchie lire si tramutarono, di lì a poche settimane, negli acquisti di Gianluigi Buffon, Lilian Thuram e Pavel Nedved, artefici di una nuova stagione di successi bianconeri.
CAVANI E IL TREQUARTISTA. Con i soldi di Pogba, Marotta strizzerebbe l'occhio a quell'Edinson Cavani i cui ammiccamenti alla Vecchia Signora si ripetono a intervalli regolari.
Per l'uruguayano, ad ogni buon conto, servirebbero non meno di 50 milioni.
Altro denaro potrebbe essere finalmente investito per regalare al tenico bianconero quel trequartista tanto agognato durante l'estate 2015. Anche qui, i sogni restano i soliti: Henrikh Mkhitaryan e Isco.
IL REAL DECIDE IL DESTINO DI MORATA. Pure in questo caso, però, sarebbe necessario dare fondo a ulteriori risorse per convincere Borussia Dortmund o Real Madrid.
Sempre ammesso che i blancos non scelgano di esercitare il diritto di recompra e riportare alla casa madre Álvaro Morata, operazione per la quale occorrerebbero tra i 25 e i 30 milioni.
Come se non bastasse, bisognerà fare i conti con i desiderata del vecchio mentore Antonio Conte. Il suo approdo al Chelsea quasi certamente riporterà a Londra Juan Cuadrado e potrebbe spingere Roman Abramovich a un'offerta stellare per Leonardo Bonucci.
SAPONARA E BERARDI, LA PISTA ITALIANA. Molto più probabile vedere a Torino Riccardo Saponara, trequartista dell'Empoli lasciato andare senza troppi rimpianti dal Milan e che rappresenterebbe un investimento nel solco della politica che ha visto susseguirsi negli anni gli arrivi di giovani italiani come Zaza, Sturaro e il rientrante Rugani.
Senza dimenticare Domenico Berardi, forse il talento più fulgido dell'ultima generazione di calciatori nostrani e sul quale i bianconeri hanno più di un'opzione morale nei confronti del Sassuolo.
Per quanto riguarda la difesa, infine, la priorità è la conferma dei giganti che hanno blindato la porta di Buffon, con la suggestione Mehdi Benatia qualora per Bonucci dovesse arrivare un'offerta irrinunciabile.

Twitter @LorenzoMantell

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