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CALCIO 27 Aprile Apr 2016 1007 27 aprile 2016

Milan ai cinesi, le cose da sapere

Jack Ma vuole chiudere entro aprile con Lippi dt. Ma gli ostacoli non mancano.

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Silvio e Barbara Berlusconi.

Risponde al nome di Jack Ma, fondatore del colosso dell'e-commerce Alibaba e secondo uomo più ricco di Cina, l'ultima speranza dei tifosi rossoneri di veder risorgere il Milan? O tocca forse votarsi a Li Ka Shing, il proprietario di Hutchison Whampoa, gruppo leader nel mondo delle telecomunicazioni?
Sono sempre più dense le ombre cinesi sul futuro della società, con Silvio Berlusconi che a detta di molti si sarebbe deciso di passare la mano.
Per Repubblica ci sarebbe il tycoon cinese Jack Ma a capo della cordata che starebbe stringendo i tempi per ottenere il via libera di Silvio Berlusconi all'acquisto del club. Fininvest ostenta cautela, mentre sotto traccia è al lavoro anche Hwc.
CIFRE MISTERIOSE. Non è dato sapere se per un cifra vicina o lontana dal miliardo sparato a suo tempo dell'ex Cavaliere, quando l'unico interlocutore pareva essere l'ormai defenestrato Bee Taechaubol.
Cinquantadue anni, Ma è capo di un colosso che in Borsa capitalizza oltre 180 miliardi di dollari: a fine 2014 fu protagonista del più grande collocamento di azioni della storia della finanza mondiale, una Ipo da 25 miliardi con relativa quotazione a Wall Street. Lo scorso mese di ottobre, invece, come riportato in esclusiva da Lettera43.it, fu avvistato a Milano, a cena col gotha dell'imprenditoria italiana.

Oltre a Jack Ma chi fa parte della cordata?

L'indiscrezione riportata da Repubblica ha del clamoroso, ma non deve stupire completamente.
Il nome di Ma era già stato accostato, seppur timidamente, alla società rossonera quando nel gennaio 2016 si erano rincorse le voci sul serrate finale dell'operazione Bee, prima che i tentennamenti del thailandese facessero saltare il banco.
Resta da verificare quali siano gli altri componenti della cordata pronta alla scalata, un 'incognita sulla quale la proprietà sembra intenzionata a voler fare chiarezza. Ma i cinesi hanno fretta e vorrebbero chiudere entro il fine settimana.

Quote e prezzo: quei 'dettagli' da limare

Diverse però sono le divergenze da limare per il buon esito della trattativa.
Innanzitutto la quota azionaria destinata a passare di mano: si parla di un 70% subito e del 30% entro un anno. Ma quanto vale davvero il Milan? Come detto, Berkusconi si era spinto a valutare in un 1 miliardo il prezzo di saldo della sua creatura. Mr. Bee pareva intenzionato a investire 480 milioni per portarsi casa il 48% del club, una cifra di fronte alla quale in molti avevano espresso più di una perplessità.

L'acquisto del Guangzhou e la sinergia con Lippi

A spingere per il sì il fatto che gli investimenti nel pallone non rappresentino un inedito per Ma.
Alibaba ha una propria divisione dedicata agli investimenti nello sport, che ha acquisito per 192 milioni di dollari il Guangzhou Evergrande, l’ex squadra guidata da Marcello Lippi, che nell'ipotetico progetto del magnate diventerebbe il direttore tecnico del Milan. Assieme hanno vinto tre titoli nazionali e la Champions d'Asia.
Il progetto di sbarco in Serie A prevede la realizzazione di un nuovo stadio da parte della cordata cinese, in cui sembra figurino già imprenditori di primo livello anche a prescindere dall'uscita allo scoperto di Alibaba e dei suoi emissari.

I dubbi di Berlusconi: vendere o non vendere?

Difficile capire cosa passi ora nella testa di Berlusconi. Sarà lui e soltanto lui a decidere se disfarsi del club che gli ha dato lustro per 30 anni prima di arrovellarsi nei meandri di una crisi che appare irreversibile.
Nemmeno due giorni fa è finito nuovamente vittima di una pesante contestazione da parte dei tifosi dopo il rovescio contro il Verona. E il fallimentare finale di stagione potrebbe spingere al doloso passo che finora non si è mai sentito di compiere.

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