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TRATTATIVE 27 Aprile Apr 2016 2209 27 aprile 2016

Milan, tutti i pretendenti dileguatisi

Il club a un passo dalla cessione. Ma si è detto altre volte. Da Mr. Bee a Wanda. E poi non e n'è fatto niente.

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L'imprenditore thailandese Bee Taechaubol.

Sotto a chi tocca. Dopo libici, russi, sceicchi e una miriade di società cinesi sarà la volta buona per il Milan?
Il club sembra a un passo dalla cessione al colosso dell'e-commerce cinese Alibaba, il cui presidente, Jack Ma, è stato insignito da Bloomberg dello scettro di uomo più ricco dell'Asia proprio il 27 aprile.
Dopo la maxi raccolta fondi di Ant Financial, la divisione di pagamenti di Alibaba a cui fa capo Alipay, la sua fortuna è schizzata a 33,3 miliardi di dollari.
È l'ennesima clamorosa indiscrezione, con tanto di cifre (500 milioni) e timing (il 70% delle quote subito e il restante 30% entro un anno) a cui il colosso cinese ha frapposto uno scontato «no comment», mentre in ambienti vicini alla Finivest, la holding che controlla il Milan, si è fatto notare che nel corso della trattativa ormai in corso da mesi non è mai stato ventilato direttamente o indirettamente il nome di Jack Ma.
ZHONG E LI, ALTRE PISTE CINESI. Tanto basta per allungare la lista dei pretendenti che ha visto via via arrivare, e poi dissolversi, una miriade di pretendenti 'fantasma' per il club di via Aldo Rossi.
È il caso del magnate cinese Zong Qinghou, di cui i rumors attribuivano l'interesse per il 75% o, più recentemente, della cordata di Robin Li, altro cinese, rappresentata dall'advisor italoamericano Sal Galatioto che ha curato oltre 70 passaggi di proprietà nel mondo dello sport Usa.
Prima delle offerte provenienti dalla nuova Mecca del calcio mondiale, a farsi sotto erano stati, sempre stando alle indiscrezioni, Rezart Taçi, l'imprenditore albanese poi visto all'opera con il Parma, e prima ancora russi, sceicchi e chi più ne ha più ne metta.
IL FLOP DI MR. BEE. Più recentemente, una pista assai calda era stata quella che portava a un fondo di Singapore, rappresentato dal broker thailandese Bee Taechaubol, il quale aveva superato con la fantascientifica offerta di 1 miliardo di euro la cordata di altri imprenditori cinesi.
Poi si era parlato di Wanda, altro colosso cinese del commercio e che ha rilevato Infront: prima di rilevare il 20% dell'Atletico Madrid era stato accostato proprio al Milan, salvo poi non concludere nulla.
Stesso discorso per il 're' del beverage di Hong Kong, Richard Lee, del quale si disse che aveva ricevuto anche il placet del governo di Pechino.
Ma non c'è stata solo la Cina a mettere gli occhi sulla proprietà rossonera, visto che in passato si era parlato anche del fondo americano Madison e, in un più lontano passato, della Libia, allora ancora sotto il potere di Gheddafi.

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