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CALCIO 2 Maggio Mag 2016 2300 02 maggio 2016

Leicester vince la Premier e conquista l'Italia

Le Foxes del Leicester vincono la Premier. E migliaia di neo-tifosi festeggiano in tutto il mondo. Anche in Italia. Un'euforia destinata a spegnersi presto?

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Un murale celebra il Leicester di Claudio Ranieri.

Un'impresa così non si vedeva da anni. Almeno 21, in Inghilterra, da quella Premier League 1994/95 conquistata dal Blackburn Rovers, che comunque in attacco aveva un certo Alan Shearer e arrivava dal secondo posto dell'anno prima (guarda le foto). In Italia, forse, da 31, quando fu l'Hellas Verona a vincere il suo primo e unico scudetto.
SIMPATIA NATURALE. Che il Leicester campione d'Inghilterra susciti simpatia ed entusiasmo è normale e giusto. Come non esaltarsi davanti a una squadra che nel 2015 si è trovata a un passo dalla retrocessione, prima di salvarsi con un miracolo fatto di sette vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle ultime nove partite, e che un anno dopo, il 2 maggio 2016, ha festeggiato il suo primo titolo nazionale grazie al pareggio tra Chelsea e Tottenham,

E così il Leicester ha visto moltiplicarsi i suoi tifosi. E non solo in Thailandia, patria di Vichai Srivaddhanaprabha, proprietario del club e della catena di duty free shop King Power. In Italia i fan delle Foxes non si possono contare, così come si fa fatica a mettere ordine negli eventi organizzati per celebrare la vittoria del titolo.
OLTRE 64 MILA PARTECIPANTI PER LA MACCHINATA. Il più celebre (e folle) è certamente la 'macchinata ignorante' organizzata dalla pagina Facebook Calciatori Brutti, che conta già 66 mila partecipanti dichiarati e altri 40 mila interessati.
Se si considerassero questi numeri attendibili, le autostrade italiane e francesi, e il Tunnel della Manica, sarebbero invasi di auto dirette a Leicester per raggiungere Mahrez, Vardy e Claudio Ranieri.

  • La reazione dei tifosi del Leicester al gol del pareggio tra Chelsea e Tottenham.


Senza considerare poi chi resterà in Italia. In piazza del Duomo, a Milano, si sono andati appuntamento 5.700 persone. Tutti hanno cliccato su «parteciperò», altri 19mila si dicono interessati.
Altri 313 si incontreranno all'Università Bocconi per Leicester-Everton del 7 maggio. A Trezzo sull'Adda i 'partecipanti' sono 1,3 mila. A Firenze, in piazza Santa Croce, 1.000.
NUMERI PIÙ CONTENUTI A VARESE E BERGAMO. Più facile credere ai 122 che hanno dichiarato di volersi trovare in piazza Monte Grappa a Varese e ai 20 che si sono dati appuntamento in centro a Bergamo.
La tendenza a parteggiare per quello che a Leicester chiamano underdog, il partecipante meno accreditato ai nastri di partenza, è logica. Ma è difficile trovare un precedente per un'euforia collettiva del genere. Non è successo alla Sampdoria, nel 1991, e in pochi si ricordano del miracolo del Kaiserslautern, campione di Germania nel 1997/98 da neopromosso.
Potere del fascino della Premier League, che ha preso 4 milardi di euro per i diritti tivù internazionali del triennio 2016/19 (da aggiungere ai 6,9 del mercato interno).
Potere dei social, che a colpi di hashtag e «parteciperò» riesce a raccogliere migliaia di 'attivisti da poltrona'.

Vichai sognava la top 5 entro il 2017

Vichai Srivaddhanaprabha, proprietario del Leicester City.

Così, in Italia, sono proliferati i tifosi del Leicester. Raccolti tutti intorno a un'impresa sportiva che non è certo frutto dell'improvvisazione.
Prendete l'allenatore, Claudio Ranieri, che non ha mai vinto un campionato nella sua carriera ma ha un curriculum di altissimo livello, tra Napoli, Chelsea, Juventus, Roma e Inter. Per ingaggiarlo, il Leicester ha messo sul piatto uno stipendio da 2 milioni a stagione, che coi vari bonus e la vittoria del campionato sono diventati 10,7.
«CI VORRANNO 180 MILIONI». D'altra parte Vichai Srivaddhanaprabha l'aveva detto: «Non perderemo l’occasione di sfidare le prime cinque squadre del campionato fin da subito. Abbiamo una possibilità di batterle? Sì, ce l’abbiamo», dichiarava nell'estate del 2014, all'indomani della promozione in Premier Leauge. E chissà in quanti avranno riso, allora e l'anno dopo, quando il Leicester era ultimo in classifica e vicinissimo al ritorno in Championship. «Ci vorrà una quantità enorme di denaro, forse 180 milioni di euro, per arrivarci. Ma chiedo tre anni e noi saremo lì».
ASCESA PIÙ RAPIDA E FOLGORANTE DEL PREVISTO. Di anni, per la verità, ce ne ha messi due. E finora di milioni sul mercato ne ha spesi 73. Cinquanta nell'ultima stagione, il quattordicesimo club che ha speso di più in Premier League, ma il quarto se si considera il saldo negativo tra uscite ed entrate derivanti dai trasferimenti di calciatori.
A Srivaddhanaprabha i soldi non mancano. Il suo patrimonio è stimato da Forbes in 2,9 miliardi di dollari, il nono in Thailandia.
VARDY E MAHREZ SI POSSONO TENERE. A gennaio ha respinto ogni assalto per le stelle Jaime Vardy e Riyad Mahrez, ma le big d'Europa e Inghilterra torneranno alla carica. Per tenerli servirà uno sforzo economico che porti il monte ingaggi un po' più in alto rispetto ai 62,2 milioni di euro che attualmente ne fanno il quart'ultimo club di Premier per stipendi ai calciatori. Farlo non è impossibile, anche grazie a un utile netto che nel 2015 ha toccato quota 34 milioni, con un fatturato di 135,1 milioni, più del triplo rispetto ai 40,4 dell'anno prima. Lo stadio è sempre pieno, i ricavi dai diritti tivù sono destinati ad aumentare e la vittoria del titolo vale 120 milioni di euro (30 in più dei 90 ottenuti con la salvezza del 2015). Poi ci sono i 35 milioni in arrivo dalla Champions League.
Ripetere una stagione così sarà difficile, ma il Leicester può non essere un fuoco di paglia, dipende solo dalla volontà del suo proprietario.
L'euforia di questo titolo, quella sì, è destinata a bruciare con l'arrivo dell'estate.

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Twitter @GabrieleLippi1

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