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VIDEO 4 Maggio Mag 2016 1703 04 maggio 2016

Luca Toni si ritira, la sua carriera in 11 gol e 1 canzone

Il centravanti lascia il calcio a 39 anni. Ecco la sua carriera riassunta con le reti più importanti.

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Dalla provincia alla provincia, passando per la Scarpa d'Oro, i Mondiali, la Bundesliga e la Champions League. La carriera di Luca Toni ha tutte le caratteristiche della storia infinita, non fosse stato per quella parola fine messa dal suo protagonista il 4 maggio 2016. A 39 anni e con 323 gol sulle spalle, il centravanti modenese ha detto basta.
UNA ROVESCIATA PER PRESENTARSI. Sono passati più di tre lustri da quando esordì in Serie A con la maglia del Vicenza. Bastò un gol, una rovesciata al Dall'Ara di Bologna in un pomeriggio di dicembre del 2000, per far capire a tutti che quel ragazzo che veniva dalle categorie minori aveva qualcosa di speciale. Luca ne aveva già segnati due, quell'anno, ma non così.
Centonovantatré centimetri e poco meno di 90 chili, la forza di un ariete e un'agilità non comune per un ragazzo con quel fisico.

Bologna-Vicenza 1-1 3/12/2000

Quel ragazzo, che aveva fatto 30 gol tra C1 e B, con le maglie di Lodigiani e Treviso, nei due anni precedenti, avrebbe chiuso la sua prima stagione nel massimo campionato a un passo dalla doppia cifra. Abbastanza per guadagnarsi le attenzioni del Brescia di Corioni e dividere lo spogliatoio con Roberto Baggio e Pep Guardiola. Due anni, 44 partite, 15 reti. Un bottino non male.
IL RITORNO IN B PER SPICCARE IL VOLO. Ma per spiccare il volo e scoprirsi definitivamente bomber, Toni, sarebbe dovuto tornare in Serie B.
A Palermo, nel 2003-04, arrivarono la vittoria del campionato cadetto e 30 gol personali che lo resero capocannoniere. L'anno dopo, in A, furono 20, il più prezioso, forse, nel derby col Messina.

Palermo-Messina 10/04/2005

Numeri e giocate che gli valsero le attenzioni della Fiorentina. Ed è in viola che Toni ha trovato la sua stagione migliore, quella del 2005/06, con 31 gol che gli valsero la Scarpa d'Oro e la convocazione in Nazionale per i Mondiali di calcio. Gol di pura potenza, come il sinistro all'incrocio contro l'Udinese, e di eleganza e classe, come il pallonetto a Bucci in Fiorentina-Parma.

Fiorentina Udinese 4-2 18/09/2005

Fiorentina-Parma 4-1 22/10/2005

AI MONDIALI DA SCARPA D'ORO. Con un centravanti così, la Nazionale poteva sognare il Mondiale. La Coppa sarebbe arrivata, ma Toni, di reti, ne avrebbe segnate solo due. Tutte contro l'Ucraina, nei quarti di finale dominati e vinti per 3-0. Il primo di testa, su cross di Totti, il secondo un appoggio semplice semplice a porta vuota, su un passaggio di Zambrotta.

Italia-Ucraina 3-0 30/06/2006

Un altro anno a Firenze, poi il trasloco a Monaco di Baviera per vestire la maglia del Bayern. Un'intesa perfetta con Miroslav Klose e Frank Ribery, il campionato (l'unico vinto in carriera), la Coppa di Lega, la Coppa di Germania. E il titolo di capocannoniere della Bundesliga. La Germania è pazza di lui, e canta Numero 1, la canzone in italiano maccheronico dedicatagli dal comico Matze Knop.

  • La canzone dedicata a Luca Toni dal comico tedesco Matze Knop.

Una stagione da incorniciare in cui arrivò anche il primo gol nelle coppe europee, in Uefa, contro il Belenenses. Ne sarebbero seguiti altri nove, ancora una volta il premio come miglior marcatore della competizione, ma anche una clamorosa eliminazione in semifinale dopo la sconfitta per 4-0 sul campo dello Zenit San Pietroburgo.

Bayern-Belenenses 1-0 20/09/2007

La seconda stagione a Monaco non fu altrettanto esaltante. Frenato dagli infortuni, Toni segnò 14 gol in campionato, tre in Champions League, uno in Coppa di Germania. Nessun titolo e lo smacco della retrocessione nella squadra B, preludio a una cessione che sarebbe avvenuta a metà della sua terza stagione in Germania, dopo quattro partite e zero gol.
UN DECLINO CHE SEMBRA INESORABILE. «Toni è finito», cominciavano a pensare in tanti. A 32 anni. Non sapevano quello che sarebbe accaduto dopo. Poco esaltante la metà stagione alla Roma, dal gennaio al giugno 2010. Cinque reti, una delle quali, bellissima, contro l'Inter di Mourino, quella che avrebbe chiuso la stagione col triplete. Poi di nuovo le valigie pronte per andarsene.

Roma-Inter 2-1 27/03/2010

Mezza stagione al Genoa, prima della chiamata della Juventus, alla disperata ricerca di un centravanti. Toni diventò bianconero nel gennaio 2011, a febbraio trovò il suo primo gol col Cagliari, un colpo di testa potentissimo dal limite dell'area. Poi segnò ancora una volta nei successivi 11 mesi. Tra l'estate 2011 e il gennaio 2012 non giocò mai, e se ne andò all'al Nasr.

Cagliari-Juventus 1-3 5/02/2011

Gli Emirati Arabi non sono un posto per giocatori in carriera, ci vanno quelli che hanno fallito o, più spesso, sono arrivati alla frutta. Toni aveva 35 anni quando vi si trasferì, e non brillò particolarmente nemmeno lì. Cinque gol in 13 partite, ce ne sarebbe stato abbastanza per appendere gli scarpini al chiodo, non fosse stato per il richiamo della Fiorentina.
LA RINASCITA A FIRENZE. Al primo grande amore non si può dire no. Toni tornò, tra lo scetticismo generale, nell'estate del 2012. A settembre segnò col Catania, alla terza di campionato, poi ne fece altri sette in stagione. Abbastanza per smentire chi lo voleva morto, e guadagnarsi un'altra esaltante ultima corsa in provincia.

Fiorentina-Catania 2-0 16/09/2012

La città della rinascita è Verona. Venti gol nel 2013-2014. Un caso? Macché. L'anno dopo sono 22, come quelli di Icardi che ha 16 anni in meno. Insieme vincono il titolo di capocannoniere. Toni è il giocatore più anziano a esserci mai riuscito in Serie A.

Verona-Juventus 2-2 30/05/2015

La storia si sarebbe potuta chiudere lì, ma è andata avanti un po' per riconoscenza un po' perché la sensazione è di esserci ancora. È un peccato, perché l'uscita di scena arriva un anno dopo, con cinque gol, tanti problemi fisici, una retrocessione amarissima per l'Hellas. L'ultimo atto di una carriera vissuta in altalena si ferma per terra, quando poteva concludersi a un passo dal cielo.

Twitter @GabrieleLippi1

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