GALLERY 12 Maggio Mag 2016 1718 12 maggio 2016

Rugby, il Flaminio abbandonato tra erbacce e crepe

La triste fine del tempio della palla ovale abbandonato dal 2011. Le foto.

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Per quasi 40 anni è stata la casa della nazionale italiana di rugby. Sul suo campo hanno poggiato i loro tacchetti campioni come Diego Dominguez e Alessandro Troncon. Sui suoi spalti si è tifato azzurro per dodici edizioni del Sei Nazioni. Poi il buio.
INAUGURATO NEL 1959. Cinquantasette anni dopo la sua inaugurazione, avvenuta il 19 marzo 1959 con un'amichevole tra le nazionali dilettantistiche di Italia e Paesi Bassi, lo stadio Flaminio è un gigantesco rudere di cemento, al cui interno crescono erbacce e persino qualche fico (guarda le foto).
Frutto della scelta fatta dalla Feder Rugby, che nel 2012 lo lasciò per l'Olimpico, insoddisfatta dei 24 mila posti e persino dell'ipotesi di un allargamento a 40 mila.
Nel febbraio del 2014 si aprì uno spiraglio. La Federcalcio annunciò la sottoscrizione di una convenzione col Comune di Roma per una concessione di un anno (prorogabile a due) e la riqualifica dell'impanti che sarebbe dovuto tornare al calcio. Poi tutto si arenò.
ACCORDO SFUMATO CON LA FIGC. La Figc cambiò dirigenza in agosto, con l'elezione di Carlo Tavecchio dopo la débâcle della Nazionale al Mondiale brasiliano, e l'accordo non si perfezionò mai.
«L'accordo era subordinato a una serie di sopraluoghi che non avvennero mai, così come non ci fu la consegna delle chiavi alla Figc», ha spiegato a Lettera43.it Roberto Coramusi, referente per la comunicazione istituzionale della federazione. E la nuova dirigenza non ha alcuna intenzione di riprovarci, nemmeno quando Roma avrà un sindaco: «Secondo le stime che si leggono si tratta di un investimento di decine di milioni di euro. Per una struttura polivalente che sotto al campo ha anche palestre di altri sport».
HA OSPITATO LAZIO E ROMA. Così un pezzo grande della storia sportiva di Roma viene lasciato a morire. La vecchia casa della Lazio negli incontri di Coppa Italia, quella di entrambe le squadre della Capitale nel 1990, mentre l'Olimpico era chiuso per i lavori di Italia 90, ora è un impianto fantasma.
Da quando l'Atletico Roma, nel 2011, è fallito portandosi dietro la storia della Lodigiani, nessuno calpesta più quell'erba. Nessuno si siede più su quegli spalti. E i Cinque Cerchi che ricordano come quello stadio abbia ospitato gli incontri di calcio dell'Olimpiade di Roma, sono poco più che una reliquia. Nella città che sogna i Giochi per il 2024.

Twitter @GabrieleLippi1

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