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CALCIO 16 Maggio Mag 2016 1340 16 maggio 2016

Calcioscommesse, Conte assolto: le tappe del processo

Frode sportiva, il ct azzurro chiude la parentesi Calcioscommesse. Le tappe del caso: dalle accuse allo stop inflitto dalla giustizia sportiva.

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Antonio Conte.

Il fatto non sussiste.
Così il gup di Cremona Pierpaolo Beluzzi ha motivato l'assoluzione di Antonio Conte dall'accusa di frode sportiva per il match Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011.
Il commissario tecnico della Nazionale italiana pone dunque fine alla vicenda processuale iniziata quando ancora vestiva la tuta della Juventus.
IL PM CHIEDEVA CHIEDEVA SEI ANNI. Nel corso del rito abbreviato scelto da Conte per ottenere un giudizio prima dell'Euopeo in programma a giugno, il pubblico ministero Roberto Di Martino aveva chiesto una condanna a sei mesi di reclusione con pena sospesa. Secondo il gup, al contrario, «non emergono elementi per ritenere che sia Conte sia Alessio (il suo vice) fossero a conoscenza di operazioni di scommesse collegate al risultato della partita Albinoleffe-Siena, né tantomeno di corruzioni (promesse e o dazioni di denaro) a qualche giocatore coinvolto».

Il rinvio a giudizio per Albinoleffe-Siena: l'accusa è di frode sportiva

Era il maggio 2012 quando Conte fu iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.
CAROBBIO L'ACCUSATORE. Il grande accusatore dell'ex allenatore bianconero rispondeva al nome di Angelo Carobbio, ex centrocampista del Siena, al centro della presdunta combine dell'incontro con l'Albinoleffe sul quale gravitava il giro di scommesse illegali.
A febbraio 2015 era arrivato il rinvio a giudizio per il commissario tecnico azzurro, per il quale nel frattempo era venuta meno l'accusa di associazione a delinquere.

La riunione prima dell'incontro: Conte con Alessio e Stellini

Secondo l'accusa, «Stellini, allenatore in seconda del Siena, di comune accordo con dirigenti e allenatori della squadra, già subito dopo la partita di andata Siena-Abinoleffe dell’8 gennaio 2011 vinta dal Siena per 1-0, chiedeva a Carobbio e a Terzi, giocatori del Siena, quest’ultimo in buoni rapporti con Bombardini dell’Albinoleffe, di prendere un accordo, di comune utilità, diretto a 'pilotare' il risultato della partita di ritorno».
«IL BENESTARE DI CONTE». «Alcuni giorni prima della partita di ritorno, quando all’ultima giornata di campionato di serie B il Siena aveva già conquistato la promozione in serie A», scriveva il procuratore di Cremona Di Martino - «laddove all’Albinoleffe occorrevano punti per accedere ai play off, aveva luogo una riunione tecnica alla quale erano presenti l’allenatore Conte Antonio, il vice allenatore Alessio Angelo, il collaboratore tecnico Stellini, il preparatore dei portieri Savorani e l’intera squadra del Siena, in occasione della quale, anche a seguito del benestare di Conte, veniva presa la decisione definitiva di lasciare la vittoria all’Albinoleffe, nell’ambito di un contesto in cui si teneva conto anche del risultato della partita d’andata, vinta dal Siena».

La condanna della giustiza sportiva: quattro mesi per omessa denuncia

Per quella stessa partita Conte era stato condannato dalla giustizia sportiva per omessa denuncia, reato che però non configura alcuna responsabilità penale.
SCONTO DAI 10 MESI INIZIALI. In un primo tempo, l'allora allenatore della Juventus era stato condannato il 10 agosto 20012 a uno stop di 10 mesi dalla Commisione disciplinare della Figc, salvo poi ottenere uno sconto di pena dal Tas, che avrebbe consentito al tecnico leccese di tornare in panchina a partire dall'8 dicembre 201

Riconosciuta l'esistenza di un'associazione a delinquere: in 50 a processo

Il gup Pierpaolo Beluzzi ha, in ogni caso, riconosciuto l'esistenza di un'associazione a delinquere, mandando alla sbarra una cinquantina di persone, tra cui il capitano della Lazio, Stefano Mauri e Beppe Signori. Ha trasmesso per competenza ai singoli tribunali le frodi sportive consumate (una settantina le partite sotto inchiesta).
ASSOCIAZIONE A LIVELLO MONDIALE. Il gup ha quindi disposto il processo (prima udienza il 6 dicembre) per tutti gli imputati di associazione a delinquere, riconoscendo la competenza di Cremona nell'indagine e stabilendo che è esistita un'associazione «a livello mondiale che operava per alterare in molteplici campionati di calcio, in coppe nazionali e non, e in partite internazionali, il naturale esito delle partite».
In questa maniera ottenevano «vincite in scommesse per milioni di euro che venivano effettuate prevalentemente sui siti asiatici ed utilizzando a tal fine lo strumento della corruzione dei giocatori, degli arbitri e dei dirigenti».

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