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CALCIO 23 Maggio Mag 2016 1430 23 maggio 2016

Euro 2016, promossi e bocciati della Nazionale di Conte

Out Pavoletti, c'è Insigne. Montolivo ed Eder non convincono. Sorpresa Ogbonna.

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Tra i 30 nomi selezionati dal commissario tecnico Antonio Conte nel 'listone' diramato il 23 maggio solo 23 saliranno a bordo del charter che l'8 giugno porterà gli Azzurri dalla Malpensa a Montpellier, dando ufficialmente il via all'operazione Euro 2016.
OTTO GIORNI PER LE SCELTE. Il ct della Nazionale comunicherà le proprie scelte definitive la sera del 31 maggio, in un happening televisivo trasmesso in diretta da RaiUno.
Ma già ora, e non poteva essere altrimenti per un popolo di commissari tecnici come quello italiano, le prime scelte di Conte hanno dato il via alle discussioni.

L'unica certezza sulla quale sembrano trovarsi tutti d'accordo è il livello modesto della spedizione con la quale l'Italia si accinge a prendere parte al Campionato europeo.
DENTRO O FUORI. Una rosa, quella dei papabili Azzurri, che difficilmente può legittimare ambizioni di successo per la Nazionale del tecnico leccese. Per la quale già il raggiungimento della semifinale potrebbe essere considerato un successo. Sui 30 uomini scelti da Antonio Conte anche Lettera43.it ha voluto dire la sua, basandosi sulle condizioni fisiche e le performance offerte nell'ultima stagione dai 30 selezionati.

Portieri

GIANLUIGI BUFFON: SÌ. Pleonastico sottolineare come il vero pilastro di questa Nazionale sia ancora il portierone bianconero, unico fuoriclasse del gruppo di Conte a 38 anni suonati. Reduce da quella che è forse la sua miglior stagione da un decennio a questa parte, all'Europeo Buffon consoliderà il suo primato nella speciale classifica dei più presenti in maglia azzurra.

FEDERICO MARCHETTI: NO. Non ci fosse stato quel dannato infortunio, nessuno avrebbe tolto la maglia di terzo portiere a Mattia Perin. Nel ballottaggio con gli altri aspiranti estremi difensori dell'ultim'ora, tuttavia, l'esperienza del laziale, reduce da una stagione per nulla esaltante, avrebbe potuto lasciare spazio alla freschezza di Donnarumma o Sportiello, probabili numeri uno del futuro.

SALVATORE SIRIGU: SÌ. Reduce da una tribolata stagione da vice del tedesco Kevin Trapp, Sirigu sarà la riserva designata del capitano azzurro in quella Fancia dove per quattro anni ha difeso da protagonista la porta del Paris Saint-Germain. Poche presenze in un'annata sfortunata non intaccano le qualità e l'esperienza internazionale del portiere che, dopo Buffon, offre le maggiori garanzie a Conte.

Difensori

DAVIDE ASTORI: NO. Il centrale viola si gioca una maglia con Rugani e il rientrante Ogbonna. Partito forte, ha vissuto una pericolosa flessione nel girone di ritorno coincisa col calo vertiginoso della Fiorentina. Conte lo apprezza per la capacità di disimpegnarsi sul lato sinistro del terzetto difensivo. Nessuno scandalo per un'eventuale convocazione, ma forse Acerbi avrebbe meritato più di lui.

ANDREA BARZAGLI: SÌ. Detto di Buffon, ecco un altro vecchietto titolare indiscutibile di un undici ancora in via di definizione. Barzagli arriva in Francia al top della condizione, dopo un'annata sensazionale con la Juventus che lo ha imposto per rendimento tra i primissimi in Eruropa. A 35 anni resta un pilastro di cui Conte non può assolutamente fare a meno.

LEONARDO BONUCCI: SÌ. Dici Barzagli e pensi a Bonucci. La retroguardia juventina verrà traslata in pianta stabile in Nazionale e avrà nel regista arretrato bianconero un indispensabile organizzatore di gioco, specialmente alla luce delle perplessità su un centrocampo orfano di Marchisio e Verratti. Dopo una stagione da leader con la Juventus, Bonucci è chiamato a ripetersi in Francia.

GIORGIO CHIELLINI: SÌ. Dei tre juventini è quello che ha vissuto la stagione più travagliata, giocando a singhiozzo per via degli infortuni a ripetizione. Resta, tuttavia, l'interprete migliore a disposizione di Conte per il ruolo di marcatore sinisto, considerati pure i meccanismi mandati a memoria con gli altri due compagni di reparto.

ANGELO OGBONNA: NO. Potrebbe essere la novità dell'ultim'ora. Mai chiamato da Conte nel corso delle qualificazioni, rimette piede a Coverciano per la prima volta dopo la scelta di emigrare in Inghilterra. Mai impiegato a Euro 2012, Ogbonna sembra in corsia di sorpasso su Astori e Rugani, sfruttando anche la sorprendente annata del West Ham. Ma perché escludere a priori Romagnoli?

DANIELE RUGANI: SÌ. In crescita, nonostante una finale di Coppa Italia non all'altezza dell'ultima parte di stagione, Rugani si candida a riserva naturale della BBC. Fino a una settimana fa sembrava sicuro del posto, ora deve guardarsi dalla crescita di Ogbonna. Ma una maglia per Euro 2016 lo juventino sembra essersela guadagnata.

Conte ha convocato 30 giocatori in vista di Euro 2016. © Getty Images

Centrocampisti

MARCO BENASSI: NO. Il centrocampista del Torino, salvo cataclismi, sarà uno dei tagli. La sua presenza tra i 30 è un premio alla crescita di un giocatore che, per caratteristiche, intrepreta alla perfezione i meccanismi del centrocampista tipo per Conte. Probabile che sia tra i nomi nuovi coi quali ripartirà il suo mentore Giampiero Ventura nel nuovo corso post Europeo.

GIACOMO BONAVENTURA: SÌ. La sensazione è che il rossonero gli Europei se li godrà davanti alla tivù. Ma uno come lui farebbe molto comodo all'Italia, per gamba e per qualità. Fosforo, il suo, dila Nazionale scarseggia parecchio a centrocampo. Paga un finale di stagione in calo causa infortuni e la difficoltà di impiego nel 3-5-2 che sembra esser diventato il marchio di fabbrica di questa squadra.

DANIELE DE ROSSI: SÌ. Dopo due anni nei quali sembrava avviato al tramonto di una lumiosa carriera, con Spalletti De Rossi ha ritrovato la leadership e la condizione fisica che ne avevano fatto untrascinatore anche in maglia azzurrra. Complice la penuria di centrocampisti, sembre difficile rinunciare al guerriero giallorosso.

ALESSANDRO FLORENZI: SÌ. Il tuttocampista della Roma rappresenta un'altra certezza per quanto riguarda le maglie da titolare. Esterno destro nel centrocampo a cinque, mezz'ala e all'occorrenza pure terzino in casa di virata verso la difesa a quattro, Conte non rinuncerà mai a Florenzi. Unica incognita, la convivenza sull'out destro con un altro cavallo di razza come Candreva. Specie in caso di 3-5-2.

EMANUELE GIACCHERINI: SÌ. Autentico talismano del Conte bianconero, che lo ribattezzò Giaccherinho, il fantasista del Bologna sembra sicuro di una maglia, forse pure da titolare. Dinamismo e poliedricità, Giaccherini si candida ad alter ego di Florenzi sul lato mancino. Bonaventura a parte, difficile trovare maggiori garanzie su quella fascia.

JORGE LUIZ JORGINHO: SÌ. Difficile vederlo in Francia, ma forse sarebbe il caso di farci più di un pensierino. Un regista come lui, complici gli acciacchi di Thiago Motta e il ko di Marchisio, manca a quest'Italia. Il suo stile di gioco e l'identità col 4-3-3 marchio di fabbrica di Sarri lo penalizzano. Ma siamo sicuri che la sua qualità potrebbe dare una grossa mano a Conte.

RICCARDO MONTOLIVO: NO. Il capitano del Milan è un serio candidato a una maglia da titolare, ma il suo gioco sotto ritmo e gli ultimi fastidi fisici lo spingono verso il taglio,. Dalla sua ha l'esperienza e la voglia di rivalsa dopo l'infortunio che gli è costato il Mondiale due anni fa. Ma, di fronte a Nainggolan e Fellaini, il suo passo potrebbe risultare esiziale per l'Italia.

THIAGO MOTTA: NO. Vale il discorso fatto per Montolivo. Qualità sì, ma ritmi decisamente insostenibili per questa Nazionale. Fosse in luccicanti condizioni di forma lo si potrebbe pure prendere in considerazione. Ma il suo mancato impiego nella finale di Coppa di Francia non invita all'ottimismo. Dovendo scegliere, comunque, più lui di Montolivo.

MARCO PAROLO: SÌ. Un fedelissimo di Conte, tra gli uomini con più presenze sotto la gestione del prossimo allenatore del Chelsea. Mezz'ala ideale di un centrocampo a tre, è reduce da una sciagurata stagione con la maglia della Lazio. Ma Conte sa di poter contare sui suoi inserimenti e pure su un discreto fiuto del gol. Una maglia per lui pare scontata.

STEFANO STURARO: NO. Soluzione in extremis nel caso di forfait degli acciaccati Montolivo e Motta, difficile pensare che Sturaro strappi il pass per la Francia. Stagione onesta la sua, nel double bianconero, col momento più alto sancito dal gol al Bayern Monaco negli ottavi di Champions League. Troppo poco per guadagnarsi l'Europeo.

Conte con Bernardeschi, Candreva ed El Shaarawy. © Getty Images

Esterni

FEDERICO BERNARDESCHI: SÌ. In una squadra dai valori tecnici così modesti, impossibile rinunciare alla qualità del 10 viola. Pupillo del concittadino Buffon (entrambi carraresi), ha dimostrato di saper abbinare un piede eccellente a una versatilità rara per uno con i suoi mezzi. L'impiego da esterno nel 3-5-2 di Paulo Sousa è lì a dimostrarlo. Maturo al punto giusto, ben più del 'gemello' Berardi.

ANTONIO CANDREVA: SÌ. Altro elemento imprescindibile. Ala e incursore, finalizzatore e assist man, Candreva è l'uomo a cui Conte non vorrebbe mai rinunciare. Unico cruccio la zona di campo occupata dall'esterno biancoceleste, che inevitabilmente finirà col sovrapporsi a quelle di Florenzi e Bernardeschi. A meno di un'impiego da mezz'ala che penalizzerebbe, però, le doti del laziale.

MATTEO DARMIAN: SÌ. Il laterale che ha saputo conquistare anche il Manchester United non mancherà all'imbarco per Montpellier. E ci mancherebbe altro. Nel desolante panorama degli esterni difensivi, l'ex granata rappresenta l'unica certezza. Sempre chiamato da Conte, possibile che venga dirottato sulla sinistra vista l'abbondanza sul suo lato di competenza.

MATTIA DE SCIGLIO: SÌ. Fino a un mese fa la chiamata del ct sembrava una chimera. Ma le ultime prestazioni, in special modo la prova offerta contro la Juventus all'Olimpico, hanno dato buone garanzie sul conto dell'ex predestinato rossonero. Considerando l'assenza forzata di Antonelli, gli alti e bassi di De Silvestri e l'ostracismo verso Abate, non è che in giro ci sia molto di meglio.

STEPHAN EL SHAARAWY: SÍ. Rinato pure lui grazie a Luciano Spalletti, il Faraone ha ritrovato anche la vena realizzativa che sembrava smarrita. Rapido, sgusciante e pronto a sacrificarsi in un centrocampo a cinque, si giocherà una maglia con Lorenzo Insigne. E non è detto che parta sfavorito nel ballottaggio col napoletano.

DAVIDE ZAPPACOSTA: NO. Un'altra delle sorprese nelle chiamate di Conte. Ottimo esterno, per carità, ma reduce da una stagione non all'altezza delle aspettive, causa convivenza forzata con Bruno Peres. Vale il discorso fatto per Benassi. Ventura potrebbe ripartire anche da lui per ringiovanire la retroguardia azzurra.

Attaccanti

CITADINS MARTINS EDER: NO. Qualcuno, forse esagerando, ha paragonato l'approccio di Eder a questo Europeo a quello col quale Paolo Rossi si presentò al Mundialito del 1982. Certo è che il trasferimento all'Inter ha cancellato il cecchino implacabile di inizio stagione in maglia Samp: il suo unico gol in nerazzurro vale più dei 14 messi a segno da Leonardo Pavoletti?

CIRO IMMOBILE: NO. Conte ha ammesso di averlo preferito al compagno di squadra Bellotti per l'apporto offerto in passato alla causa azzurra. Ma il granata molto probabilmente non farà parte della spedizione azzurra e non potrebbe essere alrtrimenti visti gli appena cinque gol messi a segno dal suo ritorno sotto la Mole. Gli infortuni, di certo, non lo hannoa aiutato.

LORENZO INSIGNE: SÌ. Nel 2014 la sua chiamata al posto di Giuseppe Rossi scatenò un vespaio di polemiche. Lo stesso accadrebbe se dovesse essere ora lasciato a casa. Il napolentano non ha mai avuto un grosso feeling col commissario tecnico, che tuttavia sembra pronto a mettere da parte gli attriti del passato. Fatto fuori Pavoletti, ora il suo rivale diventa El Shaarawy.

GRAZIANO PELLÈ: SÌ. Il leccese sarà il riferimento davanti. Centimetri e forza fisica, ma anche piedi discreti, Pellè è un unicum nella rosa azzurra e proprio per questo sarà difficile metterne in forse la presenza dal primo minuto. Il tutto malgrado una stagione nerissima col Southampton: appena 18 presenza, di cui nove da titolare. E soltanto cinque gol al'attivo.

SIMONE ZAZA: SÌ. Altro pretoriano di Conte, che lo fece esordire al suo debutto sulla panchina azzurra con l'Olanda, Zaza sarà protagonista all'Europeo anche senza quella maglia da titolare nel suo club che Conte sembrava pretendere nel diramare le convocazioni. Probabile che il tecnico leccese lo utilizzi come Allegri a partita in corso, sfruttando il furore agonistico del 7 juventino.

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