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CAMPIONE 24 Maggio Mag 2016 1712 24 maggio 2016

Eric Cantona compie 50 anni, 10 cose da sapere

Fuoriclasse in campo e fuori. Col problema della disciplina. Dall'infanzia in una grotta al set cinematografico.

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Una vita di eccessi, arroganza e prepotenza. Eppure uno status di mito assoluto. Il 24 maggio 2016, Eric Cantona compie 50 anni, e a 19 dal suo ritiro resta ancora un'icona del calcio mondiale. Merito dei gol (176 in tutto) e delle giocate straordinarie realizzate, soprattutto, con la maglia del Manchester United. Ma anche di calci ai tifosi e pugni in faccia ai compagni. Ecco la sua carriera riassunta in 10 capitoli.

Eric Cantona con la maglia del Manchester United (©Getty Images).

1. L'infanzia in una caverna

Eric Cantona è nato a Marsiglia. Da bambino viveva in una caverna, che si diceva esser stata punto di vedetta tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale.
SARDO E CATALANO. Il padre era un infermiere di origini sarde con l'hobby della pittura, la madre una sarta di origini catalane.

2. L'esordio in porta

La prima squadra di Cantona è stato lo Sport Olympique Caillolais. Il suo primo ruolo, quello di portiere.
200 PARTITE COL CAILLOLAIS. «Per me non c’erano che due possibilità: portiere o attaccante. Miravo solo a una cosa: essere il salvatore della squadra», ha raccontato in un'intervista.
Con la maglia del Caillolais ha disputato 200 partite.

3. Lo stop per il servizio militare

Nel 1981, a 15 anni, Cantona si trasferì all'Auxerre dopo esser stato scartato in un provino dall'Olympique Marsiglia.
IN PRIMA SQUADRA A 17 ANNI. Due anni dopo esordì in prima squadra. A 18 anni, però, la sua carriera dovette fermarsi per il servizio militare.

4. A un passo dal ritiro a 26 anni

Per capire che Cantona non era un ragazzo dal carattere facile è bastato poco. Nel 1987, a 21 anni, tirò un pugno in faccia al compagno di squadra dell'Auxerre Bruno Martini.
SQUALIFICATO PER TRE MESI. Dopo essersi trasferito al Nimes, nel 1991, fu squalificato tre mesi per aver calciato con violenza il pallone sul pubblico e aver gettato la maglia contro l'arbitro. Cantona annunciò il ritiro, poi ci ripensò (si dice su consiglio di Michel Platini) e si trasferì al Leeds.

5. La prima coi Red Devils per festeggiare Eusebio

Al Leeds si fermò un anno, a cavallo di due stagioni, vinse il suo primo titolo di campione d'Inghilterra, poi fu scaricato al Manchester United.
DEBUTTO A LISBONA. Il suo debuto con i Red Devils avvenne contro il Benfica, in una partita celebrativa per i 50 anni di Eusebio.

  • Tutti i gol di Cantona col Manchester United.

6. Le sue maglie: la 10, la 12 e poi la 7

La sua prima maglia con il Manchester United fu la numero 10, la seconda fu la 12, essendo subentrato in corso di partita contro il Manchester City.
LA MAGLIA DEI GRANDI. Ma quando nel 1993-94 la Premier League introdusse le magliette personalizzate, Cantona prese la 7, quella che era stata di Best e che dopo lui avrebbero indossato anche David Beckham e Cristiano Ronaldo.

7. Il kung fu e i gabbiani

In cinque stagioni allo United, Cantona ha scritto la sua storia e quella del club, vincendo quattro volte la Premier League e segnando 82 gol in 185 partite. Ma è anche tornato ad avere problemi disciplinari.
RECORD DI SQUALIFICHE. Al momento della firma con i Red Devils poteva 'vantare' già un poco invidiabile record di otto mesi complessivi di squalifica. Niente in confronto ai nove mesi (e due settimane di carcere commutati poi in 120 ore di servizi sociali) affibbiatigli per il colpa da kung fu assestato sul volto di un tifoso del Crystal Palace che l'aveva provocato a lungo. Un gesto che gli costò anche l'espulsione definitiva dalla nazionale francese.

  • Il calcio di Cantona al tifoso del Crystal Palace.

Fu in quell'occasione che Cantona pronunciò, in conferenza stampa, la sua frase più celebre: «Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine», disse riferendosi alle sgradite attenzioni della stampa nei suoi confronti.

  • Cantona, i giornalisti, i gabbiani e le sardine.

8. In campo col colletto sollevato

Il vezzo più famoso di Eric Cantona era quello di giocare col colletto della maglia alzato. Un modo per distinguersi dagli altri calciatori.
«AU REVOIR». In un famosissimo spot della Nike, l'attaccante francese si sistema il colletto e dice «au revoir» proprio prima di tirare il pallone e bucare la pancia di un mostro venuto dagli inferi, salvando il calcio. Cantona è rimasto testimonial Nike ed è apparso in altri spot dell'azienda anche dopo il ritiro dall'attività agonistica.

  • Cantona in uno spot Nike: «Au revoir».

9. Miglior Red Devil per i tifosi

Nel 2001, quattro anni dopo il suo ritiro, Cantona fu eletto miglior calciatore della storia del Manchester United da un sondaggio tra i tifosi della rivista Inside United.

10. Un post ritiro da attore affermato

Appese le scarpette al chiodo, ha iniziato a giocare a beach soccer, prima di diventare selezionatore della nazionale francese della specialità e conquistare la Fifa Beach World Cup del 2005. Ma le cose migliori le ha fatte lontane dal pallone. Per la precisione su un set o su un palco. Cantona è diventato un attore apprezzato, ha esordito nel 1998 in Elizabeth, con Cate Blanchet, mentre nel 2009 ha interpretato e coprodotto il film di Ken Loach Il mio amico Eric.
«NON SON UN UOMO, SONO CANTONA». In quel film Cantona racconta la cosa migliore che ha fatto in carriera, non un gol, ma un assist a Denis Irwin. E a Eric, il postino in crisi che lo ha scelto come amico immaginario, confida: «Io non sono un uomo, io sono Cantona». Nel 2010 ha debutato anche a teatro, in una pièce diretta dalla moglie Rachida Brakni.

  • Una scena de Il mio amico Eric.

Twitter @GabrieleLippi1

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