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SPORT 31 Maggio Mag 2016 2316 31 maggio 2016

Calcio, l'Inter ai cinesi di Suning entro l'estate

A Thohir resta una quota di minoranza. Moratti verso l'uscita. La trattativa in corso da mesi.

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Erick Thohir a San Siro con alcuni rappresentanti del gruppo Suning.

Non è una questione di ore, forse di giorni: il clamoroso ribaltone, che porta a un nuovo cambio societario nell'Inter, sarà cosa fatta entro l'estate. A Erick Thohir succederanno i cinesi del Suning, non interessati al 20 percento, ma alla totalità del club.
Thohir, in occasione del Cda del 25 febbraio, annunciava di aver dato mandato alla Goldman Sachs di reperire un socio di minoranza, giusto un partner capace di aiutare l'Inter a scavallare la difficile congiuntura finanziaria e rimettere ordine nei bilanci.
DEBITO CONSOLIDATO DI 417 MILIONI. Le cose prendono invece tutt'altra piega a dispetto dei proclami pomposi e delle ottimistiche dichiarazioni di facciata. In realtà, i conti non tornavano prima e non tornano adesso: il deficit consolidato dell'Inter al 30 giugno 2015 è di 140,4 milioni. I debiti con le banche, poi, ammontano a 230 milioni, a cui si aggiungono i 108 milioni prestati da Thohir, i 68 dei fornitori e gli 11 con le società di calcio, con un debito consolidato che arriva a 417 milioni.
THOHIR COGLIE LA PALLA AL BALZO. Il Financial Fair Play incombe e blocca praticamente ogni sviluppo sul mercato. Thohir non può che cedere. I cinesi fanno una valutazione alta dell'Inter tra i 600 e i 700 milioni. L'occasione è ottima: il tycoon indonesiano può finalmente mettere in pratica quell'exit strategy alla quale pensava da tempo. A Thohir dovrebbe restare una quota di minoranza, il 30 percento, e una carica da presidente protempore. Terrebbe le redini dell'Inter in una prima fase, poi una volta che i nuovi proprietari prenderanno confidenza, il managment cambierà com'è giusto che sia.
ADDIO DEFINITIVO DI MORATTI. L'operazione prevede l'addio di Massimo Moratti, che lascia definitivamente dopo più di vent'anni. L'ex presidente dovrebbe cedere il suo 29,5 percento. Naturalmente alle dovute condizioni. Una svolta clamorosa per l'era Thohir durata circa tre anni. Troppi debiti, troppi oneri, lo hanno condizionato e vendere è diventato praticamente un obbligo. L'Inter, senza un terremoto societario, è destinata a restare nella palude della mediocrità. Il club tace.
«CI VORRÀ UN MESETTO». Moratti, invece, al termine di una giornata convulsa, dice qualcosa ma non troppo: «Se cedo le mie quote? Non è stata presa alcuna decisione. Vedremo a seconda di condizioni, tempo e concretezza. Io sono rimasto ai discorsi del 20 percento e se ci saranno evoluzioni saranno in futuro. Per le novità ci vorrà ancora un mesetto». Moratti incoraggia qualsiasi cambiamento che porti al bene dell'Inter: «I cinesi arrivano per dare una mano alla società. E quindi per migliorare anche le potenzialità sul mercato».
MANCINI DOVREBBE RESTARE. Si preannunciano grandi cambiamenti anche se, secondo Moratti, Mancini forte di un contratto non dovrebbe avere problemi a restare. In realtà, tutta la storia futura dell'Inter è ancora da scrivere e ci potrebbero essere altri colpi di scena. Il contratto di Mancini e in scadenza e lui, in una situazione non perfettamente definita, potrebbe anche decidere di passare la mano.

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