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CALCIO 31 Maggio Mag 2016 1748 31 maggio 2016

Milan, Berlusconi dà l'ok alla trattativa con i cinesi

Vertice ad Arcore: dal Cav via libera a proseguire il negoziato per la vendita del club. Diffidenza superata, ma manca ancora la documentazione completa sulla cordata orientale.

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Milan, investitori cinesi sono pronti ad acquistare il 70% del club di proprietà di Silvio Berlusconi.

Per il Milan la Cina è più vicina. Anche se difficilmente il negoziato potrà concludersi entro il 20 giugno.
Silvio Berlusconi, dopo un vertice ad Arcore con i manager Finivest che seguono il dossier per la vendita del club, si è convinto della serietà e della solidità finanziaria dell'offerta che arriva da Oriente. In ballo c'è il 70% della proprietà della squadra, ma manca ancora la documentazione completa sui membri della cordata interessata.
PRANZO RISOLUTORE. Il via libera a proseguire i negoziati, per approfondire l'entità e la qualità dei progetti, è comunque arrivato. L'obiettivo è trovare risorse fresche, da investire nel rilancio del Milan. Il nodo si è sciolto nel corso del consueto pranzo di inizio settimana, alla presenza di Berlusconi, dei suoi figli e dei manager delle aziende di famiglia. In mattinata, invece, il Cav si era detto «preoccupato» per i tempi della negoziazione.
BERLUSCONI: «IL MIO SUCCESSORE DEVE INVESTIRE». Ai microfoni di Radio Radio aveva dichiarato: «Ci sono diverse grandi società cinesi che hanno manifestato l'interesse per la proprietà del Milan, società che hanno anche partecipazioni statali e sono loro che si stanno confrontando per vedere quali percentuali attribuirsi». Un iter che minaccia, per l'appunto, di andare troppo per le lunghe. Il secondo aspetto sottolineato da Berlusconi riguardava il profilo richiesto per il suo successore: «Chi mi sostituirà deve fare investimenti per portare il Milan in vetta in Italia, in Europa e nel mondo. Ci dev'essere la sicurezza che il Milan torni grande protagonista del calcio mondiale». Le informazioni ricevute nel corso del pranzo dai dirigenti Fininvest coinvolti nella trattativa sembrano aver parzialmente fugato tali preoccupazioni.
GANCIKOFF AL POSTO DI GALLIANI? La cordata cinese è rappresentata da Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff. Quest'ultimo potrebbe assumere la carica di amministratore delegato nel nuovo Milan, al posto di Adriano Galliani. Più che le cariche, però, il punto più delicato dell'affare in corso riguarda come e quanto i potenziali nuovi soci intendono investire. Berlusconi vorrebbe lasciare a una nuova proprietà che investa ogni anno tra i 100 e i 200 milioni di euro. Verificare i progetti dei cinesi per la squadra sarà dunque il prossimo passo. Il nome di Gancikoff è stato fatto dal Corriere della Sera. Uomo d'affari, 42 anni, studi all'Università di Oxford e alla Columbia, ha il ruolo di Chief Investment Officer del Solar Investment Group, azienda che investe sull’energia rinnovabile anche in Italia.
L'INTRECCIO DELLE RINNOVABILI. Questo incarico potrebbe avvicinarlo a uno degli investitori cinesi interessati al Milan, Robin Li, che da anni ha puntato sullo sviluppo delle rinnovabili con la sua compagnia, la Hanergy. Gancikoff è anche presidente della Sports Investment Group, società che si occupa dello sviluppo di impianti sportivi. Da qui il feeling con Sal Galatioto, l’advisor italo-americano nato a Castellammare del Golfo che sta seguendo l’affare Milan, e che avrebbe lanciato personalmente la candidatura di Gancikoff.
GALATIOTO, L'UOMO CHE 'TRATTA' IL MILAN. Salvatore Galatioto è un ex banker di Lehman Brothers. Negli Stati Uniti, dove ha sede la Galatioto Sports, si è guadagnato la fama di guru del settore, riuscendo a condurre in porto alcune operazioni particolarmente importanti nel mondo del basket. Qualche esempio: la vendita dei Chicago Cubs per 845 milioni, quella dei Charlotte Bobcats a Michael Jordan per 275 milioni e, infine, la cessione dei Golden State Warriors al produttore di Peter Guber, per 450 milioni.
BERLUSCONI: «SONO UN BRAND IMPORTANTE». Se la cessione del Milan ai cinesi dovesse infine materializzarsi, Silvio Berlusconi resterebbe ancora presidente «per due o tre anni». A dirlo è stato il Cav in persona: «Me lo hanno offerto loro, dicendo che sono un brand importante e molto conosciuto».

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