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CALCIO 7 Giugno Giu 2016 1455 07 giugno 2016

Nazionale, Ventura nuovo ct: 10 cose da sapere

Ufficiale l'intesa con la Figc. Dal Bari a Lippi, ritratto del nuovo selezionatore azzurro.

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Giampiero Ventura.

C'è un filo rosso che lega Antonio Conte e Giampiero Ventura. Una strada che parte da Bari e arriva a Coverciano, passando per la figura di Marcello Lippi e l'amore per il calcio offensivo.
Il prossimo commissario tecnico della Nazionale, la cui nomina è stata ufficializzata nel pomeriggio del 7 giugno, avrà il compito di traghettare l'Italia al Mondiale di Russia 2018, raccogliendo l'eredità del prossimo allenatore del Chelsea subito dopo l'Europeo francese.
IN AZZURRO A 68 ANNI. Un traguardo tagliato a 68 anni suonati, al culmine di una carriera lunga e tortuosa, vissuta tra alti e bassi e con l'unico cruccio di non essersi mai potuto sedere sulla panchina di una big.
Di Ventura si è detto e scritto molto, qualcuno ha pure storto il naso per la scelta di un selezionatore non più giovanissimo: Lettera43.it ha scelto 10 aneddoti che riassumono il lungo cammino di avvicinamento alla maglia azzurra del nuovo ct.

1. Bari e quel destino comune con Conte

Da Conte Ventura ha già raccolto un'eredità, certo non pesante come quella azzurra.
Era l'estate 2009 quando l'ex capitano bianconero scelse di mollare i biancorossi subito dopo averli riportati in Serie A.
ACCORDO CON LA TRIESTINA. Un fulmine a ciel sereno, che colse di sorpresa lo stesso Ventura, contattato dai pugliesi quando era in vacanza negli Stati Uniti con in tasca un accordo già chiuso con la Triestina.

2. Il (vecchio) marchio di fabbrica del 4-2-4

Ventura e Conte condividono pure il 4-2-4 come marchio di fabbrica della loro crescita professionale. Si disse che l'allenatore genovese fosse stato scelto proprio per ricalacare il sistema di gioco che aveva condotto il Bari in A.
IL BATTESIMO A PISA. In realtà, la proposta di calcio iperoffensiva di Ventura ha origine ben prima di quella di Conte, tanto per fare un esempio nel Pisa che trascinò alla ribalta al calcio italiano un giovanissimo Alessio Cerci. Sia Conte che Ventura hanno avuto poi modo di convertirsi negli anni al più pragmatico 3-5-2. Modulo che Ventura probabilmente erediterà pure in azzurro

3. Il mister veterano della Serie A

Ventura ha lasciato il Torino a Siniša Mihajlović dopo cinque anni intensissimi, che lo hanno imposto, al termine del campionato appena concluso, come il mister più longevo della massima serie.
RECORDMAN SULLA PANCA GRANATA. Non solo, l'allenatore genovese, con 216 partite sulla panchina del Toro ha realizzato pure il record di presenze consecutive con il club granata, superando una leggenda come Gigi Radice, ferma a 193.

4. L'amicizia con Marcello Lippi

Non è chiaro se lo affiancherà anche in azzurro, per via della querelle legata al conflitto d'interesse del figlio Davide. Ma Marcello Lippi, possibile direttore tecnico della Nazionale, è lo sponsor principale di Ventura ct.
L'INCONTRO ALLA SAMP. Un sodalizio, quello tra i due, che ha origine dai trascorsi comuni in blucerchiato. Mentre il futuro selezionatore cominciava a fare il preparatore atletico delle giovanili e anche della prima squadra alla Sampdoria, in campo c’era ancora, con la fascia di capitano al braccio, Lippi. Entrambi 68 anni, i due non hanno mai collaborato, ma gli elogi e il rispetto reciproco non sono mai mancati.

5. Il soprannome di Mister Libidine

A Bari, alla presentazione nel giugno del 2009, Giampiero Ventura disse che oramai allenava «solo per libidine».
E due, anni più tardi, appena sbarcato a Torino, replicò: «Tra andare ad allenare una squadra di Serie A per vivacchiare e portare il Torino in Serie A, beh questa è libidine pura».
BEL GIOCO E RISULTATI. Un concetto, quello di libidine, ripetutto ossessivamente negli anni, a rappresenatre l'eterno tentativo di coniugare risultati e bel gioco. L’idea di Ventura? «Solo divertendosi si può divertire», disse sempre a Bari.

6. L'infortunio che gli stroncò la carriera

Ventura ha lasciato il calcio a 25 anni a causa di un infortunio. Nel frattempo studiava ragioneria.
L'INSEGNAMENTO A GENOVA. Diplomato, ha cominciato a frequentare l’Isef, a Milano, alternando gli impegni coi blucerchiati agli insegnamenti privati nelle palestre. Ha lavorato anche come insegnante alle scuole medie superiori di Genova.

7. La Samp e una big gli unici rimpianti

Mai una big gli ha concesso l'opportunità di ambire ai massimi traguardi, malgrado ci siano stati, in passato, abboccamenti con Juventus e Fiorentina. Per i bianconeri si parlò di lui, manco a dirlo, per la successione a Marcello Lippi. Arrivò Ancelotti.
MANCATA PROMOZIONE IN A. Ma la vera spina nel cuore di Giampiero è la mancata promozione con la Sampdoria.
I blucerchiati erano in B, lui voleva essere il genovese e doriano che la riportava in A. Per un solo punto il traguardo fu mancato proprio sul rush finale. Giampiero dice ancora oggi che quello fu un errore: «Quell'anno siamo stati in testa per sette mesi. È una ferita aperta: quella vicenda mi ha cancellato la carriera».

8. Il primo italiano a trionfare a Bilbao

A Torino non lo dimenticheranno facilmente e se c'è una partita che lo consegnerà per sempre alla storia del club granata quella è l'incontro con l'Athletic Bilbao nei 16esimi di Europa League. Il 26 febbraio 2015 il Torino è stato la prima squadra italiana a violare il San Mamés, superando i baschi 2-3 a casa loro.
«SE VOGLIAMO POSSIAMO». D'altra parte, in un'altra occasione fu sempre lui a dire: «Prima ancora che arrivasse Obama, io scrivevo già sulla lavagnetta dello spogliatoio 'Se vogliamo possiamo'»

9. Il gruppo di fedelissimi sempre al suo fianco

Da anni, Ventura si circonda di un team di collaboratori stretti, fidati, una squadra che in gran parte è ancora al suo fianco: il vice Sullo, il preparatore atletico Innocenti o l’allenatore dei portieri Zinetti.
GLIK E GAZZI SEMPRE CON LUI. E anche tra i calciatori non mancano i pretoriani, come Glik e Gazzi passati dal Bari al Toro su sua esplicita richiesta.

10. Un altro matrimonio prima di quello con la Nazionale

Un'estate indimenticabile anche fuori dal campo quella del mister, che a 68 anni ha portato all'altare la fidanzata storica Luciana Lacriola, di 28 anni più giovane.

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