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VOTI 13 Giugno Giu 2016 2330 13 giugno 2016

Belgio-Italia 0-2: le pagelle

Bonucci come Pirlo. La rivincita di Giaccherini. Il cuore di Conte. Così gli Azzurri hanno sorpreso tutti.

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BUFFON 6 Il pericolo più serio lo corre a partita finita, quando cerca di aggrapparsi alla traversa, perde la presa e cade pestando il bacino. Prima aveva respinto un tiro centrale di Nainggolan e toccato un altro pallone su una triangolazione di lisci Origi-Fellaini-Parolo che sbatte sul petto di Barzagli e gli finisce tra i guantoni. Eppure c'è. E si nota.

CHIELLINI 6 In marcatura è la solita sicurezza, il problema è quando comincia a sentirsi Beckenbauer ed esce palla al piede, correndo sempre dritto e finendo per perderla. Qualcuno gli dica di fermarsi.

BONUCCI 8 Ci avevano fatto credere che non avessimo un regista, uno con i piedi buoni, in grado di verticalizzare come vuole Conte. E invece ce l'avevamo, era quello con la maglia numero 19. «Ma quello chi è, Pirlo?». No, è Bonucci, e guarda che pallone ha appena messo sui piedi di Giaccherini. Fosse stato l'unico, poi...

Giaccherini e Bonucci festeggiano il primo gol dell'Italia col Belgio (©Ansa).

BARZAGLI 6,5 Se il Belgio tira nello specchio una sola volta il merito è anche suo. Così bravo che gli si perdona anche l'unica sbavatura di una partita altrimenti perfetta, con un disimpegno sbagliato dalle parti del novantesimo che ci mette un po' di apprensione indesiderata.

CANDREVA 6,5 Per 90 minuti la sua qualità si vede solo in un tiro di sinistro mandato in angolo da Courtois. Per 90 minuti. Poi si inventa una giocata di freddezza e intelligenza. Nove su 10, soli davanti al portiere all'ultimo minuto di gioco, tirerebbero fortissimo. Lui no: si ferma, guarda in mezzo all'area, alza un lob sul secondo palo e trova Pellè. Due a zero, au revoir Belgique.

PAROLO 6 «Parolo? Ma chi è Parolo?». Ogni volta che lo vedi in Azzurro è difficile non pensare al video del Terzo Segreto di Satira prima del Mondiale 2014. Il punto è che Parolo è un giocatore di quantità e qualità. La prima si è vista, la seconda meno. Ci sarà tempo per urlare che è «il nostro Gerrard».

GIACCHERINI 7 Ogni volta che viene convocato si alzano i mugugni. E francamente è un mistero. Come se in Italia ci fossero molti giocatori più bravi di lui a saltare l'uomo e più intelligenti nei movimenti. Guardate come attacca la profondità, come ripiega, come sembra sempre in grado di fare la cosa giusta col pallone. Poi tornate pure a prenderlo in giro e mugugnare, chissenefrega!

DE ROSSI 6,5 Ha smesso di essere un regista da anni. È costretto a tornarlo per cause di forza maggiore. Lo fa diligentemente, anche se non sembra avere pienamente i tempi per andare a cercarsi il pallone e inventarsi la verticalizzazione illuminante. Poco male, per quello c'è Bonucci.

DARMIAN 5,5 I compagni lo ignorano sistematicamente. Le poche volte che lo cercano, lui perde palla. E pensare che sarebbe il terzino migliore in rosa.

EDER 5,5 L'highlight della sua partita è un cartellino giallo preso per fermare una ripartenza del Belgio. Non è il massimo per un attaccante, ma quel fallo – forse - è valso i tre punti quanto i gol di Giaccherini e Pellè.

PELLÈ 7 Lotta così tanto, persino con un dito lussato, che gli perdoni pure il gol che si mangia di testa solo davanti a Courtois e un paio di aperture sull'esterno non proprio azzeccatissime. Poi fa un gol bellissimo e facile solo all'apparenza. Non sarà Vieri ma resta il miglior centravanti italiano in attività per distacco.

DE SCIGLIO 6 Non brilla, ma comunque – per una volta – è meglio di Darmian.

IMMOBILE 6,5 Quando può andare in campo aperto è davvero pericoloso. Prima, un po' egoista, tira da 25 metri e trova la parata di Courtois. Poi, al 93', fa la scelta migliore e dà il via all'azione del 2-0.

THIAGO MOTTA 6 L'hanno insultato perché gli è toccata la 10. L'hanno fischiato perché, in amichevole contro la Finlandia, non ne ha azzeccata mezza. Psicologicamente poteva essere a terra, ma lui è Thiago Motta. Entra in campo quando i ritmi sono troppo alti per un'Italia in riserva, e fa quello che gli riesce meglio: li abbassa. Un appoggio a destra, uno a sinistra. Palla e vittoria in cassaforte.

CONTE 8 Dopo 30 minuti prende un gancio da ko da Zaza. Incassa senza fare una piega e resta in piedi tutto il tempo, sanguinando ininterrottamente. Per vendicarsi, fa scaldare Zaza un'ora e poi fa entrare Immobile. Se questo gruppo di qualità mediocre è diventato una squadra, il merito è solo suo. Dispiace solo che sia il suo ultimo mese in Azzurro.

Twitter @GabrieleLippi1

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