Schwazer, ben accolto da squadra e Fidal
ATLETICA 22 Giugno Giu 2016 1610 22 giugno 2016

Doping Schwazer, le ombre sulla positività del marciatore

Esito capovolto dopo quattro mesi. E 20 controlli senza macchie. Chi e perché ha chiesto di ripetere il test? Tutte le stranezze del caso.

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Clamorosa. Scioccante. Strana.
Gli aggettivi che hanno accompagnato la nuova positività all'antidoping di Alex Schwazer sono tanti. Ma ciò che più colpisce della vicenda del marciatore altoatesino sono i contorni inediti che ha assunto e che non possono far altro che lasciare in sospeso il giudizio sul 31enne bolzanino.
A distanza di quasi quattro anni da quel 6 agosto 2012 in cui uno Schwazer in lacrime confessò le proprie debolezze ammettendo l'uso di Epo che gli sarebbe costato i Giochi olimpici di Londra, ora le certezze sembrano essere decisamente meno.
IL SILENZIO DELLE FEDERAZIONI. A dare in pasto all'opinione pubblica la ricaduta del marciatore è stato il più importante quotidiano sportivo italiano, La Gazzetta dello Sport, parlando nell'edizione odierna di positività agli anabolizzanti in un test di gennaio.
TROPPE OMBRE SUL TEST. A quasi 24 ore di distanza, tuttavia, la massima organizzazione internazionale dell'atletica leggera non ha espresso ancora alcun tipo di comunicazione ufficiale sulla questione. E altrettanto ha fatto la Fidal, se si eccettuano le parole di circostanza del presidente Alfio Giomi, che si è detto «sconvolto» dalla notizia. Gli aspetti che non tornano, d'altra parte, non sono pochi. E sarebbe forse il caso che la stessa Iaaf si affrettasse a far sentire la propria voce per non alimentare sgradevoli dubbi sul caso.

Esiti capovolti: chi ha chiesto un nuovo test e perché?

Alex era tornato a gareggiare lo scorso 8 maggio con una sorprendente vittoria nella 50 km di marcia ai mondiali a squadra di Roma. La sua positività fa tuttravia riferimento a un prelievo di sangue e urina al quale l'altoatesino si è sottoposto lo scorso primo gennaio, presumibilmente durante uno dei test a sorpresa effettuati dalla Iaaf. Test che in un primo tempo si era rivelato negativo, ma che a un secondo controllo, effettuato dal laboratorio di Colonia il 12 maggio, quattro giorni dopo il conseguimento del pass per Rio 2016, avrebbe inchiodato Schwazer.
RINTRACCIATI ANABOLIZZANTI. In quella circostanza la Iaaf ha riscontrato in un controllo mirato sugli steroidi una quantità abnorme di anabolizzanti. Eppure, da gennaio Schwazer ha subito altri 15 controlli antidoping, quasi uno a settimana, ed è risultato a tutti negativo
E poi, si chiedono in molti, perché l'altoatesino avrebbe dovuto assumere sostanze dopanti a così ampia distanza dal rientro alle competizioni ufficiali? E chi ha deciso perché proprio quella provetta dovesse essere analizzata una seconda volta?

Decine di controlli negativi: perché doparsi prima del rientro?

Com'è stato possibile, dunque, che il risultato sia stato completamente capovolto, è il primo interrogativo che aleggia sulla vicenda.
Schwazer è stato sottoposto a decine di controlli pubblici, quelli di Iaaf e Wada, e privati nel periodo di sospensione e prima del ritorno all'attività agonistica nei Mondiali di Roma che gli hanno aperto le porte di Rio.
PIENA DISPONIBILITÀ AI TEST. Che Schwazer, nel suo stesso interesse, per ottenere cioè un passaporto solido e inattaccabile, sia stato bombardato di prelievi è un fatto. Così come è un fatto, ha ricordato lo stesso Donatti, che abbia messo a disposizione delle autorità sportive oltre 30 controlli ematici a dispozioni delle autorità sportive e abbia concesso la propria disponibilità ai controlli h24.
Stupisce dunque che, qualora avesse utilizzato sostanze dopanti, l'abbia sempre fatta franca fino al controllo in questione.

La tempistica dell'annuncio: l'improvvisa offensiva mediatica della Iaaf

A certificare la rinascita sportiva di Schwazer era stata soprattutto la presenza di Sandro Donati, l'allenatore simbolo della lotta al doping in Italia.
Un uomo, tuttavia, che non ha mai lesinato attacchi diretti ai discussi metodi anti-doping della Iaaf. Anche per questo i maligni sostengono che sia stato colta la palla al balzo per colpire un personaggio scomodo.
IRRUZIONE AL QUIRINALE. La tempistica della notizia dà pure adito ad alcune riflessioni. Il caso Schwazer arriva a pochi giorni dal polverone che ha portato all'esclusione della Russia dalle Olimpiadi di Rio.
E nelle stesse ora una delegazione della Iaaf ha addirittura tentato un'irruzione al Quirinale per sottoporre a un controllo antidoping Elisa Rigaudo.

Twitter @LorenzoMantell

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