Tifosi Irlandesi Italiani 160622180915
ULTRÀ 22 Giugno Giu 2016 1815 22 giugno 2016

Euro2016, fenomenologia dei tifosi irlandesi

Serenate, ninne nanne, atti di solidarietà. E zero botte. Così la Green Army si è presa la Francia.

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Nell'Europeo che ha visto il ritorno prepotente degli hooligans inglesi e l'ascesa di quelli russi e croati, c'è una speranza, verde, come nella migliore tradizione. La loro nazionale ha centrato l'accesso agli ottavi di finale battendo l'Italia, già qualificata e matematicamente prima nel girone, ma i tifosi irlandesi della Green Army avevano già vinto prima. Sono 130 mila in Francia, e non hanno ancora sbagliato un colpo.
IL TIFOSO PERFETTO. Sarà che la guerra, quella vera, l'hanno conosciuta sulla propria pelle, che hanno dovuto versare il loro tributo di sangue per poter essere riconosciuti come popolo e nazione, ma gli irlandesi incarnano perfettamente lo stereotipo del tifoso perfetto.

  • La gioia degli irlandesi al gol di Brady contro l'Italia.

Affezionatissimi alla loro squadra, sempre vestiti di verde, chiassosi ma mai violenti. Campioni di fair play, capaci di mettere da parte anche le rivendicazioni nazionaliste e sostenere i rivali protestanti del Nord, ancora sudditi della regina Elisabetta, quelli che – a loro volta – hanno regalato a Euro 2016 una perla di coro come Will Grigg's on fire, rispolverando il brano dance italiano Anni 90 di Gaga, diventato tormentone fino al punto di infilarsi in una conferenza stampa con una domanda al divertitissimo difensore tedesco Matts Hummels.

  • Will Grigg's on fire cantata dai tifosi dell'Irlanda del Nord.

  • Hummels risponde alla domanda su Will Grigg.

Durante la partita pareggiata per 1-1 contro la Svezia, gli irlandesi hanno omaggiato Darren Rodgers, tifoso dell'Irlanda del Nord morto a Nizza cadendo dalla Promenade des Anglais il 13 giugno.
BEVONO MA NON PICCHIANO. Gli irlandesi sono così. Vivono a pochi chilometri di mare dagli hooligans inglesi e bevono quanto loro, ma si comportano in maniera diametralmente opposta. Evidente dimostrazione che la violenza non sta nell'alcol, ma in chi lo beve.
Non si scontrano con la polizia, al massimo ci cantano insieme. È successo a Bordeaux, il 17 giugno, la sera prima della partita col Belgio. Un gruppo di tifosi bloccava un auto, un agente ha cominciato a cantare un coro per chiedere di poter passare. «Go on, for the french police», andate avanti per la polizia francese. E loro a seguirlo tutti insieme.

  • Tifosi irlandesi e polizia francese. Parte 1.

  • I tifosi irlandesi e la polizia francese. Parte 2.

Quando poi si incontrano con i tifosi avversari, è sempre una festa. Con gli svedesi, affrontati nella prima giornata, hanno mimato una Corrida. Con quelli del Belgio hanno 'festeggiato' una sconfitta per 3-0.

  • Corrida irlandese-svedese.

  • Tifosi belgi e irlandesi fanno festa insieme.

Nel tempo libero, tra una partita e l'altra, si danno ai lavori socialmente utili. Sempre a Bordeaux hanno intonato un coro per aiutare una ragazza bulgara a trovare lavoro. Hanno cantato una serenata a una ragazza francese e una ninna nanna a un bambino sulla metro, hanno aiutato una coppia di anziani a cambiare una gomma forata alla loro auto, sollevato con le loro braccia un ciclista per permettergli di superare la folla e continuare per la sua strada.

  • Serenata irlandese a una ragazza francese.

  • Ninna nanna irlandese per un bambino.

  • Tifosi irlandesi aiutano un ciclista a superare la folla.


Su un treno hanno salutato il passaggio di una suora cantando il Padre nostro, e lei, all'inizio poco convinta, si è lasciata coinvolgere quando le hanno preso le mani per fargliele muovere a ritmo.

  • Quale coro migliore del Padre nostro per una suora?


Si divertono, disordinano le città e le sporcano. Ma poi le ripuliscono pure. Lo hanno fatto dopo una serata a tutta birra, al coro di «Ripulite per i ragazzi in verde».

  • Tifosi e operatori ecologici. Sporcano, ma poi puliscono.

PACIERI TRA GALLESI E INGLESI. E non si limitano a non creare disordini, no, addirittura cercano di portare pace nelle risse altrui. L'hanno fatto tra gallesi e inglesi, a Bordeaux, agendo da mediatori e offrendo da bere a una rappresentanza di supporter del Galles.
Qualcuno, forse, li ha scoperti ora e si è stupito davanti a tutta questa gioia nonviolenta. Non Stephan Reich, giornalista del magazine tedesco 11Freunde. A novembre, dopo il playoff vinto contro la Bosnia, celebrava la qualificazione dell'Irlanda come l'antidoto giusto al clima di terrore dell'Isis: «Feste, danze, cori – chi può farlo meglio degli irlandesi?». E ancora: «La qualificazione degli irlandesi è un dono di Dio. I ragazzi in verde fanno festa come nessun'altra nazione, sono sempre pacifici, sempre simpatici ed empatici, con una gioia contagiosa tipica dei bambini».
NEL 2012 PREMIATI DA PLATINI. È così da sempre. Agli Europei del 1988 e a Italia 90, gli irlandesi si fecero già notare per il loro fair play. Ma Youtube non c'era ancora, e le notizie non volavano su Facebook e Twitter. Nel 2012, Michel Platini andò a Dublino per consegnare loro un premio per l'atteggiamento tenuto durante l'Europeo disputato in Polonia e Ucraina, quando a migliaia lasciarono l'Irlanda nonostante la crisi economica avesse messo in ginocchio il loro Paese, lasciando tantissime persone senza lavoro.
Tim O'Connel ne sa qualcosa. Da decenni, ormai, segue l'Irlanda. Ora è in Francia con la compagna Rosie Ryan, nel 1994 lasciò il lavoro per seguire la sua nazionale ai Mondiali in Usa. La passione, spiega «è qualcosa a cui non si può dare un prezzo».
IN 90 IN BICI DA DUBLINO A PARIGI. Nemmeno in termini di fatica: 90 tifosi irlandesi si sono guadagnati i loro biglietti per Euro 2016 pedalando per 700 chilometri dall'Aviva Stadium di Dublino fino all'Arc de Triomphe, in una biciclettata di beneficenza per l'associazione Mustard Seed, che si occupa di bambini disabili nei Paesi in via di sviluppo.
Ora tutti tifano per loro. Il sindaco di Bordeaux Alain Juppe, quella di Parigi Anne Hidalgo, tutti i politici francesi avrebbero voluto vedere l'Irlanda andare avanti nel torneo. Adesso che gli incroci del tabellone l'hanno messa davanti alla Francia, probabilmente avranno cambiato idea.

Twitter @GabrieleLippi1

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