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23 Novembre Nov 2016 1738 23 novembre 2016

Neymar ancora nei guai, chiesto il carcere per il brasiliano

Riaperto il caso sul passaggio dal Santos al Barcellona. Le tappe della querelle giudiziaria.

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Due anni di carcere. È la richiesta choc della procura di Madrid nei confronti di Neymar, l'asso del Barcellona da due anni al centro di una querelle giudiziaria per via del suo passaggio dal Santos ai catalani.

RISCHIA 10 MLN DI MULTA. Il brasiliano, accusato di corruzione, rischia anche 10 milioni di multa per i presunti 'traffici' che portarono al suo trasferimento in Spagna. Alla sbarra anche il padre-manager, la madre Nadine, il presidente del Santos, Odilio Rodrigues, e l'ex numero del Barcellona, Sandro Rosell. Nella sua requisitoria, il procuratore dell'Audiencia nacional José Perals, che ha chiesto l'archiviazione per l'attuale presidente del Barcellona Josep Maria Bartomeu per mancanza di prove, ha auspicato inoltre una multa da 8,4 milioni per il Barça e di 7 milioni per il Santos.

L'attacante del Barcellona Neymar

La vicenda ha avuto inizio nel gennaio 2014, quando il pubblico ministero di Madrid ha cominciato a investigare sul prezzo pagato dal Barcellona per Neymar, scoprendo che alcuni documenti contenevano informazioni contradittorie, tra cui i soldi versati effettivamente nelle casse dei genitori del brasiliano.

FONDO PROPRIETARIO DEL 40%. A promuovere le accuse è Dis Esporte, fondo brasiliano all'epoca proprietario del 40% del cartellino del calciatore, che, attraverso i suoi legali, aveva chiesto cinque anni di carcere e altrettanti di squalifica per Neymar, la stessa pena per il padre, otto anni per i due presidenti, oltre a un megarisarcimento, fino a 195 milioni di euro, a carico del Barcellona.

ACCORDO SEGRETO CON I GENITORI. Dis ritiene di essere stato vittima di una truffa quando, nel 2011, il Barcellona promise 40 milioni di euro ai Neymar, anticipandone 10, per garantirsi l'arrivo del giocatore nel 2014. L'accordo segreto escluse sia il Santos, sia il fondo che, sempre secondo l'accusa, fu anche danneggiato da due contratti «fraudolenti» sottoscritti dal Barcellona e dal Santos per coprire sotto altre voci il pagamento del giocatore, parte del quale doveva andare allo stesso fondo.

La scorsa estate la vicenda sembrava destinata a esaurirsi in una bolla di sapone, dopo che il giudice dell'Audiencia nacional Josè de la Mata aveva deciso di archiviare tutto ritenendo che nel mondo del calcio è «abituale» un precontratto come quello firmato da Neymar. Ma il sollievo è durato poco, perché un'altra corte lo scorso settembre ha contestato l'archiviazione e ordinato che il procedimento continuasse.

OGGETTO DI UN'INDAGINE FIFA. Il passaggio di Neymar al Santos nei mesi scorsi è stato oggetto anche di un’indagine della Fifa che ha voluto far chiarezza sulle presunte violazioni nel trasferimento del calciatore. E sono stati proprio i dubbi sul trasferimento del campione brasiliano a costare la presidenza del Barca all’ex numero uno Rosell che ha poi lasciato il posto all’attuale numero uno del club blaugrana Josè Maria Bartomeu.

CONDANNATO PER EVASIONE FISCALE. Non è la prima vicissitudine extra-sportiva nella quale si trova coinvolto, suo malgrado, Neymar. Il brasiliano era stato infatti condannato lo scorso marzo a pagare una maxi multa da 47 milioni di euro dopo essera stato dichiarato colpevole di evasione dal Fisco brasiliano

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