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SCANDALO 25 Novembre Nov 2016 2008 25 novembre 2016

Regno Unito, lo scandalo pedofilia contagia il mondo del calcio

Quattro ex calciatori in lacrime davanti alle telecamere confessano gli abusi. E Rooney lancia un appello:«Non soffrite più in silenzio».

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Non riescono a trattenere le lacrime quattro degli ex giocatori che hanno scelto di rivelare gli abusi sessuali subiti quando erano bambini fra i campi e gli spogliatoi delle squadre giovanili inglesi. Andy Woodward, uno dei primi a farsi avanti per denunciare uno scandalo che continua ad allargarsi, ha pianto in diretta alla Bbc mentre tre ex compagni, Steve Walters, Chris Unsworth e Jason Dunford, ricordavano le violenze perpetrate su di loro dall'ex allenatore del Crewe Alexandra (quarta serie), Barry Bennell.

TRE CONDANNE PER ABUSI. «Sono stato violentato fra le 50 e le 100 volte e non lo avevo mai detto ad anima viva», ha raccontato Unsworth. Mentre per Walters quegli abusi sono un trauma terribile, per lui e per gli altri, capace di segnare in modo indelebile le vite e le carriere di molti giocatori. Bennell, 62 anni, ha già scontato tre condanne in carcere per abusi sessuali su minori ma nuove accuse sul suo conto stanno giungendo da più parti.

EMERGONO NUOVO CASI. Secondo la testimonianza di Unsworth, l'ex calciatore era stato diverse volte a casa dell'allenatore che talvolta si intratteneva con due-tre ragazzini alla volta. Non è però l'unico 'orco' travestito da coach che ha imperversato nel calcio giovanile inglese. Almeno tre forze di polizia stanno conducendo indagini su questo scandalo, raccogliendo le voci di vittime che finalmente si fanno avanti. E di sicuro servono ad abbattere il muro di gomma dell'omertà gli appelli che vengono lanciati da più parti, a partire dal mondo del calcio.

APPELLO DI ROONEY. Il capitano dell'Inghilterra, Wayne Rooney, ha chiesto a tutti i giocatori che hanno subito abusi sessuali di chiamare la linea telefonica appositamente istituita e «di non soffrire più in silenzio». E perfino la premier Theresa May è intervenuta, tramite un suo portavoce, elogiando il coraggio mostrato da quanti hanno deciso di denunciare le violenze.

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