Atalanta
28 Novembre Nov 2016 1528 28 novembre 2016

Calcio, l'exploit low cost dell'Atalanta

In estate ha speso 10 milioni. E ora sogna la Champions. Merito dei giovani usciti dalla Primavera e di quelli trovati all'estero. Tra vittorie e plusvalenze, la Dea è la rivelazione della Serie A.

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Per molti, ormai, è il Leicester italiano. L'ha scritto la Gazzetta dello Sport in prima pagina, il 28 novembre, l'ha detto persino l'ex commissario tecnico della Nazionale Marcello Lippi. Ma dietro l'exploit dell'Atalanta di Gian Piero Gasperini c'è qualcosa di molto diverso dall'impresa compiuta la scorsa stagione dai campioni d'Inghilterra in carica. Ci sono molti meno soldi e tanta programmazione in più. E una squadra che, nella migliore tradizione atalantina, poggia le sue fondamenta nella qualità del suo settore giovanile.

ACQUISTI PER 10 MILIONI. I bergamaschi hanno costruito una squadra low budget, spendendo sul mercato 10 milioni. Peraltro piuttosto inutili (almeno per ora) nella splendida corsa alla zona Champions e al quarto posto condiviso con la Lazio. Sei milioni, infatti, sono stati investiti per prelevare dallo Swansea Alberto Paloschi, che nelle prime 14 giornate ha messo insieme appena 368 minuti, segnando zero gol e finendo per diventare la riserva di Andrea Petagna (692 minuti, tre gol e due assist). Non ha invece nemmeno esordito Bryan Cabezas, centrocampista ecuadoriano di 19 anni, il secondo acquisto più caro dell'estate atalantina, pagato 1,6 milioni di euro.

L'Atalanta si trova a cinque punti dalla Juventus, a uno solo dalla coppia Roma-Milan, pari con la Lazio e quattro punti avanti al Napoli (che però deve giocare il posticipo della 14esima giornata, in casa, col Sassuolo). Eppure ha speso 152,5 milioni in meno dei bianconeri, 78,1 dei giallorossi, 16,8 dei rossoneri, 25 della Lazio, 68,5 del Napoli. Ha ottenuto 10 punti in più dell'Inter con il 7% del budget acquisti dei nerazzurri più nobili e titolati. Nelle prime 10 posizioni della classifica, solo il Cagliari ha speso meno. Se si prova a calcolare il costo di un singolo punto, solo l'Empoli fa meglio, ma i toscani – a quota 10 - lottano per non retrocedere, mentre a Bergamo si sente profumo d'Europa.

CINQUE AZZURRI UNDER 21. Il successo dell'Atalanta ha origine nel suo settore giovanile e in un lavoro di scouting sempre più efficace. Con cinque giocatori, i nerazzurri sono il club di Serie A che contribuisce maggiormente alle convocazioni dell'under 21 di Gigi Di Biagio. I difensori Andrea Conti e Mattia Caldara sono cresciuti nel settore giovanile bergamasco, così come Roberto Gagliardini, che ha ricevuto già la sua prima chiamata in Nazionale maggiore da Giampiero Ventura, e Alberto Grassi, altra presenza fissa tra i convocati di Di Biagio, che nella prima parte della scorsa stagione era riuscito a fare così bene da guadagnarsi l'ingaggio da parte del Napoli a gennaio. Un infortunio e zero presenze in azzurro, poi il ritorno alla base, dove ora fa fatica a trovare spazio tra i titolari del centrocampo. Che riesca a ritornare sui livelli di un anno fa o meno, tra gli 8 milioni incassati a gennaio e i 400 mila euro spesi nell'ultimo giorno di agosto per riprenderlo in prestito, l'Atalanta da lui ha già ottenuto una plusvalenza più che discreta.

Da sinistra: Mattia Caldara, Andrea Conti, Ervin Zukanović e Roberto Gagliardini.

La qualità del settore giovanile atalantino è una certezza da tempo e lo resterà ancora a lungo, visto che l'ultima stagione, a Bergamo, si è chiusa con gli scudetti under 17 e under 15. Ma quando è necessario, il club sa andare a pescare giovani di talento e prospettiva anche fuori casa.

GOL A PREZZO DI SALDO. Petagna, classe '95, è stato acquistato a gennaio 2016 dal Milan, restando in prestito all'Ascoli fino alla fine della stagione. Costo dell'operazione: 1 milione. Franck Kessié, classe '96, è arrivato un anno prima dagli ivoriani dello Stella Adjame, per 300 mila euro. Ha giocato metà stagione con la Primavera, una in prestito a Cesena in Serie B, poi ha esordito in Serie A per non uscire più dal campo. Ha già segnato cinque gol e mostrato qualità fuori dal comune, rivelandosi uno dei migliori prospetti del campionato, uno su cui costruire una plusvalenza da capogiro. Come quella ottenuta dal trasferimento di Marten De Roon, preso in Olanda, dall'Herenveen, per 1,30 milioni nel luglio del 2015 e ceduto un anno dopo in Inghilterra, al Middlesbrough, per 15 milioni.

PIÙ GIOVANI DEL LEICESTER. Il Leicester campione d'Inghilterra nel 2015/16 non aveva un solo titolare sotto i 23 anni o proveniente dal suo settore giovanile. E nella sessione estiva di mercato aveva speso 38,2 milioni di euro, quasi quattro volte rispetto ai bergamaschi, incassandone 9,2 e registrando un passivo di 29. Sì, anche quella dell'Atalanta, per ora, è la favola di un underdog, ma forse – anche se il finale deve ancora essere scritto e difficilmente sarò lo stesso - è anche più bella di quella del Leicester.

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