Messi Ronaldo
2 Dicembre Dic 2016 1839 02 dicembre 2016

Barcellona-Real Madrid, il Clásico in 10 punti

La storia, l'atmosfera, i tifosi, i campioni. Cosa c'è dietro la partita di calcio più seguita del mondo. Oltre Lionel Messi e Cristiano Ronaldo.

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Lionel Messi contro Cristiano Ronaldo. Luis Enrique contro Zinedine Zidane. Catalogna contro Spagna. Repubblica contro Monarchia. Sabato 3 dicembre, alle 16.15, il mondo del calcio si ferma per 90 minuti, come accade almeno due volte a stagione. È la magia del Clásico, la partita col più alto concentrato di talento a cui si possa assistere, una sfida che travalica lo sport, sconfinando nella politica e nella storia di una rivalità che sfuma nel mito e nella leggenda. Perché ridurre Barcellona-Real Madrid a una questione meramente agonistica, a fatti di classifica e titoli da conquistare, sarebbe sbagliato. Dietro i 22 campioni che scendono in campo ci sono due popoli, vicini geograficamente ma idealmente sempre più lontani. E almeno 10 ottimi motivi di interesse che vanno al di là di quanto può offrire una normale partita di calcio.

  • Una selezione dei gol più belli del Clásico.

1. Rose costate 1 miliardo di euro

Un miliardo di euro. È quanto Real Madrid e Barcellona hanno speso complessivamente per costruire le loro due rose attuali. Una cifra sbilanciata sul lato blanco, con 613,4 milioni, 264 dei quali dipendono dall'acquisto di tre giocatori: Cristiano Ronaldo (94), Gareth Bale (91) e James Rodriguez (80). Se il Barça ha potuto spendere meno è perché, dagli Anni 70, ha posto una grande attenzione sul settore giovanile. Quattro titolari di Luis Enrique sono cresciuti nel Barcellona e non l'hanno mai lasciato: Sergi Roberto, Sergio Busquets, Andrés Iniesta e Lionel Messi. Questa divergenza di filosofie è stata riassunta in Spagna con la metafora della cartera (il portafogli) contro la cantera (il vivaio). E anche se il discorso è ancora valido, a Madrid sembrano essersi accorti di poter crescere dei piccoli campioni in casa. Al di là del rientro alla base di Alvaro Morata (costato 30 milioni), nella rosa del Real emergono talenti come Lucas Vázquez, Marco Asensio e Nacho Fernández. Nessuno di loro è titolare, ma il loro ingresso in corso d'opera resta una soluzione interessante per Zidane. D'altro canto, se si guarda alle ultime stagioni, appare evidente un'inversione di tendenza nella propensione alla spesa dei due club. A partire dalla stagione 2013/14 (quella dell'arrivo di Neymar), il Barcellona ha acquistato giocatori per una somma complessiva di 441,67 milioni, mentre il Real si è 'fermato' a quota 422.

2. Messi e Cristiano, sfida a suon di gol

Da otto stagioni a questa parte non c'è Clásico senza loro due. Lionel Messi e Cristiano Ronaldo si sono presi il palcoscenico della sfida più importante della storia del calcio europeo trasformandola nel loro duello personale. Nel conteggio dei gol personali, l'argentino è avanti 21 a 16, ma ha anche giocato 32 partite contro le 28 del portoghese. Non solo: Messi non trova il gol nel Clásico dal 23 marzo 2014, quando segnò una tripletta nel 4-3 blaugrana al Camp Nou. Nel periodo passato da quella partita, Cristiano ha realizzato 3 gol in quattro sfide, compreso quello decisivo dell'ultimo incrocio.

  • Le migliori giocate di Messi e Cristiano Ronaldo nel Clásico.

3. Piqué vs Ramos, il Clásico nel Clásico

C'è un'altra rivalità, forse meno glam ma sicuramente più sentita, che ha incendiato gli ultimi Clásicos. Gerard Piqué e Sergio Ramos un tempo erano amici e festeggiavano insieme i successi con la nazionale spagnola. A rompere l'idillio ci hanno pensato le uscite filo catalane e anti-madridiste del centrale del Barcellona. Frasi come «che si fotta il Madrid», tweet come quello con cui derideva gli avversari per aver schierato lo squalificato Denis Cheryshev in Coppa del Re, finendo per perdere a tavolino ed essere eliminati dalla competizione. Ramos non ha gradito questi comportamenti e tra i due è calato il gelo.

4. Una partita da 444 milioni di tifosi

Barcellona-Real Madrid è un match che divide 444 milioni di persone. Qualcosa come un quindicesimo della popolazione mondiale. Secondo una classifica stilata nel 2016 dal Teen's Digest, il Barça conta infatti 270 milioni di tifosi, mentre il Real Madrid si ferma a 174 milioni. Sono il secondo e terzo club con il maggior numero di fan al mondo. Il primo è il Manchester United, a quota 354 milioni.

Il Camp Nou dà l'ultimo saluto a Johan Cruijff prima del Clásico del 2 aprile 2016.

5. Il Barcellona ha più trofei

Impressionante anche la somma dei trofei conquistati dalle due squadre: 167. Il Barcellona ne ha 5 in più: 86 contro 81, ma se si valuta il peso specifico degli stessi non si possono non considerare le 11 Coppe dei Campioni dei Blancos contro le 5 dei blaugrana, o i 32 titoli di campione di Spagna dei madridisti contro i 24 dei culé.

6. Il Real ha vinto più Clásicos

Penda dal lato del Real Madrid il bilancio dei precedenti della sfida. Su 231 partite giocate, 93 sono quelle vinte dalle merengues, 90 i successi del Barça, 48 i pareggi.

7. Non solo calcio: franchismo e resistenza

Quella tra Barcellona e Real Madrid non è solo la sfida tra due squadre che hanno dominato la storia del calcio spagnolo, ma uno scontro tra culture, identità nazionali, visioni del mondo. Rivali da sempre, Barça e Real sono diventati realtà inconciliabili durante il franchismo. Per unire la Spagna, il Generalísimo impose l'annullamento delle realtà locali, vietando l'uso del catalano. È così che il Barcellona è diventato il simbolo di un'identità repressa dallo Stato centrale, un processo che Franco non è riuscito a fermare nemmeno mettendo i suoi uomini di fiducia alla guida del club. A distanza di 41 anni dalla morte del Caudillo, il Barça è ancora lo stesso potente simbolo dell'unità e dell'identità di una Catalogna che ora reclama l'indipendenza dalla Spagna.

Un gol di Alfredo Di Stefano con la maglia del Real Madrid.

8. L'affaire Di Stefano e l'11-1 in Coppa

Secondo la vulgata populare, il Madrid sarebbe quindi stata la squadra di Franco, mentre al Barça è riservato il ruolo di strenuo oppositore della dittatura. Una delle prove portate a dimostrazione di questa tesi è l'ingaggio di Alfredo Di Stefano, strappato dai blancos ai blaugrana che avevano già trovato l'accordo per il suo ingaggio. Le cose, però, andarono diversamente. All'epoca del trasferimento, Di Stefano giocava con i colombiani del Millionarios, dopo essere fuggito dal River Plate senza il placet del club. Il Barça si accordò con gli argentini, il Real trattò col Millionarios. Di Stefano si trovò così sospeso tra le due squadre e la Federazione spagnola stabilì che avrebbe dovuto giocare un anno nel Real e uno nel Barcellona. Una soluzione che i catalani rifiutarono, lasciando che la Saeta Rubia si vestisse di blanco per sempre.
Ancora più oscuri i retroscena che portarono al risultato più clamoroso nella storia del Clásico, una vittoria per 11-1 del Real Madrid a Chamartín, nel ritorno della semifinale di Copa del Generalísimo, il 19 giugno del 1943. Il Barça aveva vinto 3-0 all'andata ed era favorito per l'approdo in finale, ma prima della partita di Madrid, i giocatori blaugrana ricevettero la visita negli spogliatoi del direttore della Sicurezza di Stato, che parlò loro con toni intimidatori. Sta di fatto che i giocatori scesero in campo completamente scarichi, chiudendo il primo tempo sotto 8-0, e rientrando in campo per subire l'11-1 finale. L'episodio fu così sospetto da spingere Enrique Piñeyro Queralt, fedelissimo di Franco, a dimettersi dalla presidenza del Barcellona.

9. Trentanove giocatori su entrambi i fronti

Sono 39 i giocatori che hanno giocato per entrambe le squadre (comprese le presenze nelle giovanili). Tra i più significativi figurano sicuramente Ronaldo, Bernd Schuster, Michael Laudrup, Luis Enrique, Samuel Eto'o e Luis Figo. L'attuale allenatore del Barcellona passò dal Real in blaugrana, facendo una scelta di vita che si protrae ancora oggi. Samuel Eto'o, da campione col Barça, rinnegò il suo passato madridista cantando «Madrid cabrón saluda el campeón». Luis Figo, che aveva compiuto il percorso inverso, fu accolto al Camp Nou col lancio in campo di una testa di maiale mentre tirava un calcio d'angolo. Da anni non si vedono più passaggi di giocatori da una squadra all'altra: è il frutto di una rivalità esacerbata dalle rivendicazioni politiche catalane e dal passaggio di José Mourinho a Madrid.

La testa di maiale lanciata a Luis Figo nel giorno del suo ritorno da avversario al Camp Nou.

10. La seconda partita più vista al mondo

Il Clásico è la seconda partita di calcio più vista del mondo, preceduto solo dalla finale di Champions League. Più di 400 milioni di persone, ogni volta, si siedono davanti alla tivù per assistere alla sfida. Il picco di popolarità è stato raggiunto nell'era di Guardiola e Mourinho. Nel 2011 le due squadre si sono affrontate 7 volte, quattro in appena 18 giorni, tra campionato, finale di Coppa del Re e semifinali di Champions League.

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