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26 Dicembre Dic 2016 1500 26 dicembre 2016

Football Leaks, evoluzione degli Assange del pallone

Nato come un blog, ha svelato l'economia parallela del calcio. Poi sette mesi di silenzio. Ora la Fase 2. Contraddistinta da un metodo nuovo. Ma sullo sfondo c'è sempre il misterioso (e temuto) "John".

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I potenti del calcio globale credevano d'essersene liberati. E invece il collettivo di Football Leaks è tornato, più forte e organizzato di prima. Riprendendo a pubblicare materiali riservati sulle manovre che alimentano il vasto giro di economia parallela del calcio globale, cioè quel sistema che pompa fuori dal sistema ingenti masse di denaro prodotte all'interno. Da tre settimane il flusso delle informazioni riservate è ripreso a pieno ritmo, ma con ben altra potenza di fuoco. Perché i leak non giungono più da un blog della piattaforma Wordpress, come era stato fino allo scorso aprile quando i gestori decisero di prendersi sei mesi di pausa. Adesso il progetto di "Football and Tpo whistleblowing" (l'etichetta programmatica in testa al blog) è promosso da un consorzio di testate europee denominato European Investigative Collaborations (Eic), che ha come capofila il settimanale tedesco Der Spiegel e come referente italiano L'Espresso. É cambiata anche la modalità di pubblicazione delle informazioni, che vengono selezionate e mediate dal consorzio Eic. L'impatto per i padroni del pallone è devastante. E l'ondata è soltanto agli inizi.

TUTTO COMINCIA CON UN BLOG. Fino ad aprile gli utenti di Football Leaks potevano consultare e scaricare i documenti accedendo a un blog della piattaforma Wordpress. Si trattava in massima parte dei pdf di contratti stipulati per la cessione di calciatori o per il rinnovo degli accordi coi club, ma in alcuni casi erano messi a disposizione anche fitti scambi di posta elettronica. Un'operazione di trasparenza che permetteva all'internauta di accedere direttamente ai documenti e costruire il proprio archivio Football Leaks. Ma questa soluzione ha rivelato presto una scarsa praticità, dal punto di vista di chi gestisce l'operazione di whistleblowing. La possibilità di caricare documenti in rete si è ridotta progressivamente, e negli ultimi giorni della sua prima fase Football Leaks caricava non più di un documento al giorno. L'ultimo a essere reso pubblico prima della pausa è stato il contratto relativo al trasferimento dell'attaccante francese André-Pierre Gignac dall'Olympique Marsiglia ai messicani del Tigres. Era il 26 aprile, e quello stesso giorno i gestori del blog annunciavano di prendersi sei mesi di pausa.

1,9 TERABYTE DI DOCUMENTI. La spiegazione dei motivi è stata rimandata a un articolo pubblicato da Der Spiegel nell'edizione del 6 maggio. Nell’articolo pubblicato a maggio dal settimanale tedesco veniva riferito del secondo incontro tenuto dai giornalisti del settimanale tedesco col fantomatico John, l'uomo il cui vero nome non può essere rivelato e di cui si sa praticamente nulla. Non è nota la sua età, non si sa se agisca da solo o se sia parte di un'equipe, soprattutto non si hanno informazioni sul modo in cui sia venuto in possesso di quella vasta mole di documenti, che in quel momento è stata quantificata in 1 terabyte, ma nel frattempo è cresciuta a 1,9 terabyte, l'equivalente di mezzo milione di bibbie. La sola cosa che di John è stata svelata è la sua nazionalità portoghese. Viene cioè dal Paese che in modo più cinico e sistematico ha portato avanti il sistema di economia parallela.

L'agente portoghese Jorge Mendes.

Nelle settimane precedenti John aveva già rilasciato un'intervista a Der Spiegel spiegando perchè e con quali rischi personali abbia deciso di condurre la propria battaglia contro l'economia parassitaria che sta devastando il calcio globale. Nel corso del secondo incontro con Der Spiegel, l'uomo più odiato dai potenti del pallone ha spiegato il perché di quel break. Ha parlato di una mole di dati ormai ingestibile per il server usato, detto che la pubblicazione dei singoli documenti si è rivelata col passare delle settimane una formula a rischio di perdere efficacia, e che questa lentezza nell'utilizzo del materiale poteva diventare un pericolo supplementare. Poi quasi ha dettato un'agenda possibile a proposito del modo in cui il lavoro di pubblicazione dei materiali poteva essere ripreso dopo il break. Non più la pubblicazione di uno o pochi documenti per volta, ma la trattazione di filoni tematici che consentano di attingere a stock di materiale più ampi e permettano di tenere ben altro respiro nella trattazione del tema.

UNA DIFFERENZA CRUCIALE. È esattamente ciò che è successo quando le pubblicazioni sono riprese, in modo inatteso. I sei mesi preannunciati come tempo di pausa sono diventati infatti sette. E a quel punto si è pensato che John, schiacciato dal peso della gran mole di lavoro e dal timore per le conseguenze, avesse deciso di abbandonare il campo in silenzio. Non era così. La sera del 3 dicembre, gli iscritti agli aggiornamenti del blog hanno visto recapitare in posta elettronica un messaggio dal titolo laconico: «Football Leaks – Phase 2». Molto breve anche il testo del post, in cui è stato annunciato il riavvio dell'operazione di whstleblowing. Con una differenza cruciale rispetto alla prima fase: che l'asse della circolazione di informazioni si è spostato dal piccolo blog su Wordpress alle diverse testate del consorzio, con lo Spiegel a fare da nodo centrale della rete.

LA LENTE SU MENDES. Dal momento in cui Football Leaks ha fatto la sua prima apparizione si è avuta la tentazione di etichettarne il lavoro, e di chiedersi se per caso se ne stesse giovando qualcuno. I primi documenti pubblicati sono andati a colpire soprattutto lo Sporting Clube de Portugal, e ciò ha fatto pensare che l’intera operazione fosse mirata a danneggiare il club leonino. Poi però il giro si è allargato, prendendo a colpire altri club e non soltanto quelli portoghesi. Ma si è notata anche una certa penuria di documenti relativi a Jorge Mendes, il più potente uomo di calcio in circolazione. Possibile che un sito di leak nato in Portogallo non presentasse documenti su un portoghese così potente? Anche i dubbi conseguenti sono stati dissipati, con la pubblicazione d’una raffica di documenti che tirava in ballo Gestifute e mandava in fibrillazione il super-agente, tanto da indurlo a contattare un’agenzia investigativa per organizzare la controffensiva. Poco a poco è diventato chiaro che John (si tratti di un individuo o di un gruppo) non seleziona i bersagli. Li colpisce tutti, e continua a farlo fino a che la difficoltà di gestire la mole di documenti non lo costringe a prendersi una pausa.

I documenti vanno dalla moltiplicazione delle commissioni all’influenza sulle politiche dei club in materia di trasferimenti

La tentazione di etichettare Football Leaks si è ripresentata con l’avvio di questa seconda fase. Per esempio, c’è stato chi ha rimarcato che la pubblicazione dei documenti stia enfatizzando il problema dell’offshoring, col rischio di produrre un effetto ottico distorsivo: far pensare che il problema dell’economia tossica del calcio sia soltanto quello, e non altri che invece sono non meno deleteri. Questa critica è il prodotto della prima ondata di rivelazioni, che mettono al centro il Sistema Mendes e la rete offshore di cui hanno beneficiato e continuerebbero a beneficiare i suoi assistiti.

STORIE DI ESCORT E PATTI DI FERRO. La rappresentazione di Football Leaks così costruita, però, è riduttiva per due ragioni. La prima: anche se si parlasse soltanto di offshore, il quadro che ne viene fuori va comunque oltre il mero fenomeno dell’elusione fiscale, perché illustra uno stato morale e civile del calcio globale infestato dall’avidità. La seconda: i documenti cui l’Eic attinge toccano anche altri temi, che vanno dalla moltiplicazione delle commissioni per servizi e intermediazioni all’influenza sulle politiche dei club in materia di trasferimenti, dai patti di ferro fra agenti monopolisti e soggetti dell’economia globale per l’acquisizione di club calcistici all’organizzazione di festini a base di escort allo scopo di facilitare la realizzazione di affari.

UNO STOP SOSPETTO. Viene fuori un vasto panorama di desolazione che ha già determinato delle reazioni presso le autorità politiche e fiscali dei singoli Paesi. Il ministero delle Finanze spagnolo ha fatto sapere di avere in corso un’indagine giunta in fase molto avanzata. E il 20 dicembre, in Francia, si è diffusa la notizia che il Parquet Fiscal Financier (la magistratura fiscale) ha avviato un’inchiesta da otto giorni. Le conseguenze dei leak si stanno già facendo sentire, ma non tutti i poteri statali vedono di buon occhio il lavoro di whistleblowing. In Spagna il giudice Arturo Zamarriego, un magistrato d’estrazione militare, ha emesso un provvedimento d’urgenza per bloccare la pubblicazione dei Football Leaks da parte di El Mundo e di tutte le altre testate del consorzio. A sollecitare l’intervento del giudice è stato lo studio legale madrileno Senn Ferrero, tirato in ballo dai leak che parlano di Mendes e di offshore. La ricerca della verità può trovare nemici laddove meno si immaginerebbe.

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