Getty Images 160799502
28 Dicembre Dic 2016 1749 28 dicembre 2016

Paul Gascoigne, il calvario infinito dell'ex campione inglese

Gazza in ospedale dopo una rissa in albergo e l'ennesima ricaduta nel tunnel dell'alcol. Inutile anche l'ultimo ricovero.Tra arresti e dipendenze, la vita fuori controllo dell'ex campione appesa a un filo.

  • ...

Questa volta pare sia stata una rissa, scoppiata all'interno dell'Ace Hotel di Londra, a farlo finire in ospedale. Inutile dire come Paul Gascoigne fosse completamente ubriaco nel momento in cui ha preso a insultare con epiteti razzisti alcuni clienti dell'albergo, lanciando denaro all'indirizzo di un gruppo di donne che lui stesso aveva molestato.

SPINTO GIÙ PER LE SCALE. Una discesa agli inferi che non sembra conoscere fine, quella dell'ex fantasista di Lazio e Tottenham, le cui condizioni di emarginazione e disagio non sembrano attrarre nemmeno più le prima pagine dei tabloid britannici, ormai assuefatti alla completa autodistruzione dell'ex campione nemmeno 50 enne. Secondo la polizia londinese, contattata dalla direzione dell’albergo nel tardo pomeriggio del 27 ottobre , Gascoigne, «si trova ora in ospedale in condizioni stabili», dopo essere stato spinto da qualcuno giù per le scale dell'hotel.

RITORNO IN CLINICA DA UN MESE. L'ennesima caduta, dopo che erano stati gli stessi media bitannici, nemmeno un mese fa, a riportare la notizia del ritorno alla riabilitazione per uscire dal tunnel dell'alcolismo. L'addio al calcio di Gazza risale a oltre una dozzina di anni fa e coincide con la privazione di quella che per anni era stata la sola ancora di salvataggio dai demoni che hanno frenato la sua ascesa all'olimpio del pallone.

TRA SOLITUDINE E RICOVERI IN SERIE. Ulcere perforanti, crisi respiratorie, ricoveri in serie e un progressivo abbandono delle poche persone che lo avevano sostenuto negli anni più bui, hanno ridotto Gascoigne alla solitudine, lasciandolo completamente in balia di se stesso. E degli estemporanei rimpalli di accuse sui reali colpevoli del suo disfacimento. Non ultime le accuse rivolte dalla sorella al Sun l'estate scorsa, secondo cui sarebbe stato proprio il giornale a recapitare alcolici all'indirizzo di casa Gascoigne per ricavarne l'ennesimo, triste, scoop.

«NON FARÒ LA FINE DI BEST». Solo lo scorso aprile Paul aveva confidato: «Non farò la fine di Best. Ho avuto una sola ricaduta dopo 11 mesi in cui sono stato pulito. Ma è stato solo un giorno e mezzo in quasi un anno». Aveva speso anche lodi per il Providence Projects, il centro per il trattamento dell'alcolismo a Bournemouth che sembrava avergli restituito l'ultima speranza.

FUORI DAL TAXI CON LA BOTTIGLIA DI GIN. Parole che erano arrivate a distanza di poche settimane dalle foto che lo ritraevano col volto ricoperto di ferite dopo la discesa da un taxi con in mano l'immancabile bottiglia di gin. Poco più di quattro mesi e la scena si sarebbe ripetuta con lo stesso, esausto, copione. A luglio erano le immagini di Gascoigne in stato confusionale con indosso un accappatoio sdrucito a fare il giro del mondo. Sguardo vitreo e corpo magrissimo, l'ex calciatore si muoveva barcollante immortalato dagli onnipresenti paparazzi del Sun.

ANNI DI ARRESTI E DIPENDENZE. Ormai sbiadito il ricordo del campione che incendiò l'Inghilterra a Italia 90 e dell'istrione che sbarcato a Roma fece impazzire il pubblico biancoceleste tra dribbling e interviste irriverenti, di Gascoigne resta oggi l'immagine di un uomo appeso a un filo, il cui destino non sembra conoscere via d'uscita. L'infanzia difficile, i primi disturbi e la dipendendenza dalle slot machine sono stati il viatico a un calvario che la gloria effimera del pallone ha scalfito solo per pochi anni. Dipendenze di ogni genere, persino dalla Red Bull, arresti per possesso di droga e per avere messo le mani addosso all'ex moglie, Gazza non si è fatto mancare nulla. Aspettando l'ennesima puntata di un dramma dal copione sempre uguale, dove nessuno sembra capace di scrivere un lieto fine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati