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16 Gennaio Gen 2017 2146 16 gennaio 2017

Calcio, la Cina mette un freno ai super ingaggi

I vertici di Pechino varano la stretta ai salari e la riduzione del tetto degli stranieri.

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La federcalcio della Cina corre ai ripari di fronte alla spesa «irrazionale» dei club per trasferimenti e compensi di giocatori stranieri con «apposite misure» immediate per stroncare una bolla finanziaria-sportiva che rischia di compromettere il futuro calcistico di una nazione decisa a conquistare il titolo mondiale entro il 2050. Così è stato deciso, con effetto immediato, il 'taglio' del numero degli stranieri utilizzabili dai club in ogni partita, che passa da 4 a 3 per le squadre della Super League, la Serie A, in linea con quanto già accade nel torneo cadetto (China Premier League), e obbligando l'inserimento di almeno due under 23 di nazionalità cinese, tra campo e panchina. Uno dei due dovrà obbligatoriamente schierato nella formazione iniziale.

SETTORI GIOVANILI A RISCHIO. A poche settimane dall'operazione record da 63,5 milioni di dollari per il brasiliano Oscar, strappato al Chelsea dallo Shanghai Sipg, proprietaria del cartellino del connazionale Hulk (58,9 milioni allo Zenit a giugno 2016), e dalle follie dell'altra squadra di Shangai, lo Shenhua, per Carlitos Tevez, la federazione fa suo il suggerimento del 5 gennaio della General Admnistration of Sport of China, sui tetti ai salari e non solo: l'organo di programmazione sportiva di più alto livello ha lamentato che «una serie di questioni, come l'eccessiva spesa per i giocatori stranieri strapagati mentre languono le risorse nelle giovanili, hanno ostacolato lo sviluppo di lungo termine dello sport».

INVESTITI QUASI 500 MILIONI. Secondo gli ultimi calcoli, i club tra acquisti, commissioni sui trasferimenti e salari, hanno speso nel 2016 un totale di 495,6 milioni di dollari all'estero contro i 108,4 del 2015. Troppi anche per un Paese che, sulla spinta del presidente (e grande appassionato) di calcio Xi Jinping, s'è dato l'obiettivo di diventare una super potenza planetaria partendo da una nazionale affidata a Marcello Lippi che langue all'82esimo posto nella classifica Fifa e che ambisce a ospitare e vincere il mondiale entro il 2050.

TROPPI SOLDI ANCHE PER LA CINA. La Federcalcio locale, in un comunicato, ha spiegato di voler implementare l'azione a favore «della riforma del calcio cinese e dello sviluppo del programma generale» con le linee tracciate nella riunione di ieri tenuta a Wuhan con i club della Super League, servita a definire il calendario del campionato 2017. Limitare a tre stranieri (il quarto della Super League poteva provenire da un Paese dell'Asian Football Confederation) sarà «vantaggioso per lo sviluppo del calcio cinese, vantaggioso per coltivare i calciatori locali e vantaggioso per far crescere il livello della Nazionale». I casi Oscar e Hulk non sono isolati. Alle mosse dello Shanghai Sipg, ha risposto lo Shanghai Shenhua che ha preso Tevez per 11 milioni al Boca Juniors, mentre il 32enne ex giocatore della Juve avrebbe firmato un biennale da 40 milioni netti all'anno, trasformandosi nel giocatore più pagato al mondo. Troppi anche per una Cina ricca di liquidità e ambiziosa, ma con un'economia in affanno.

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