Lionel Messi (9)
CALCIO 17 Gennaio Gen 2017 1119 17 gennaio 2017

Messi-Barça, un addio che non conviene a nessuno

I blaugrana non possono perdere il loro 10. Che fuori dalla Catalogna incontrerebbe difficoltà mai affrontate. E non c'è un club che possa spendere la cifra della clausola. Perché 113 milioni non possono bastare.

  • ...

Cento milioni di sterline possono sembrare una cifra enorme. E lo sono. Ma possono risultare troppo pochi per strappare Lionel Messi al Barcellona. Il piano del Manchester City svelato dal Sun fa acqua da tutte le parti. Risulta difficile anche credere che i dirigenti del club inglese possano pensare di presentarsi agli uffici del Camp Nou con quella proposta. Cento milioni di sterline, circa 113 milioni di euro, sarebbero sì la cifra più alta mai spesa per un trasferimento nel mondo del calcio, ma non raggiungerebbero nemmeno la metà della clausola di rescissione della Pulga, un giocatore per cui il Barça non ha nemmeno fissato un prezzo, perché un prezzo, uno così, non ce l'ha.

UNA STAGIONE DA FENOMENO. Messi sta vivendo una delle sue stagioni migliori. Ha battuto un altro record, diventando, con 26 gol, il miglior marcatore su punizione nella storia del club. È in testa alla classifica marcatori della Liga (alla pari col compagno di squadra Luis Suarez) e a quella della Champions League (dove ha chiuso la fase a gironi con 10 gol in 5 partite), con lui in campo, la squadra ha una media punti in campionato di 2,27 a partita, senza scende a 1,33. Se mai c'è stata una stagione in cui Messi è risultato decisivo per le sorti del Barça, è questa.

ONNIPOTENTE ANCHE FUORI DAL CAMPO. Senza più Xavi, con un Iniesta costretto al part-time da infortuni e acciacchi, ogni azione pericolosa del Barça passa dai piedi dell'argentino. Che ha pieni poteri in campo e fuori, fino al punto di determinare persino i licenziamenti all'interno dei quadri societari. Ne sa qualcosa Pere Gratacós, ormai ex responsabile delle relazioni istituzionali del club, cacciato per aver detto che «senza Neymar e Suarez, Messi non sarebbe così forte». Parole poco gradite alla Pulga e al suo entourage, e punite con il benservito.

Perché l'ultima cosa che vuole il Barcellona, in questo momento, è arrivare a una rottura col suo giocatore più rappresentativo e il clima era già abbastanza teso dopo le frasi del direttore esecutivo Òscar Grau, che aveva detto che sì, «vogliamo che Messi resti, ma ci vuole buonsenso: non possiamo spendere per gli stipendi più del 70% del nostro bilancio».

UN RINNOVO A OSTACOLI. Il contratto dell'argentino va in scadenza nel 2018 e il rinnovo sta diventando un affare complicato. Il primo tentativo di prolungamento, nell'estate del 2016, è andato a vuoto per una serie di coincidenze sfortunate: la sconfitta dell'Argentina nella finale di Copa America, con il rigore decisivo sbagliato da Messi e il conseguente annuncio del ritiro dalla nazionale (poi ritrattato) del giocatore; la condanna a 21 mesi di carcere per evasione fiscale per la Pulga e il padre Jorge; il mancato sostegno del club al suo amico Javier Mascherano, finito in un caso molto simile al suo.

UN'ASTA AL RIALZO CHE NON PIACE AL BARÇA. In inverno si sono messe di mezzo una serie di offerte (vere o presunte) di quelle a cui è difficile dire no, con un club misterioso pronto a versare 100 milioni sul conto di Messi pur di convincerlo a non rinnovare il contratto col Barcellona, le sirene cinesi che suonavano a colpi di 500 milioni d'ingaggio in cinque anni, le prime voci su un Guardiola convinto di poter tornare ad allenare la Pulga senza dover per forza sedersi di nuovo sulla panchina blaugrana. Così anche Messi ha deciso di sfruttare tutto il suo potere contrattuale, chiedendo un ingaggio di 50 milioni a stagione per restare in Catalogna.

Quello che devi fare con Messi è offrirgli un nuovo contratto, non utilizzare il buonsenso

Luis Suarez

Una cosa è certa: Messi ha dalla sua tutti i compagni. Nessuno protesterebbe mai se all'argentino fosse riservato un trattamento di favore, nessuno andrebbe a bussare alla porta del club per chiedere le stesse cifre. Luis Suarez l'ha fatto capire chiaramente rispondendo a Grau: «Quello che devi fare con Messi è fargli firmare un nuovo contratto, non utilizzare il buonsenso». E alla fine, c'è da scommetterci, così sarà.

PER BARCELLONA SAREBBE UNO CHOC. Messi non lascerà il Barcellona. Non ora, non per il Manchester City, non per la cifra di 113 milioni di euro. Nessuno se lo può permettere. L'argentino guadagnerebbe di più, ma rischierebbe di trovarsi con problemi di adattamento in un ambiente diverso da quello in cui è cresciuto fin da quando, appena dodicenne, lasciò Rosario per trasferirsi col padre in Catalogna. Il club non potrebbe sostenere l'ira dei tifosi per l'addio del giocatore più forte e rappresentativo della squadra, e anche se le prossime elezioni del presidente saranno solo nel 2020, la cessione di Messi sarebbe una pesantissima macchia per José Maria Bartomeu e la sua squadra. E non esiste un club che possa tirar fuori 250 milioni di euro per pagare la clausola di rescissione del giocatore e almeno altrettanti per garantirgli un contratto quinquennale.

LO STRAPPO È QUASI IMPOSSIBILE. Quello che va in onda ora è il gioco delle parti: con il giocatore che cerca di spuntare le condizioni migliori per il rinnovo, il club che prova a limitare le uscite pur sapendo di non poter fare altro che offrire a Leo la cifra che lo convincerà a firmare, gli altri top club che stanno alla finestra sperando in uno strappo quasi impossibile, e la stampa che fa il suo lavoro e costruisce scenari di mercato più o meno probabili. Una storia affascinante, certo, ma con il finale già scritto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati