Tavecchio
CALCIO 4 Marzo Mar 2017 1100 04 marzo 2017

Figc, Tavecchio contro Abodi: è caccia all'ultimo voto

Testa a testa per la Federcalcio. Serie A e Dilettanti col presidente uscente. Lo sfidante ha il sostegno dai calciatori. Ma a decidere porebbero essere gli arbitri. Gli equilibri nella corsa alla leadership.

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Lunedì 6 marzo il calcio italiano sceglierà se voltare pagina o proseguire nel solco tracciato dagli ultimi due anni e mezzo di presidenza federale. Il testa a testa tra Carlo Tavecchio e Andrea Abodi designerà il nuovo numero uno di via Allegri. E difficilmente si assisterà a una schiacciante vittoria come quella maturata col 63% dei voti dal presidente uscente nell'agosto 2014.

DUE CANDIDATI AGLI ANTIPODI. Di certo c'è che a sfidarsi sono due candidati diametralmente opposti. Da una parte Tavecchio, capace di ricostruirsi una reputazione dopo l'ostracismo iniziale dovuto pure alle infelici uscite in campagna elettorale (su tutte il dimenticabilissimo «Opti Pobà») fino a togliersi di dosso la fastidiosa etichetta di ultra-conservatore. Dall'altra Abodi, presidente uscente della Lega di B, governata dalla sua nascita nel 2010, da anni in rampa di lancio come uomo nuovo del calcio italiano sul quale nessuno pare avere avuto finora il coraggio di investire. Sul tavolo della contesa la riforma dei campionati, le iniziative a sostegno dei settori giovanili e il rilancio del calcio femminile.

UNA RIFORMA CHE SA DI UTOPIA. Sul primo punto la divergenza è apparsa da subito evidente, col primo sostenitore di Abodi, il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina, che non ha esitato a a paragonare Tavecchio a Cetto La Qualunque. Non molto tempo addietro, il presidente uscente si augurava una A a 18, una B a 18 e due gironi di Lega Pro a 18. Un'utopia più che un auspicio, dato che nel programma consultabile sl sito della Figc si è dimostrato assai più pragmatico. Perfettamente conscio che, allo stato attuale, la A non accetterà mai di tornare a 18, ha proposto due sole retrocessioni, in modo da recuperare un gruzzolo (sui 30 milioni) da spartire tra Serie B e Lega Pro. Una soluzione per nulla gradita ad Abodi e Gravina.

FONDAMENTALI I DILETTANTI. A votare il 6 marzo saranno 278 delegati, in rappresentanza delle società delle leghe di A, B, Lega Pro, della Lega nazionale dilettanti, dei calciatori (Aic), dei tecnici (Aiac), e dell'Associazione italiana arbitri (Aia) secondo la seguente ripartizione: Serie A 20 delegati, Serie B 21 delegati, Lega Pro 60 delegati, Lnd 90 delegati, atleti 52 delegati, tecnici 26 delegati, Aia 9 delegati. Ciascun voto è ponderato, quelli più pesanti sono quelli della massima serie (3,09), seguiti da atleti e tecnici (1,98). A tal fine al voto di ciascuna delegazione è attribuita la seguente percentuale: Serie A con il 12% dei delegati, Serie B con il 5%, Lega Pro con il 17%, Dilettanti con il 34%, calciatori con il 20%, allenatori con il 10% e arbitri con il 2%.

Tutto può succedere, ma sarebbe la prima volta che perdo un'elezione

Carlo Tavecchio, presidente Figc

Tavecchio negli ultimi giorni ha ostentato sicurezza: «Secondo i miei calcoli sono sopra il 50%. Tutto può succedere, ma sarebbe la prima volta che perdo un'elezione». Dal suo entourage filtra ottimismo circa il sostegno di ampie fette della Lega Dilettanti, degli allenatori (cui la Figc ha riservato assist con la creazione dei centri federali che hanno dato lavoro a centinaia di tecnici) e di buona parte della serie A.

LA SERIE A NON È COMPATTA COME SEMBRA. Da parte di quest'ultima è arrivato l'endorsement ufficiale nel corso dell'ultima infruttuosa assemblea di Lega chiamate a scegliere il dopo Beretta. Ma non è detto che il fronte sia poi così compatto. Abodi, per esempio, ha spiegato di non essere affatto sicuro che Andrea Agnelli stia con Tavecchio, del quale era stato feroce oppositore nella precedente tornata elettorale. All'attuale numero uno della Federcalcio invece, non mancherà certo il sostegno dei responsabili del suo ingresso in Figc, da Lotito a Preziosi, passando per Galliani e i relativi allleati di strategie e mercato.

L'ENDORSEMENT DEI CALCIATORI PER ABODI. Il presidente uscente spera di recuperare qualche punto percentuale anche da Serie B, Lega Pro e sindacato calciatori. Ma proprio da questi ultimi è arrivata una doccia gelata, col segretario, l'ex centrocampista romanista Damiano Tommasi, che ha ribadito: «I calciatori tutti ci indicano di appoggiare Abodi. In molte scelte la Figc non ci è stata vicina e l'approccio di Abodi ci sembra più a misura di calciatore».

A DECIDERE POTREBBERO ESSERE GLI ARBITRI. Per l'ex presidente della Lega di B «c'è equilibrio, la differenza la farà la serie A, dove non è affatto vero che ho consensi marginali». Secondo il pool che lo sostiene potrebbero votare per lui Sampdoria, Juventus, Pescara, Sassuolo, Fiorentina, Roma, Napoli e Crotone, anche se i rumors della vigilia danno Tavecchio forte di 15 voti su 20. Perciò Abodi, che ha dalla sua la Lega di B, anche se non compatissima, la Lega Pro e i calciatori, andrà a caccia di voti, senza troppe speranze, tra i Dilettanti. All'appello dei sondaggi della vigilia manca l'Aia, l'associazione italiana arbitri: Tavecchio spera che si astenga (nel 2014 votò per Albertini), ma nel caso di ballottaggio quel piccolo 2% degli arbitri andare allo sfidante. E sarebbe davvero sorprendente se fosseri Marcello Nicchi e i suoi a decidere il futuro della Figc.

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