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13 Maggio Mag 2017 1720 13 maggio 2017

La Spal torna in Serie A dopo 49 anni

La squadra di Semplici torna nella massima divisione. Mancava dal 1968. E cinque anni fa aveva rischiato di scomparire. E con lei la storia gloriosa di Ferrara. Ora subito al via i lavori per lo stadio.

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Ferrara festeggia la Spal in Seria A.

Sono passati 49 anni. Quando, nel 1968, la Spal salutava la serie A dopo quasi due decenni di permanenza, Francesco Colombarini, un giovane imprenditore di belle speranze, cominciava a produrre un materiale quasi sconosciuto come la vetroresina. Oggi la sua società calcistica vanta un primato unico nel mondo: aver portato una squadra dalla terza categoria, il livello più basso del calcio federale, alla serie A.
La squadra di Ferrara, pur sconfitta 2-1 a Terni, ha infatti conquistato matematicamente la promozione grazie alla sconfitta del Frosinone a Benevento.

16 CAMPIONATI IN A, DAL '50 AL '68. Spal significa società sportiva Ars et Labor e per anni è stata la squadra dei salesiani e la maglia di tutti, quelle strisce strette bianche e azzurre che facevano vintage già negli anni '60 e '70 e muovevano la simpatia anche dei tifosi rivali. Non fosse altro perchè trovare la figurina di Oscar Massei era un'impresa. Dopo quasi cinquant'anni la serie A ritrova la Spal: negli anni '50 e '60 la squadra di Ferrara fu una protagonista, o comunque una presenza costante in serie A, 16 campionati dal 1950 al 1968, con un quinto posto nel 1960. Dall'ultima retrocessione, la Spal ha vivacchiato fra la B e la C, fino a questa promozione nella massima serie, arrivata appena un anno dopo il salto in B dell'anno scorso.


CINQUE ANNI FA, IL RISCHIO DELLA FINE. E pensare che appena cinque anni fa la gloriosa storia della Spal sembrava destinata a una tristissima fine, quando la società fallì e fu costretta a ripartire dai dilettanti. L'anno dopo il timone della Spal venne preso dalla famiglia Colombarini, già proprietari della Giacomense, che in pochi anni hanno raggiunto un traguardo che sembrava impensabile.
A fine anni ottanta la famiglia ha cominciato a sostenere una squadra di amici che giocava in terza categoria nel paese di Masi San Giacomo, appunto, paese di 700 anime nel basso ferrarese. Piano piano, successo dopo successo, promozione dopo promozione, la Giacomense si è ritrovata quasi senza pensarci in Lega Pro, proprio nell'anno in cui la Spal fallì e dovette ripartire dai dilettanti. . Nel 2013 hanno rilevato il marchio Spal trasformando, di fatto, con il trasferimento del titolo sportivo, la loro squadra in quella che adesso festeggia la serie A. L'unica società d'Italia (probabilmente del mondo) che è riuscita a salire dall'ultimo livello del calcio federale alla massima divisione. Senza proclami, senza tante chiacchiere, ma con una grande passione per il calcio fatto bene.

LEONARDO SEMPLICI, L'ARTEFICE DELL'IMPRESA. Nel nome del presidente degli anni d'oro Paolo Mazza, uno degli inventori del calciomercato e al quale oggi è dedicato lo stadio, del centravanti argentino Oscar Massei, la cui figurina Panini era 'difficile' quasi come quella del portiere atalantino Pizzaballa, e dei tantissimi giovani lanciati (da Picchi a Capello, da Brighenti a Bigon, da Reja a Malatrasi e al n.1 Carlo Mattrel), l'artefice principale del doppio salto di categoria è l'allenatore Leonardo Semplici, che con la sua Spal arriva in serie A senza un passato importante da calciatore, senza atteggiamenti da guru, ma con un'indiscussa capacità a lavorare con i giovani. E fra i protagonisti della promozione ci sono giovani dal sicuro avvenire come il portiere Alex Meret, l'attaccante Gianmarco Zigoni (figlio di Gianfranco, che col suo gol per la Juventus, nel 1968, sancì la retrocessione della Spal), il difensore Kevin Bonifazi, ben amalgamati con giocatori esperti come Mirco Antenucci e Sergio Floccari.

SUBITO I LAVORI PER LO STADIO. La prima cosa da fare, a questo punto, sarà adeguare lo stadio per renderlo conforme alle regole della massima categoria: c'è già il progetto esecutivo, a fine campionato partiranno i lavori con l'obiettivo di non spostare nemmeno una giornata di serie A da Ferrara. Poi costruire una squadra che tenga conto della storia e della realtà: giovani da valorizzare e una gestione oculata per non essere una meteora e non fare solo da sparring partner per squadre più ricche. Grazie, soprattutto, alla spinta di una città che anche negli anni più bui non ha mai fatto mancare il suo affetto alla Spal, ma che grazie alla serietà della famiglia Colombarini, al lavoro di Leonardo Semplici e ai suoi ragazzi dal grande futuro è tornata a innamorarsi perdutamente della sua squadra.

Fabio Capello con Franesco Petagna, storico allenatore della Spal.

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