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26 Maggio Mag 2017 1851 26 maggio 2017

Il nuovo piano di Galliani: creare un broker globale di diritti tivù

L’ex amministratore delegato del Milan sta pensando di fondare a Londra un’agenzia sul modello di Infront. Col manager Bogarelli e capitali arabi. Ma la presidenza di Lega e l'acquisto del Genoa restano nel mirino.

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La conquista della Lega di Serie A (per ora) si allontana. L’acquisto del Genoa (con Massimo Cellino) è più di un’ipotesi. Ed è propedeutico alla scalata della "Confindustria del pallone". Ma il vero sogno nascosto di Adriano Galliani sarebbe quello di trasferirsi a Londra per costituire il più grande broker europeo di diritti televisivi del calcio, sul modello di Infront.

SILENZIO E PRUDENZA. Chiusa dopo 30 anni la carriera di plenipotenziario al Milan, Galliani è rimasto nel mondo Fininvest come responsabile degli immobili. Soprattutto, ha mantenuto un profilo basso nelle ultime settimane. È tornato a parlare davanti alle telecamere solo alla festa del decennale dell'ultima Champions League rossonera. E non aiuta certo l’inchiesta della procura di Milano che, in attesa della nuova asta per la Serie A, ha ipotizzato che lui (che non è indagato), gli ex manager di Infront Marco Bogarelli, Andrea Locatelli e Giuseppe Ciocchetti, e l'imprenditore Riccardo Silva abbiano «costituito un'associazione a delinquere in grado di interporsi fin dal 2009 tra le squadre di calcio, cui spettano gli ingenti benefici della commercializzazione in Italia e all'estero dei diritti audiovisivi (stimabili in non meno di 1,5 miliardi all'anno) e il mercato, per appropriarsi illecitamente e clandestinamente di una fetta consistente di questi».

Il presidente della Figc Carlo Tavecchio, il presidente della Lazio Claudio Lotito e l'ex manager di Infront Marco Bogarelli.

In Italia l’aria non è delle migliori. Anche per questo Galliani starebbe studiando nuove avventure. L’idea, secondo quanto risulta a Lettera43.it ventilata con l’ex manager di Fininvest e Infront Bogarelli, è di fondare un’agenzia di marketing sportivo per rappresentare le leghe nella vendita dei diritti del calcio alle televisioni di tutto il mondo. E l’ex amministratore delegato rossonero ha tutto il know-how per farlo: conosce il settore, nasce nel mondo dei media, è amico di tutti i maggiori presidenti di club. Anche se, dice chi è a conoscenza del dossier, il progetto è a dir poco in fase preliminare.

IL FEELING CON GLI EMIRATI. Accanto al know-how non mancherebbero neppure le risorse. Nell’ambiente sportivo si parla con insistenza di capitali arabi dietro al progetto, provenienti dagli Emirati, in zone del business che Galliani conosce bene non fosse altro perché dal 2010 sponsor del Milan è stata la compagnia aerea di proprietà del governo di Dubai, Emirates. Parallelamente andrebbero avanti le mosse per prendere il controllo della Lega Calcio. Di fatto quella poltrona è congelata, dopo la nomina a commissario di Carlo Tavecchio. Ma con l’asta dei diritti a breve si vuole un manager esperto per incassare di più. Progetto difficile dopo il passo indietro fatto da Mediaset in Premium e con Sky che rischia da sola di fare il prezzo.

LA LEGA RESTA UN OBIETTIVO. Nei mesi scorsi Galliani aveva trovato un accordo di massima anche con il presidente della Juventus, Andrea Agnelli. Poi, quasi contemporaneamente, l’ex plenipotenziario del Milan si è visto sbarrare la strada dai piccoli club guidati dall’ex amico Claudio Lotito. E, a stretto giro di posta, è uscita l'inchiesta della procura di Milano. In quest’ottica, comprare il Genoa potrebbe permettergli di mantenere un piede nel calcio che conta, per poi provare a scalare la Lega.

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