Bonucci Moggi
14 Luglio Lug 2017 1227 14 luglio 2017

Moggi: «Bonucci al Milan? Io non l'avrei mai permesso»

Il trasferimento del difensore scatena i tifosi juventini. E alimenta le voci su frizioni interne allo spogliatoio. L'ex dg: «Leo andava venduto all'estero». E sugli screzi con Allegri: «Con me i giocatori rigavano dritto».

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L'improvviso voltafaccia di Leonardo Bonucci, passato al Milan al termine di una trattativa lampo con la Juventus inimmaginabile anche solo una settimana fa, ha lasciato di stucco tifosi (tra sfottò e qualche insulto di troppo) e addetti ai lavori. Nessuno escluso, se pure una vecchia volpe del calciomercato come Luciano Moggi si dice «più che sorpreso» da un trasferimento a cifre vertiginose. In attesa dell'ufficialità, si vocifera di un ingaggio monstre al giocatore, attorno ai 10 milioni ai bonus compresi, e di un assegno di 40 destinato al club bianconero.

Un'operazione nella quale alcuni già intravedono lo sgretolarsi dello strapotere juventino e contrassegnata dai rumor sulle frizioni di uno spogliatoio non più così benevolo nei confronti del centrale della Nazionale. L'ex direttore generale della squadra campione d'Italia, indiscusso re del calciomercato prima di essere travolto dal ciclone Calciopoli, raggiunto da Lettera43.it, non nasconde le perplessità sulla bontà dell'affare.

Leonardo Bonucci, neodifensore del Milan. A destra, l'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi.

DOMANDA. Cosa sta succedendo alla Juventus?
RISPOSTA.
Mi pare chiaro che si sia rotto qualcosa tra Bonucci e il resto della squadra. Evidentemente il giocatore voleva andarsene a ogni costo. Di certo non mi sarei aspettato che finisse al Milan.

D. La tifoseria è in subbuglio per il passaggio a una diretta concorrente. E qualcuno intravede crepe nella supremazia bianconera.
R.
Personalmente, non lo avrei mai dato ai rossoneri. Così facendo il MIlan ha trovato la quadratura del cerchio e rischia seriamente di dar fastidio alla squadra di Allegri. Negli anni passati il giocatore era molto richiesto all'estero. Ecco, avrei fatto di tutto per facilitare una conclusione del genere.

D. Da Oporto in poi, quando Bonucci fu spedito in tribuna per le sue intemperanze, gli attriti sembravano essersi sedati. Fino alle ricostruzioni sul burrascoso intervallo di Cardiff.
R.
Solo chi frequenta Vinovo e dintorni può sapere come stanno le cose, certo è che queste manifestazioni di malumore e i relativi provvedimenti non hanno facilitato le cose. Forse bisognava comportarsi diversamente.

D. Detto da lei che ha fatto del pugno duro nei confronti di chi trasgrediva uno dei suoi punti di forza...
R.
Certo, dico soltanto che avrei gestito la questione a fari spenti. I panni sporchi si lavano in casa, punire il giocatore alla luce del sole può essersi rivelata un'arma a doppio taglio. Per i miei metodi mi sono preso dell'arrogante e ho pagato a caro prezzo. Ma a comportarsi diversamente si finisce col pagare sul campo.

D. Si sente spesso dire che se un giocatore se ne vuole andare le società sono costrette ad accontentarlo. È questo il caso?
R.
I giocatori vanno dove possono guadagnare di più, con buona pace dei tifosi che si affezionano a loro.

D. Anche a costo di rimettersi in gioco in un club che al momento offre meno certezze.
R. Quello di Bonucci può sembrare un azzardo, in effetti. Ma può darsi che abbia ritenuto sul viale del tramonto i suoi compagni di difesa.

D. La dirigenza della Juve, Marotta in primis, esce indebolita da questa storia?
R. Hanno vinto sei scudetti di fila e raggiunto due finali di Champions League. L'operato degli uomini di Agnelli è fuori discussione: i risultati parlano per loro.

D. Marco Fassone, l'amministratore delegato del Milan che ha conquistato i tifosi rossoneri a suon di colpi di mercato, è stato un suo stretto collaboratore ai tempi della Triade.
R. Su Fassone non avevo dubbi. Ma bisogna complimentarsi anche con Massimiliano Mirabelli (il direttore sportivo, ndr). Stanno facendo un ottimo lavoro per dare credibilità agli investitori cinesi.

D. Fosse ancora lei a dirigere le operazioni, regalerebbe un colpo di mercato per ripagare i tifosi 'traditi' da Bonucci?
R. Lasciamo stare i tifosi, chi perde tempo a seguire gli umori dei tifosi non va da nessuna parte.

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