Ivan Zaytsev
18 Luglio Lug 2017 1721 18 luglio 2017

Zaytsev escluso dalla Nazionale, quando lo sponsor è ingombrante

Lo schiacciatore azzuro fatto fuori dopo la querelle legata alle scarpe. Da Johan Cruijff a Michael Jordan: i campioni finiti nei guai per ragioni di brand.

  • ...

Il precursore fu Johan Cruijff. Non solo gli veniva permesso di giocare con la maglia numero 14 quando nel calcio le casacche andavano dall'1 all'11. Il 'Profeta' poteva permettersi anche di giocare in nazionale con due strisce sulle maniche anziché le tre 'd'ordinanza' di tutti gli altri giocatori dell'Olanda. Lo sponsor personale non gliel'avrebbe perdonata, quella Puma che prima del fenomeno dell'Ajax era stata sponsor personale di Pelé e poi di Maradona, che una volta venne rimproverato perché indossava, in un momento di riposo, indumenti sportivi di un'altra azienda.

ALL BLACKS OBBLIGATI AD AVERE GLI STESSI SCARPINI. Il caso di Ivan Zaytsev, escluso dalla lista dei convocati della Nazionale azzurra per il prossimo Europeo dopo avere rifiutato di scendere in campo con le scarpe di uno sponsor diverso da quello personale, ricorda che non tutti sono 'allineati e coperti' come gli All Blacks, obbligati per contratto ad avere tutti gli scarpini della stessa marca, quella che produce anche gli indumenti dei Tutti neri. Chi sgarra rischia l'esclusione dalla nazionale.

LE MULTE DI JORDAN PAGATE DALLA NIKE. Ma il campione della pallavolo azzurra non è certo solo. Molti ricordano il caso di Michael Jordan, uomo simbolo della Nike da quando ha cominciato a giocare nella Nba e la multinazionale del baffo gli pagava le multe comminate a ogni partita dalla lega perché MJ usava scarpe personalizzate rossonere anziché quelle color bianco che all'epoca erano obbligatorie. Jordan fece notizia anche quando, salendo sul podio con il Dream Team per ricevere la medaglia d'oro vinta ai Giochi di Barcellona 1992, usò la bandiera americana che aveva in mano per coprire il logo della Reebok, concorrente della Nike, che produceva la tuta dei fenomeni Usa.

GÖTZE E LA GAFFE ALLA PRESENTAZIONE. Clamorosa è stata la gaffe dell'eroe del Mondiale 2014 Mario Götze. Nel giorno della sua presentazione come nuovo acquisto del Bayern Monaco, da sempre legato all'Adidas, si presentò con una t-shirt bianca con vistoso simbolo della Nike e per questo ricevette poi una lettera di richiamo dal club e una multa dal club per il quale aveva appena firmato. Multe le pagano anche i giocatori della Juventus nel caso utilizzino in pubblico vetture diverse da quelle del gruppo Fca, si ricordano i casi di Storari, Llorente e Caceres alla guida delle rispettive Porsche.

L'ADIDAS FURIBONDA CON CR7. Cristiano Ronaldo è un volto Nike che per lui ha perfino creato il marchio CR7, ma gioca nel Real Madrid il cui sponsor tecnico è Adidas. Ecco allora che, in due finali di Champions League, il portoghese ha fatto infuriare chi 'griffa' la sua squadra. Infatti sia a Milano nel 2016 che a Lisbona nel 2014, sempre contro i 'cugini' dell'Atletico, Cristiano Ronaldo dopo aver segnato un rigore ha pensato bene di togliersi la maglia e gettarla a terra per mostrare gli addominali scolpiti. Più di uno ha malignato che lo abbia fatto su suggerimento dello sponsor personale, e non a caso quello tecnico del Real ha protestato presso il presidente Florentino Perez. Situazione analoga, però senza avere problemi, per Lionel Messi, uomo Adidas che indossa la casacca Nike del Barcellona. Si rifà con la nazionale argentina, che ha il suo stesso partner, così come il Portogallo per Ronaldo. E proprio la Nike lasciò libertà di scelta a Francesco Totti in occasione degli Europei del 2004 in Portogallo, quando il numero 10 azzurro non riusciva ad adattarsi ai suoi nuovi scarpini e aveva i piedi pieni di vesciche. Così lo sponsor gli lasciò libertà di scelta autorizzandolo a utilizzare marche alternative. Servì a poco, l'Italia andò a presto a casa per il 'biscotto' fra Svezia e Danimarca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso