Rossi
1 Settembre Set 2017 1343 01 settembre 2017

Valentino Rossi, quando lo stop non frena i vecchi campioni

Il Dottore ai box per 30-40 giorni in seguito all'infortunio. Per molti un nuovo passo verso il tramonto di carriera. Ma la resurrezione non ha età: da Federer a Chechi, gli assi rinati contro ogni pronostico.

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Trenta-quaranta giorni di stop e l'addio definitivo al sogno di conquistare il decimo titolo iridato. La caduta che ha compromesso la stagione di Valentino Rossi, rimasto vittima di una frattura scomposta a tibia e perone per la quale è stato operato con successo nella notte, posticipa al 2018, quando il Dottore avrà superato i 39 anni, l'obiettivo del pesarese di entrare nella storia del motociclismo. Riducendo, per molti, le chance di riuscita dell'impresa. Eppure non mancano i casi di sportivi costretti in età avanzata a interrompere l'attività agonistica per poi ripresentarsi dopo lo stop più competitivi che mai.

LA RESURREZIONE DI KING ROGER. Un auspicio per Vale, che in cuor suo potrà dare un occhio al travagliato 2016 di Roger Federer, l'anno che ha aperto la strada al nuovo dominio dello svizzero nel tennis mondiale. Dopo l'annuncio l'estate scorsa di conclusione anticipata della stagione a causa dell' infortunio al ginocchio sinistro patito a febbraio, con tanto di rinuncia alle Olimpiadi, in tanti avevavo dato King Roger per morto e sepolto. Nemmeno per sogno, a giudicare dal 2017 di Federer, trionfatore a Wimbledon e all'Australian Open, con la ciliegina del successo sull'eterno rivale Rafael Nadal nella fnale di Melbourne. Un altro che sembra intenedersene di ritorni in grande stile.

CHECHI, IL BRONZO DOPO I DUBBI. Voglia di mollare a 31 anni anche per Jury Chechi, che fu a un passo dal ritiro definitivo dopo la rottura del tendine brachiale di un bicipite che ne aveva frenato la rincorsa alle Olimpiadi di Sidney. Il tempo di smaltire la delusione e di rimettersi in forma e il Signore degli Anelli si ripresentò da portabandiera ai Giochi di Atene del 2004, dove portò a casa un'inaspettata medaglia di bronzo.

Uno dei mostri sacri dello sci a cavallo tra la fine degli Anni 90 e i primi Anni 2000, l'austriaco Hermann Maier, si vide invece costretto a un brusco stop all'apice della carriera (tre coppe del mondo, 41 vittorie e due ori olimpici) dopo un rovinoso incidente in moto a Radstadt, poco distante da casa sua. Maier riportò fratture multiple scomposte alla gamba destra che costrinsero i medici a un delicato intervento di sette ore per salvargli l'arto. All'alba dei 30 anni fu considerato a un passo dall'abbandono dell'attività agonistica, ma dopo un rientro graduale l'austriaco tornò al successo a tre anni anni dallo schianto.

IL RITORNO TRIONFALE DI PEYTON MANNING. Peyton Manning, invece, uno dei quarterback più acclamati nella storia del football americano, a 35 anni, nel 2011 subì un gravissimo infortunio a un muscolo del braccio destro, quello con cui lanciava la palla; all'epoca disse che «era come se il muscolo del tricipite fosse sparito». Rimase fuori un anno ad allenarsi, ma la squadra per cui giocava da 13 anni, gli Indianapolis Colts, decise di licenziarlo. Tornato in campo con i Denver Broncos ha conquistato il suo secondo Super Bowl nel 2015 annunciando il ritiro solo un anno più tardi.

BARESI E IL RECUPERO LAMPO A USA 94. E a chi dice che i campioni in età avanzata fatichino a recuperare la piena integrità fisica rispetto ai loro colleghi più giovani basti ricordare il nome di Franco Baresi. Al Mondiale di Usa 94 l'ex capitano del Milan, all'epoca 34 enne, impiegò appena 25 giorni per recuperare da una lesione al menisco. In tempo per scendere in campo a Pasadena nella dolorosa finale contro il Brasile. La speranza è che anche per Vale i tempi possano essere più brevi del previsto.

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