I 400 colpi

Marchionne
4 Settembre Set 2017 0949 04 settembre 2017

La sana anti-retorica di Marchionne, un esempio da imitare

Il signor Fiat definisce «imbarazzante» la prova delle Ferrari a Monza. È la schiettezza che serve in un mondo dello sport dove il racconto degli eventi è pieno di mielosa enfasi e senza più senso critico.

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Un week end sportivamente umiliante, un uno-due da non riprendersi più. Comincia sabato sera il calcio, con gli spagnoli che danno spettacolo e lezione di gioco, relegando gli azzurri al ruolo di modestissimi sparring partner. Si prosegue la domenica a Monza con le irridenti Mercedes a dare un colpo micidiale alla vanagloria Ferrari, e per di più sul circuito di casa.

VITTORIE E SCONFITTE, COSE CHE CAPITANO. Nello sport si vince e si perde, e se la narrazione che lo circonda non fosse così esasperatamente sopra le righe, questi due episodi sarebbero derubricati a normali sconfitte: cose che, ancorché dolorose per il modo in cui sono maturate, possono capitare. In attesa di future vittorie che ne lavino l’onta e offuschino la memoria.

CRESCENDO WAGNERIANO DI SFIDE EPOCALI. Siccome invece sono pompati dai media in un crescendo wagneriano come sfide epocali, titaniche imprese dove la posta in gioco è la vita o la morte, eventi unici e irripetibili, l’alba del giorno dopo fa suonare grotteschi e stonati tutti i commenti. Col popolo degli sportivi che si straccia le vesti, che abbatte quelli che fino a un momento prima erano i suoi idoli, che se la prende con gli avversari (vedi Monza) solo per il fatto che si sono dimostrati più bravi. E gli addetti ai lavori vistosamente aggrappati agli specchi per non smentirsi platealmente.

Nella narrazione che precede l’evento, Real Madrid-Barcellona e Chievo-Sassuolo si equivalgono: incontri allo stesso modo straordinari e imperdibili

Il racconto dello sport è diventato così una gigantesca messa in abisso che si autoriproduce per accumulazione retorica. Un meccanismo che la televisione, specie quelle a pagamento per le quali è formidabile fonte di ricavi, ha enfatizzato fino al parossismo. La prima ineluttabile conseguenza è l’appiattimento che annulla qualsiasi gerarchia di valori, per cui nella narrazione che precede l’evento Real Madrid-Barcellona e Chievo-Sassuolo si equivalgono, incontri allo stesso modo straordinari e imperdibili.

SOLO CONSENSO IN UN UNIVERSO BUONISTA. La seconda è la totale evanescenza del senso critico che, viste le modalità in cui le regole dello spettacolo l’hanno costretto, può essere solo consenso. Di un fatto, di uno sportivo, di una squadra, si può solo parlare bene per non disturbare il manovratore e inserire elementi distopici in un universo buonista che tutti, protagonisti e commentatori, hanno interesse a preservare.

NÉ ALIBI NÉ GIUSTIFICAZIONI PER LA FERRARI. Per questo ha fatto specie il commento di Sergio Marchionne che ha definito «imbarazzante» la prova delle Ferrari al gran premio di casa. Netto, tagliente, scevro dalla ricerca di alibi e giustificazioni. Un secchio d’acqua gelata sulla mielosa enfasi che da giorni circondava quello che per il Cavallino era stato presentato come un appuntamento (l’ennesimo) con la storia. Una marcia trionfale verso la sicura vittoria che si è trasformata in una Caporetto. Nel mondo dello sport servono urgenti iniezioni di anti-retorica. Speriamo che quella praticata dal signor Fiat non resti un’eccezione.

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