Jorge Mendes Cristiano Ronaldo
14 Settembre Set 2017 1524 14 settembre 2017

Cristiano Ronaldo, numeri e segreti di un impero economico

Non solo i 50 milioni annui dal Real Madrid. Anche 30 milioni dagli sponsor. E post sui social dal valore di 200 mila euro l'uno. Oltre a startup e (per i pm) società fittizie. I conti in tasca al fenomeno portoghese.

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Un uomo multinazionale. Cristiano Ronaldo ha iniziato la nuova stagione calcistica con una maxi squalifica di cinque turni per aver spintonato un arbitro. Un piccolo incidente di percorso per il campione del Real Madrid in procinto di vincere il suo quinto Pallone d’Oro. Per lui i problemi questa stagione arriveranno probabilmente più al di fuori del campo che dal terreno di gioco. La sua sfida più impegnativa è quella con il fisco spagnolo che lo ha accusato di aver evaso 14,7 milioni di euro di tasse sui suoi diritti di immagine tra il 2011 e il 2014. CR7 per la prima volta si è visto giocare in difesa, ma lo ha fatto comunque da attaccante. Ha rifiutato il patteggiamento e il procedimento andrà avanti. Nei giorni scorsi si è appreso che verranno sentiti dal giudice Monica Gomez Ferrer di Madrid i più stretti collaboratori del campione, l’agente Jorge Mendes, il consulente Luis Correia, nipote di Mendes, e l’avvocato Carlos Osorio, figure fondamentali nella gestione del patrimonio economico del calciatore.

Cristiano Ronaldo.

I quasi 15 milioni di euro su cui si incentra l’intera vicenda processuale sono tuttavia ben poca cosa per l’impero che fa capo all’attaccante portoghese. Ronaldo a 32 anni non solo è il miglior giocatore del mondo, ma è un uomo che ha costruito un’immensa fortuna fondata sui suoi gol e sulla sua immagine. Iniziamo dallo stipendio. Lo scorso novembre Ronaldo ha rinnovato il contratto con il Real Madrid, firmando un accordo che lo lega al club fino al 2021 che prevede un compenso lordo di circa 44 milioni di euro all’anno (22 milioni netti). Secondo Forbes, il giocatore nel 2016 ha ricevuto dalla società compensi per poco meno di 50 milioni di euro lordi tra salario e bonus per una stagione che ha visto il Real aggiudicarsi lo scudetto, il 33esimo della sua storia, e la 12esima Champions League. In questa stagione solo Neymar farà meglio di lui. Il suo contratto quinquennale con il Paris Saint Germain prevede infatti circa 300 milioni di euro (lordi), cioè 60 a stagione, in salario e potenziali bonus.

SPONSOR DA OGNI DOVE. Ma i pagamenti che Cristiano riceve da Florentino Perez sono solo una parte della sua immensa fortuna. Nel 2016 il campione ha ricevuto almeno 30 milioni di euro dai suoi sponsor personali. Ronaldo ha prestato la sua immagine, tra gli altri, a Nike, Tag Heuer, Herbalife, Clear, PokerStars, Nubia, XTrade, Sacoor Brother. Ha una partnership con la catena di hotel Pestana con cui ha fondato un nuovo marchio di hotel di lusso con due sedi, una a Lisbona e una Madeira. In passato era stato anche testimonial per Armani, Castrol, Coca Cola, Kfc, Emirates e Konami. Il suo brand compare su biancheria, scarpe e profumi. Ma i 30 milioni sono solo un’ipotesi e potrebbero essere una stima approssimata per enorme difetto.

Lo scorso dicembre la Nike ha siglato un contratto a vita con il giocatore il cui valore complessivo, si dice, sia stimabile in 1 miliardo di dollari (con un anticipo, sempre dando fede alle voci, di 100 milioni). Quando si parla di sponsorizzazioni le cifre non sono mai pubbliche, la Nike, fondata nel 1964, nella sua storia ha legato il proprio marchio con contratti a vita solo con altri due atleti, i campioni di basket Nba LeBron James e Michael Jordan. Per quanto i numeri siano colossali e sembrino azzardati, l’industria sportiva non starebbe buttando via denaro. La partnership Nike-CR7 è cominciata nel 2003 quando l’attaccante portoghese giocava ancora nel Manchester United, da allora il giocatore è diventato l’uomo di punta per le campagne planetarie dell’azienda americana.

L'ORO DELLA NIKE. Lo scorso 30 giugno la Nike ha annunciato la chiusura del quarto trimestre 2016 con un utile da 1,01 miliardi di dollari, in rialzo del 19% rispetto agli 846 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono stati di 8,7 miliardi di dollari, in crescita del 5%. I ricavi annuali sono saliti del 6% raggiungendo i 34,4 miliardi di dollari. La previsione è di raggiungere i 50 miliardi di dollari di fatturato nel 2020. Il comunicato dell’azienda ha evidenziato una crescita «a due cifre in Europa Occidentale, in Cina e nei mercati emergenti». Cioè dove lo sport più popolare è il calcio. Comprare l’immagine di un numero uno dello sport è una fonte di ricavi formidabile. Secondo SportsOneSource, che si occupa di consulenza nel mercato degli articoli sportivi, nel 2014 le scarpe firmate da LeBron hanno portato nelle casse della Nike 340 milioni di dollari. I miti non si appannano mai, Jordan non scende più sul campo da basket dal 2003, ma il contratto a vita con la Nike ha garantito all’azienda ricavi per 3 miliardi di dollari nel 2015 grazie al brand firmato dall’ex bandiera dei Chicago Bulls.

AL TOP TRA GLI INFLUENCER. Il valore di un campione si misura oggi non solo per prodotti venduti, ma anche con la capacità di penetrazione nel mondo dei social network. Anche in questo campo Ronaldo è il re. Secondo la società Hookit, che stima il peso della fama sui social di campioni e star, il portoghese è uno dei massimi influencer del mondo e avrebbe generato in un anno su Facebook, Instagram e Twitter visibilità per il marchio Nike quantificabile in un valore di 474 milioni di dollari. CR7 ha 122.5 milioni di follower su Facebook, 58,9 milioni su Twitter, 111 milioni su Instagram. Nei primi 11 mesi del 2016 ha fatto 1.515 post, il 21,7% di questi o nominava la Nike o ne mostrava il logo. Questi post hanno prodotto 443,5 milioni di interazioni. In termini di valutazione pubblicitaria un post di Ronaldo vale più di 200 mila euro. Non che passi il suo tempo a postare, il contenuto è ovviamente curato dagli stessi sponsor e dallo staff dei suoi social media manager guidati da due persone legate all’agente Jorge Mendes: su figlia Marisa e il già citato nipote Luis Correia.

Gli affari del bomber continuano a crescere. Nel 2017 il suo impero si è esteso nel mondo delle startup con l’acquisizione del pacchetto di maggioranza dell’agenzia Thing Pink, una società specializzata in tecnologie digitali che ha lavorato all’allestimento multimediale del museo CR7 a Funchal (sull’Isola di Madeira) e ha sviluppato app per McDonald’s, Fnac e l’Fc Porto. L’acquisizione da parte del campione porterà alla nascita di 7egend, un’azienda che opererà a livello globale nel mondo It e tech e lancerà l’ennesimo marchio originato dall’attaccante del Real. Cristiano quest’anno è diventato anche testimonial di Altice, multinazionale olandese che si occupa di telecomunicazioni e mezzi di comunicazione di massa.

IL RUOLO DI JORGE MENDES. Ci si chiede come un uomo così impegnato possa pensare al calcio. Non che gli affari lo distraggano, la scorsa stagione ha fatto il pieno di trofei e messo a segno 42 reti con la maglietta dei Blancos e 14 con quella della nazionale portoghese. Ma il suo business è delegato agli uomini che sfileranno davanti al tribunale di Madrid. In testa l’agente Jorge Mendes, titolare della Gestão de Carreiras de Profissionais Desportivos nota come Gestifute, agenzia nata nel 1996 per curare gli interessi di giocatori portoghesi e oggi divenuta, grazie alla sua punta di diamante, una multinazionale. Secondo i documenti del processo in corso in Spagna e pubblicate da Marca, la Gestifute avrebbe dichiarato che Ronaldo deteneva al 2015 un patrimonio all’estero (al di fuori della Spagna) di 203 milioni di euro. Prima di approdare a Madrid, i suoi compensi erano stati di 12 milioni e 700 mila euro.

La giustizia spagnola accusa il Pallone d’oro di aver costruito un sistema di società fittizie (chiamate Tollin, Arnel e Adifore) con sede nelle Isole Vergini e nate per gestire indirettamente l’immagine del giocatore ed evadere il fisco. «Ronaldo non ha nulla a che vedere con questo» è stata la risposta in aula dei legali della Gestifute. È difficile creder che un atleta come CR7 sia anche esperto di scappatoie fiscali. Molti indizi porterebbero alla seconda figura del triumvirato che accompagna il campione, l’avvocato Carlos Osorio de Castro. Secondo il giornalista spagnolo Paco González sarebbe lui l’ideatore dell’architettura finanziaria offshore che ha inguaiato il suo cliente. Il terzo membro del triumvirato è proprio Luis Correia già dirigente della Gestifute e ora socio di Polaris, società che si occupa di gestione dell’immagine e risulta registrata a Dublino, nella stessa sede di un’agenzia chiamata Multi-sports Image Management e che farebbe parte dello schema ideato per aggirare il fisco spagnolo.

L'IMMAGINE DEL CALCIO MONDIALE. Quest’estate si era parlato di un Ronaldo sfiduciato e deluso dalla vicenda giudiziaria e intenzionato a lasciare Madrid e la Spagna. Erano solo voci. CR7 oggi è l’uomo immagine del calcio mondiale, ben più del suo rivale Leo Messi. Uomo della Nike, ma anche testimonial involontario della Adidas (sponsor tecnico del Real Madrid) è una gallina dalle uova d’oro, pagato tantissimo, ma che riversa milioni sul mondo del calcio. Amato dagli sponsor, dai social e dal pubblico. Molto meno dai tifosi della Juve, ma questa è un’altra storia…

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