Var
26 Settembre Set 2017 1512 26 settembre 2017

Var, così la tecnologia toglie il piacere dell'esultanza

Ha limitato gli errori arbitrali, ma rovina (a tifosi e calciatori) il momento del gol. In Serie A, i casi di Lucioni e Orsolini ne sono un esempio. Se fosse capitato a Inzaghi...

  • MARCELLO ASTORRI
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Se c’è una cosa che rende il gioco del calcio speciale è quel momento in cui la palla gonfia la rete. Il gol e l’esplosione di istinto che lo segue. Ed è un momento collettivo: coinvolge chi il gol materialmente lo fa, e chi quella rete l’ha attesa: i tifosi. Sugli spalti ci si abbraccia fra sconosciuti, in campo ci si inventa le esultanze più curiose. Chi durante il Mondiale del 2006 è esploso al rigore concesso contro l'Australia, e poi al gol di Grosso contro la Germania, provi a immaginarsi quei momenti con il Var Check.

ESULTO ERGO SUM. Dall’inizio della stagione 2017/2018 in Italia (all’estero in Germania e in Olanda) è arrivato il Video Assistant Referee, o Var. Incarna la tecnologia, l’occhio elettronico in grado di salvare l’arbitro da (quasi) tutti gli errori. Nel mondo del calcio c’è chi non l’ha digerita (Gigi Buffon è tra questi) e c’è chi la vede come il Messia in grado di sanare tutte le ingiustizie. E intanto il Var sta facendo capolino nel nostro immaginario collettivo, tanto che alla Snai si può scommettere sul suo utilizzo o meno. Ha portato alcune cose: il calcio di rigore alle piccole in casa delle grandi (si veda Juventus-Cagliari, prima giornata) e l'annullamento di gol in fuorigioco millimetrico. Una cosa però è certamente minacciata dalla tecnologia: quell’istante che segue il gol.

SE CI FOSSE STATO INZAGHI... Prima dell’avvento del Var ai tifosi bastava dare un’occhiata al guardalinee e se questo correva verso il centrocampo era fatta. Adesso è tutto più complicato, capita di aspettare alcuni minuti. La memoria corre a Pippo Inzaghi, che ha vissuto una carriera intera in fuorigioco, incapace dopo i gol di ridursi a un'esultanza composta. Il Var check avrebbe forse assottigliato il suo bottino di 288 reti, di sicuro gli avrebbe strozzato in gola ben più di un grido.

Tecnologia dal cuore di pietra: a Orsolini è stato tolto il primo gol in serie A

Il Video Assistant Referee può essere molto crudele, come lo è stata nella quinta giornata di serie A, con il giovane attaccante dell’Atalanta Riccardo Orsolini. A margine di una sfida senza storia contro il Crotone di Davide Nicola, Orsolini segna quello che potrebbe essere il 6-1. Scatto sul filo del fuorigioco, tiro e rete: l’arbitro convalida. È il suo primo gol in serie A: i compagni lo sommergono di abbracci, lui fa il cuore verso la tribuna. Pregusta i Whatsapp di congratulazioni di amici, parenti ed ex allenatori. E invece... Var check. L’arbitro Piccinini corre allo schermo a bordo campo, scorrono le immagini alla moviola. Il direttore di gara si gira: i suoi indici disegnano nell’aria la sagoma dello schermo. Orsolini è in fuorigioco di mezza scarpa. Il Var aveva già spezzato il cuore ai tifosi del Benevento alla seconda giornata, nella sfida contro il Bologna. Coi rossoblu avanti per 0-1, al 98’ Lucioni firma il pari. Lì per lì l’arbitro convalida. Viene giù lo stadio. È il primo gol in casa segnato in serie A dal Benevento nella sua storia: tutta la città gioisce per almeno un paio di minuti. Var Check. Gol annullato. Una decisione indiscutibile, ma un dispiacere per i sostenitori delle “streghe”.

Le esultanze: tutte le feste che il Var avrebbe potuto rovinare

Tra gli Anni 90 e i primi Anni 2000 spopolavano le esultanze più strane in serie A. Sandro Tovalieri al Bari s’inventò il mitico trenino: dopo ogni gol tutti gattonavano in fila scimmiottando i vagoni. Nel Piacenza dove giocava Eusebio Di Francesco ci si metteva in cerchio e si ballava la Macarena. Francesco Totti dopo un gol nel derby con la Lazio sollevò la maglia dichiarando al mondo il suo amore per Ilary: «6 unica». Var check. «Sandro ferma il treno, Eusebio spegni la musica, Francesco rivestiti», serve il responso dell’occhio elettronico. E quando anche il responso del Var è positivo, ormai la festa è rovinata. Poi è vero che non sempre il Var ci mette il becco, però è pur sempre un’ombra minacciosa che al momento del gol prende in mano il cuore dei tifosi e ne fa un frullato. Esultare o aspettare? Questo è il dilemma.

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