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Italia fuori dal Mondiale

Totti Moreno
14 Novembre Nov 2017 1022 14 novembre 2017

Italia-Svezia ma non solo: i peggiori flop della Nazionale

Il poker incassato dallo Zambia nell'88. L'eliminazione dall'Europeo del '92 per mano dell'Urss. Le sconfitte con le due Coree. Breve enciclopedia dei disastri Azzurri.

  • Marcello Astorri
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L’Apocalisse evocata da Carlo Tavecchio è realtà, l’Italia dopo 60 anni non parteciperà al Mondiale di calcio. Alla Svezia è riuscito un nuovo scherzetto alla nazionale Azzurra dopo il colpo di tacco di Zlatan Ibrahimovic di Euro 2004. Era l’anno del “biscotto” con la Danimarca, quel pareggio per 2-2 che costò l’eliminazione agli uomini dell’allora ct Giovanni Trapattoni. Di certo lo 0-0 di San Siro è uno dei punti più bassi della storia del movimento calcistico italiano e mister Gian Piero Ventura, sua malgrado, è riuscito comunque a fare la storia. Ma non è la prima sconfitta clamorosa dell’Italia: ecco di seguito le più grandi disfatte della Nazionale.

1. Italia - Svezia 0-0 (2017): la più grande disfatta della storia recente


Uno 0-0 fatale che è già storia e si è materializzato proprio nella Scala del calcio italiano, San Siro. La Svezia di Jan Andersson si è aggrappata al gol segnato all’andata da Johansson alla “Friends Arena” di Solna e a Milano ha respinto tutti gli attacchi dell’Italia, staccando così il biglietto per la Russia. A fine partita hanno detto addio tre pilastri della Nazionale: Gigi Buffon, Giorgio Chiellini (con riserva) e Daniele De Rossi.

2. Corea del Sud - Italia 2-1 (2002): sconfitta amara sotto i colpi di Ahn e Byron Moreno


Al Mondiale di Corea del Sud e Giappone una delle nazionali più blasonate di sempre - con in campo i vari Francesco Totti, Alex Del Piero, Bobo Vieri, Paolo Maldini e lo stesso Buffon - cedette per 2-1 ai padroni di casa della Corea negli Ottavi di finale. Nel catino bollente di Daejon segnò quasi subito Vieri, poi l’Italia si addormentò nel finale e lasciò strada del pari a Seol Ki-Hyeon. Ahn completò poi il ribaltone con il golden gol nel secondo tempo supplementare. La disfatta fu evidente, ma la rabbia degli italiani non si riversò tanto sul ct Trapattoni, quanto sull'arbitro ecuadoregno Byron Moreno che espulse Totti e fu responsabile di alcune evidenti sviste.

3. Svezia - Italia 1-1 (2004): la notte del tacco di Ibrahimovic


In Portogallo si giocarono gli Europei del 2004 e l’Italia affrontava la Svezia. Gli Azzurri passarono in vantaggio con una rete di Antonio Cassano per poi essere raggiunti nel finale da un beffardo colpo di tacco di un giovane Ibrahimovic. Ma il delitto perfetto degli svedesi si consumò nella partita successiva dei gironi, contro i cugini della Danimarca. Con l’Italia vincente sulla Bulgaria solo un 2-2 avrebbe potuto eliminare la nazionale di Trapattoni: e 2-2 fu. Tutti la chiamarono la partita del “biscotto”. Già allora, forse, fu un oscuro presagio della disfatta che si sarebbe consumata 13 anni dopo.

4. Italia - Costa Rica 0-1 (2014): primo passo verso il disastro brasiliano


Il Mondiale brasiliano dell’Italia era partito bene con la vittoria per 2-1 sull’Inghilterra. Nella seconda partita dei gironi gli uomini dell’allora ct Cesare Prandelli affrontarono il Costa Rica, una gara che sulla carta avrebbe dovuto costituire una formalità. E invece la Nazionale si squagliò dopo il gol di Ruiz negli ultimi minuti del primo tempo. La sconfitta contro l’Uruguay sancì la seconda eliminazione ai gironi consecutiva dopo la clamorosa disfatta da campioni del mondo in carica della spedizione sudafricana.

5. Italia - Uruguay 0-1 (2014): seconda eliminazione consecutiva ai gironi mondiali


La sconfitta contro l’Uruguay di Luìs Suarez e Edinson Cavani fece il paio con l’incredibile rovescio contro il Costa Rica. Fu la partita delle polemiche, del famoso morso di Suarez a Chiellini e del gol di Diego Godìn che valse un’altra eliminazione prima ancora di arrivare al sodo. Già allora si parlava di anno zero, di rifondazione del calcio italiano. A farne le spese fu Prandelli, che pure aveva portato la squadra a giocarsi la finale di un Europeo.

6. Corea del Nord - Italia 1-0 (1966): il giorno di gloria di Pak Doo Ik


Correva l’anno 1966, si giocava il Mondiale in Inghilterra. L’Italia di Edmondo Fabbri affrontò la modestissima Corea del Nord ad Ayresome Park, Middlesbrough, nel terzo turno del girone eliminatorio. Un gol di Pak Doo Ik, caporale dell’esercito coreano poi promosso a sergente dopo la partita, regalò l’insperata vittoria ai suoi e costrinse gli Azzurri a una delle più cocenti delusioni della loro storia. Una giornata indimenticabile in tutti i sensi, tanto che Pak Doo Ik, forse consapevole di non poter raggiungere vette più elevate, dopo il Mondiale diede l’addio al calcio e all’esercito per poi diventare insegnante di educazione fisica.

7. Irlanda del Nord - Italia 2-1 (1958): la prima mancata qualificazione a un Mondiale


Prima della sconfitta nei play off del 2017, quello del 1958 era l’unico Mondiale al quale l’Italia non era riuscita a qualificarsi. Al Windsor Park di Belfast, il ct Alfredo Foni vide i suoi andare sotto per 2-0 sotto i colpi di McIlroy e Cush. A nulla servì il gol di Da Costa. Prima del 13 novembre, questa era considerata la più grande macchia nella storia della Nazionale.

8. Italia - Slovacchia 2-3 (2010): l’atroce delusione del Lippi-bis


La sconfitta fatale contro la Slovacchia fu probabilmente il primo, sinistro, scricchiolio nell’impalcatura del movimento tricolore. La Nazionale di Marcello Lippi, richiamato sulla panchina dopo la parentesi Donadoni, da campione del mondo in carica perse clamorosamente per 2-3 salutando ai gironi la competizione iridata. La doppietta di Róbert Vittek - che non sembrò mai così forte come quel giorno a Johannesburg - e la rete di Kamil Kopúnek (nonostante i gol di Antonio Di Natale e Fabio Quagliarella per gli Azzurri) sancirono una sconfitta inattesa, facendo già allora gridare alla rifondazione totale e portando dalle stelle alla polvere in poche semplici partite il ct campione del mondo.

9. Urss - Italia 0-0 (1991): gli azzurri rimangono a casa dall’Europeo di Svezia 1992


Anche Urss-Italia fu una di quelle partite che costrinse la Nazionale a guardare una competizione davanti al televisore (era l’Europeo del 1992 che si sarebbe giocato in Svezia). Il girone di qualificazione non stava girando per il verso giusto, occorreva quindi vincere a Mosca per poter sperare di rimanere quanto meno in corsa per la qualificazione. L’Italia giocò male e fu pure sfortunata: un tiro di Ruggiero Rizzitelli si stampò in pieno sul palo, così come le residue speranze dell’Italia che venne poi affidata ad Arrigo Sacchi.

10. Zambia - Italia 4-0 (1988): un bagno di umiltà alle Olimpiadi coreane


Nel 1988 l’Italia partecipava alle Olimpiadi di Seul, in Corea del Sud. Sul suo cammino c’era lo Zambia, una squadra non certo blasonata: tanto che dalla critica e dagli addetti ai lavori, evidentemente, alla vigilia quella partita venne considerata alla stregua di una passeggiata. Ne uscì una delle più grandi batoste di sempre. Una Nazionale dove vi erano giocatori del calibro di Ferrara, Tassotti, Carnevale, Virdis e Tacconi, venne asfaltata dalla selezione africana.

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