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14 Novembre Nov 2017 1643 14 novembre 2017

Serie A, sui diritti tivù Infront tende la mano a Mediaset

L'ad De Siervo potrebbe venire incontro alle richieste di Berlusconi. E alzare la qualità del pacchetto. Inserendo, insieme con le big, altre tre o quattro squadre di media classifica.

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Il progetto di pay tivù della Lega Calcio resta, dalle parti di Infront, più di un piano B per recuperare il miliardo di euro promesso ai presidenti. Ma per il prossimo bando d’asta sui diritti del calcio l’amministratore delegato Luigi De Siervo potrebbe venire incontro alle richieste di Mediaset e alzare la qualità del pacchetto che interessa a Cologno Monzese. Mettendo cioè assieme le prime quattro squadre di Serie A con altre tre o quattro di media classifica.

LE RAGIONI DI MEDIASET. Lo scorso giugno la Lega Calcio annullò l’asta indetta per assegnare i diritti tivù della massima serie nel triennio 2018-21: le offerte ricevute (mezzo miliardo da Sky per il satellitare e il multipiattaforma, una cinquantina di milioni da Perform per l’online) non furono ritenute congrue, mentre Mediaset disertò la gara. La motivazione ufficiale di Cologno Monzese fu che il pacchetto a cui era interessata, quello B per il digitale terrestre, era poco appetibile dal punto di vista commerciale: infatti comprendeva i diritti per i match di Juve, Milan, Inter, Napoli, la squadra col bacino di utenza più basso, e le tre neopromosse. Mediaset fece intendere che questo schema avrebbe favorito troppo il concorrente. Anche se, molto probabilmente, la vera ragione andava ricercata nello stallo delle trattative tra il Biscione e Vivendi per l’acquisizione di Premium, che passava anche per una triangolazione con Tim sulla trasmissione del calcio sull’Iptv dell’ex monopolista telefonico.

Luigi De Siervo, ad di Infront.

L’intesa tra Parigi e Cologno Monzese è ancora lontana, bloccata com’è dalla richiesta di risarcimento record a Vincent Bolloré da parte della famiglia Berlusconi. Ma nonostante questo De Siervo avrebbe deciso di mettere il Biscione di fronte al fatto compiuto. Il prossimo bando d’asta non sarà strutturato in maniera diversa da quello fallito in primavera (con il pacchetto A per il satellite, il B per il DTT, C1 e C2 per web e tlc, il D con l’esclusiva di 12 squadre su tutte le piattaforme), ma rispetto al passato l’offerta per il digitale terrestre dovrebbe comprendere sempre le prime quattro squadre di Serie A, più tre o quattro di fascia media. Si parla di Roma, Lazio o Fiorentina. In poche parole dovrebbe ricalcare l’attuale bouquet di diritti in mano alla pay tivù berlusconiana. Il nuovo bando sarà discusso dai rappresentanti di Infront nelle prossime due settimane all’interno del consiglio della Lega.

MODELLO NBA. Juve, Milan, Inter e Napoli rappresentano da sole il 70% del bacino dei tifosi su base nazionale. Anche se, fanno notare gli esperti del settore, non è detto che Mediaset decida da partecipare all’asta. I debiti di Premium (375 milioni tra i write-off registrati nel 2016 e i costi di rilancio) hanno spinto Pier Silvio Berlusconi a tornare al vecchio amore paterno: la televisione in chiaro. In quest’ottica il Biscione sarebbe stato interessato a strappare alla Rai anche i diritti della Nazionale, partendo dalle partite del Mondiale, se l’undici di Giampiero Ventura si fosse qualificato. Al riguardo la Fifa avrebbe chiesto 165 milioni di euro, mentre Rai e Sky prima della partita di San Siro ne avrebbero messi sul piatto 120. Sempre dalle parti di Cologno non si esclude lo sbarco della trasmissione dei match della Serie A nella Iptv con l’Over The Top di casa Infinity, quindi facendo offerte per il pacchetto C1 e C2. Queste le ipotesi in campo, mentre l’unica certezza è che, di fronte a un nuovo fallimento dell’asta, a Infront non resterebbe che percorre l’ipotesi Lega Channel, la pay tivù dove gli editori sono - come nella Nba - i presidenti dei club.

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