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18 Novembre Nov 2017 1500 18 novembre 2017

Italia senza Mondiale 2018: qualche idea su chi tifare

Con la Nazionale fuori dalla Russia, i supporter old fashion sceglieranno il Brasile. Quelli "arcobaleno" l'Australia. Per i fan da PlayStation c'è Messi. I multietnici hanno il Marocco. I sovranisti l'Islanda. E poi le Azzurre...

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Con l'Italia fuori dal Mondiale di Russia 2018 bisogna ripensare anche le strategie di marketing. La Fifa dovrà mettere nel conto minori incassi da diritti tivù, perché difficilmente riuscirà a ottenere da Rai e televisioni a pagamento i 180 milioni di euro incassati al Mondiale del 2014. E i creativi delle aziende che investono nel calcio devono trovare modi diversi di attirare i tifosi, perché non potranno giocare sui colori della bandiera e sull'azzurro Savoia per vendere serate in compagnia davanti alla televisione. Ma anche i tifosi saranno costretti a pensare alla domanda delle domande: per chi fare il tifo durante quella tristissima estate?

IL RIPESCAGGIO È UNA CHIMERA. Intanto, solo per gli irriducibili, c’è ancora una tenue speranza, anche se l’avvertenza d’obbligo è che non è moralmente molto corretta: gli Azzurri potrebbero essere ripescati in extremis in virtù di un articolo del regolamento della Fifa che stabilisce che, qualora una squadra sia esclusa o si ritiri dalla gara, la stessa Fifa può sostituire la squadra in questione con una a sua scelta discrezionale.

All'Europeo del 1992 accadde effettivamente che a una squadra non fu possibile presentarsi: la Jugoslavia era nel mezzo di un conflitto e una risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu vietava la sua partecipazione a manifestazioni sportive. Così in fretta e furia l’Uefa chiamò la Danimarca a sostituirla. E la Danimarca vinse quell'Europeo.

CI SONO PAESI A RISCHIO GUERRA. Oggi tra le 32 squadre qualificate ci sono tra le altre la Corea del Sud, l’Iran, l’Arabia Saudita. I tifosi dovrebbero auspicare una guerra o comunque lo scoppio di rivolte sociali che impediscano a questi o a ad altri Paesi di partecipare. Non è una bella opzione. Meglio cercare una squadra del cuore di riserva. Ecco alcuni suggerimenti per tifosi e copywriter in crisi.

1. Brasile: per tifosi old fashion a cui piace vincere facile

Il Brasile è ancora oggi la seconda squadra di almeno un quinto dei tifosi di calcio italiani, sicuramente i baby boomer e quelli abituati ad idolatrare il calcio della squadra verde-oro. Alcuni tifosi "diversamente Azzurri" - quelli della Roma in particolare - ricordano di aver esultato per il gol con cui Falcao, al Mondiale del 1982, portò al pareggio il Brasile contro l’Italia, che poi vinse 3-2.

IL CT TITE È DI ORIGINI MANTOVANE. L’ex calciatore e oggi commentatore tivù Beppe Bergomi ha ammesso che per lui il Brasile rimane la seconda squadra. Inoltre il ct della Seleçao, Adenor Leonardo Bacchi detto Tite, è di origini mantovane e nella nazionale gioca Alisson, il portiere della Roma (ma anche Miranda dell'Inter e Alex Sandro della Juve). Non è presente a questa edizione un'altra squadra mito dei decenni passati: l'Olanda. Ma c'è l'Inghilterra.

La formazione del Brasile nell'amichevole contro l'Inghilterra. (Ansa)

2. Australia: per tifosi arcobaleno o fan di... Troisi

Terra di immigrati italiani (quasi un milione di persone ha discendenze italiane, quarta nazionalità dopo inglesi, irlandesi e scozzesi), anche l’Australia ha dovuto passare per i playoff per entrare nella fase finale del Mondiale. Battendo l’Honduras è entrata per la quarta volta consecutiva nella fase finale. Uno dei motivi per tifare Australia è che indossa la sua maglia Troisi, di nome James, di madre greca e di padre napoletano. Un altro si chiama Trent Sainsbury: un giocatore che è stato all'Inter per pochi mesi e che gioca in Cina.

A FAVORE DEI MATRIMONI GAY. Ma soprattutto i politicamente motivati hanno trovato un altro motivo per tifare per i “socceroos”: si è votato a novembre 2017 per un referendum che ha sancito che il 61% degli australiani è favorevole ai matrimoni gay e il primo ministro Turnbull ha annunciato una legge in questo senso entro Natale.

L'Australia ha battuto l'Honduras allo spareggio. (Ansa)

3. Argentina: per tifosi "PlayStation" o napoletani nostalgici

Anche l’Argentina è piena di italiani, la nostra seconda nazione. Argentini e italiani si sono sempre sentiti fratelli e poi con la maglia dell’Argentina gioca Leo Messi, che chiunque ha voluto in squadra nella propria PlayStation.

L'EX SQUADRA DI MARADONA... Tiferanno per l'Argentina molti tifosi della Juventus, la squadra di Paulo Dybala e di Gonzalo Higuain (ammesso che venga convocato), e probabilmente anche quelli dell'Inter, dove gioca il capitano Mauro Icardi. Amano particolarmente l'Argentina i tifosi napoletani. Già da settimane nel quartiere di Marano sono spuntate bandiere della ex squadra di Maradona.

Higuain abbraccia Messi. (Getty)

4. Marocco, Senegal, Nigeria: per tifosi multietnici

Poche ore prima che l’Italia scendesse in campo contro la Svezia in diverse città europee si festeggiava con caroselli di auto e bandiere. Del Marocco, però, che aveva battuto per 2-0 la Costa d’Avorio e si era qualificato a Russia 2018. Pure in altri Paesi europei non sono mancati festeggiamenti, anche se per la verità a Bruxelles la festa è degenerata in scontri con la polizia a base di sassaiole e arresti. Uno dei due gol è stato siglato da Medhi Benatia, difensore della Juventus. Per il Marocco è un ritorno al Mondiale dopo 20 anni e in Italia i residenti marocchini sono quasi mezzo milione.

IN ITALIA 100 MILA SENEGALESI. Anche i tifosi senegalesi in Italia (100 mila residenti) hanno festeggiato il ritorno del Senegal al Mondiale dopo l'edizione del 2002. Negli ultimi mesi si ha testimonianza di numerosi senegalesi che andavano al lavoro con la maglia della loro nazionale.

COME VOLANO LE SUPER AQUILE. Infine, la Nigeria: i suoi supporter sono galvanizzatissimi dalla recente amichevole con l'Argentina: è vero che non c'era Messi, ma le “super Aquile” hanno vinto per 4-2. I nigeriani in Italia sono quasi 90 mila.

Benatia contrasta Doumbia. (Getty)

5. Islanda: per tifosi sovranisti e teorici della ripresa economica

L'Islanda non è più la cenerentola del calcio. Nel suo girone è arrivata prima davanti alla Croazia. È un modello per partiti sovranisti perché non fa parte dell'Unione europea, è stata il primo Paese a soffrire della grande crisi economica iniziata nel 2008 ed è tornata in meno di 10 anni a tassi di disoccupazione impensabili in Italia (meno del 2%).

COREOGRAFIA AMATA DA TUTTI. È vero che è un piccolo Paese - 300 mila abitanti - ma è stata citata a modello dalla “sovranista” Giorgia Meloni anche per il calcio, perché ha investito sullo “sport di base”. Inoltre è una squadra simpatica che tutti hanno amato per il cosiddetto geyser sound.

6. Nazionale femminile: per i tifosi della parità di genere

Se proprio non riuscite a trovare una squadra che fa per voi, sappiate che c'è una nazionale che presto potrebbe qualificarsi per il Mondiale. È l'Italia femminile. Riferendosi a questa un incauto ex presidente della Lega nazionale dilettanti del calcio avrebbe affermato un paio d'anni fa: «Basta! Non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche».

GIÀ VINTE TRE PARTITE SU TRE. Nelle qualificazioni per il Mondiale in programma in Francia nel 2019 la Nazionale allenata da Milena Bertolini ha vinto tre partite su tre. Contro il Portogallo si gioca il 28 novembre, a Estoril, alle 18 ora italiana. Pizza e birra?

La Nazionale di calcio femminile. (Getty)

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