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Tavecchio
20 Novembre Nov 2017 1240 20 novembre 2017

Figc, dimissioni di Tavecchio: chi sono i possibili successori

Uva, vice presidente dell'Uefa ma poco di rottura. Gravina, l'uomo delle squadre medio-piccole. Tisci, sostenuto dai Dilettanti. E Albertini, l'outsider che ci riprova. Corsa a quattro per ricostruire il calcio italiano.

  • Marcello Astorri
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L’era di Carlo Tavecchio è giunta alla fine: l’evento epocale della mancata qualificazione della Nazionale italiana al Mondiale di Russia 2018 ha generato la tempesta perfetta portando al licenziamento del commissario tecnico Gian Piero Ventura prima e alle dimissioni del numero uno della Federcalcio poi.

SERVE UN NOME PER LA SVOLTA. Logico quindi iniziare a pensare alle possibili candidature del nuovo presidente, che deve essere non solo competente, ma anche abile a riallacciare i rapporti in un modo del calcio lacerato da divisioni e solcato da un declino che negli ultimi anni pare inesorabile. Dalle segrete stanze della Federcalcio cominciano a filtrare i primi nomi, personaggi che potrebbero raccogliere - qualora si candidassero - i voti sufficienti a essere eletti.

1. Michele Uva: vice presidente dell’Uefa, ma figura poco "di rottura"

Michele Uva, 53 anni, è uno dei pezzi grossi della politica calcistica italiana. La sua sarebbe una candidatura forte e gradita da più parti dall’establishment pallonaro. Attuale direttore generale della Figc ed eletto vice presidente della Uefa da pochi mesi, Uva è una figura autorevole, e per questo spendibile per guadagnarsi il baluardo di uomo del cambiamento.

UN PASSATO TRA PARMA E PALLAVOLO. Nella sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi nel mondo dello sport: è stato direttore generale di Coni Servizi nel 2013, società partecipata al 100% dal ministero dell’Economia, presidente della Lega serie A di pallavolo fino al 1996 e fino al 2001 è stato amministratore delegato del Parma, con il quale ha vinto Coppa Italia, Supercoppa italiana e Coppa Uefa.

MALAGÒ FRA I SUOI MAGGIORI SPONSOR. È esperto di marketing dello sport e impiantistica sportiva, competenze utili a un presidente federale. Per i suoi legami con l’ex presidente, però, di certo la sua non potrebbe mai essere una candidatura “di rottura” rispetto al passato. Con Uva sarebbe lecito attendersi un programma pensato per aumentare fatturati e spingere forte l’acceleratore sul rinnovamento degli stadi italiani. Il suo maggiore sponsor? Giovanni Malagò, con il quale Uva ha lavorato a Coni Servizi.

Michele Uva.

2. Gabriele Gravina: presidente della serie C gradito alle medio-piccole

Gabriele Gravina, 64 anni, dal 2015 è il presidente della Lega calcio Professionistico, ossia la Lega serie C. In questi ultimi anni si è concentrato sulla ristrutturazione della Terza serie del calcio italiano, con fortune alterne. Se infatti con intuizioni come i playoff allargati alle prime 10 in classifica il campionato ha guadagnato in spettacolo e fatto un passo avanti con i fatturati, dall’altra la sostenibilità economica della serie C è ancora molto lontana da essere raggiunta e ogni anno molte squadre non riescono a iscriversi (clamoroso il caso del Modena, iscritto e poi radiato a campionato in corso).

CAPO DELEGAZIONE UNDER 21 2004-2009. Si è comunque dimostrato un uomo disposto al dialogo e alla mediazione tra le varie parti del calcio, cosa che lo rende molto gradito alle società di serie B e serie C che da anni chiedono più risorse economiche per sopravvivere senza essere ascoltate. Anche nel suo caso l’esperienza nelle istituzioni del calcio non manca: è stato consigliere federale della Figc, membro della Commissione della Uefa per l'assistenza tecnica e amministrativa, capo delegazione della Nazionale Under 21 ai campionati europei del 2004, 2007 e 2009 oltre che ai Giochi olimpici di Atene 2004 e Pechino 2008.

ARTEFICE DEL MIRACOLO CASTEL DI SANGRO. Dal 1984 al 1996 è stato presidente del Castel di Sangro “dei miracoli”, con il quale ha conquistato 5 promozioni in 10 anni arrivando a disputare la serie B, impresa clamorosa per la squadra di un paese di 6 mila abitanti.

Gabriele Gravina.

3. Vito Tisci: l'esperto di settori giovanili sostenuto dalla Lnd

Vito Tisci, 57 anni, è l’attuale presidente del Settore giovanile e scolastico della Figc, voluto espressamente da Carlo Tavecchio nel 2014. È stato rieletto nel 2016 nella sezione regionale della Puglia della Lega nazionale dilettanti per tutto il quadriennio olimpico. Insomma, è un uomo d’apparato che conosce molto bene il funzionamento della Federazione.

HA INAGURATO 30 CENTRI FEDERALI. In questi anni si è concentrato sullo sviluppo dei settori giovanili, nel tentativo di ridurre il gap con gli altri Paesi europei. In particolare ha inaugurato già 30 centri federali, strutture che si propongono come obiettivo il potenziamento tecnico dei giovani calciatori e calciatrici dai 12 ai 14 anni.

PROGETTO SUL MODELLO TEDESCO. Un progetto che nel 2020 dovrebbe portare all’apertura di 200 centri federali territoriali, un modello che vorrebbe ricalcare a grandi linee quanto fatto dalla federcalcio tedesca per rilanciare il suo calcio (con risultati evidenti e positivi). Per la lunga militanza nella Lega nazionale dilettanti, Tisci potrebbe contare sul ricco pacchetto di voti della Lnd e questo è già di per sé un motivo sufficiente per potersi presentare con ambizioni di vittoria alle elezioni del 30 marzo 2017.

Vito Tisci.

4. Demetrio Albertini: l'outsider che piacerebbe alla gente

Demetrio Albertini, 46 anni, è noto a tutti nei panni di regista del Milan e della Nazionale. Dopo il ritiro dal calcio giocato nel 2005, Albertini ha iniziato la carriere dirigenziale attraverso l’Associazione italiana calciatori (Aic), il sindacato di categoria. Nel 2006, in seguito alle vicende di calciopoli, è stato nominato vice di Guido Rossi come commissario straordinario della Figc.

HA GIÀ PERSO CONTRO TAVECCHIO. Sotto la presidenza Abete è diventato vice presidente della Figc. Nel 2014 ha perso la corsa alla presidenza contro Carlo Tavecchio (che vinse in terza votazione con il 63,33% delle preferenze), nonostante l’appoggio di calciatori, arbitri e allenatori. Per il dopo Tavecchio la sua candidatura potrebbe prendere quota soprattutto se sui favoriti non si riuscisse a concentrare un pacchetto di voti sufficientemente ampio.

POCO "INTACCATO" DAL PALAZZO. Albertini, per il suo passato da calciatore di successo e poco intaccato dalla vita di Palazzo, sarebbe gradito alla gente, meno alla Lega serie A, serie B e serie C che invece preferirebbero una figura dirigenziale più esperta sul piano politico.

Carlo Tavecchio con Demetrio Albertini.

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