Shrewsbury Town Stadio
10 Dicembre Dic 2017 1200 10 dicembre 2017

Safe standing, la rivoluzione del tifo in piedi parte dall'Inghilterra

L'idea: assistere a una partita appoggiati sulle ringhiere e non seduti. A vantaggio di capienza e atmosfera. E in piena sicurezza. L'esperimento del Shrewsbury Town, club calcistico di terza divisione.

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Tutti in piedi: si torna all’antico. La svolta (calcistica) è dietro l’angolo. Viene da Oltremanica, of course, e per la precisione da una piccola squadra al confine con il Galles. Lo Shrewsbury Town, che attualmente gioca in League One (terza divisione), è a un passo da diventare il primo club professionista in Inghilterra a reintrodurre i posti in piedi allo stadio.

COME IN GERMANIA E A GLASGOW. Safe standing è il nome tecnico che si usa per i settori dove è possibile vedere la partita in piedi, appoggiandosi a un ringhiera. Una disposizione già in atto in parecchi stadi della Bundesliga e al Celtic Park di Glasgow che consente di aumentare la capienza degli impianti - laddove prima c’era un seggiolino possono entrare 1,8 spettatori - a evidente vantaggio dell’atmosfera.

SISTEMA BANDITO NEGLI ANNI 80. Tuttavia in Inghilterra il tifo all’impiedi è stato messo al bando alla fine degli Anni 80 a seguito della tragedia di Hillsborough dove persero la vita 96 tifosi del Liverpool, schiacciati o soffocati tra la folla. Un anno più tardi il "rapporto Taylor" stabilì che alle partite si potesse assistere solamente seduti.

Diciamo che i nostri stadi non fanno più paura agli avversari. L’ambiente è un po’ ovattato, qualcosa si è perso

Roger Groves, tifoso dello Shrewsbury Town

Il resto è storia recente: la nascita della Premier league e la pioggia di soldi da sponsor, televisioni e magnati stranieri. Nel frattempo gli stadi si sono trasformati in palcoscenici a cinque stelle; teatri high-tech, quasi sempre sold out la cui atmosfera però non si avvicina a quella di altri “catini” del resto dell’Europa.

INNAMORATI DEL VECCHIO IMPIANTO. Roger Groves, tifoso dello Shrewsbury Town e tra i promotori del safe standing, ha detto a MondoFutbol: «Diciamo che i nostri stadi non fanno più paura agli avversari. L’ambiente è un po’ ovattato, qualcosa si è perso». Dagli Anni 70, quando era ragazzino, non si perde una partita in casa. Roger ricorda: «Il vecchio impianto, il Gay Meadow, cadeva a pezzi ma i tifosi ne erano innamorati».

«PUBBLICITÀ ALLA NOSTRA CITTÀ». Soltanto un settore aveva i seggiolini, per il resto tutti si guardava la partita in piedi. «Grazie a questo progetto vogliamo restituire ai supporter qualcosa di cui erano fieri. Inoltre, come primo club a introdurre il safe standing, questo farà pubblicità anche alla nostra città».

Lo stadio dello Shrewsbury Town.

Convincere la base dei tifosi non è stato difficile: dopo un paio di sondaggi online, grazie anche all’appoggio del club, la campagna di crowdfunding è partita nel 2016 e si è conclusa da poco. Un sogno prossimo a realizzarsi per Jon Darch, tifoso del Bristol City ma, prima di tutto, attivista per l’introduzione del safe standing. Un interesse nato grazie alla passione per le lingue straniere e in particolare il tedesco.

«INFRASTRUTTURE MOLTO SICURE». «Qualche anno fa visitavo la Germania per lavoro e seguendo la mia seconda squadra del cuore, l’Union Berlin, mi sono convinto che il modello di safe standing si può esportare anche in Inghilterra», ha dichiarato Jon a MondoFutbol. «Per molti guardare la partita in piedi significa reintrodurre le terrace e questo riporta alla memoria le tragedie degli Anni 80. Ma in realtà, come ho spiegato in questi anni tramite la mia pagina web, le infrastrutture sono estremamente sicure».

«QUASI UNA REGOLA NON SCRITTA». Una questione di scelta, spiega Jon: «È quasi una regola non scritta, molti tifosi oggi guardano la partita in piedi. Se tifi per il West Ham, il Newcastle o il Manchester United e vuoi andare in trasferta non hai scelta, devi stare in piedi. Invece chiunque segua il rugby o le corse dei cavalli può scegliere: in piedi o seduti».

Le immagini della tragedia di Hillsborough.

Quando il West Ham ha traslocato all'Olympic stadium si sono verificati parecchi screzi tra tifosi che voleno guardare la partita in piedi, come erano abituati ad Upton Park, e altri, per lo più nuovi abbonati, che reclamavano la loro sedia e con la visuale non ostruita da qualcuno davanti a loro.

DISCUSSIONE COL GOVERNO. Sembra che i tempi siano maturi per un cambiamento. Nell'estate del 2017 la Premier league ha chiesto ai club di esprimersi in favore o contro il safe standing. La stragrande maggioranza delle società ha dato il proprio benestare all’idea ed entro fine anno tocca ai vertici del calcio inglese discuterne con il governo.

CONSULTATI I TIFOSI REDS. Una svolta decisiva sembra essere stata l’opinione dei tifosi del Liverpool attraverso uno dei suoi gruppi più rappresentativi, The Spirit of Shankly, che, consultando anche alcuni familiari delle vittime di Hillsborough, ha dato parere favorevole all’idea. Prima però che i safe standing vengano introdotti nella Kop o al nuovo White Hart Lane che è in fase di costruzione, la realtà si chiama Shrewsbury Town.

Tifosi appoggiati alla balaustra.

Dopo aver sbrigato le pratiche burocratiche, il club spera di inaugare il nuovo settore dello stadio entro la fine della stagione, magari celebrando la promozione in Championship (dopo 20 gare è secondo con 41 punti).

UTILIZZATO IL CROWDFUNDING. Le 65 mila sterline necessarie sono state raccolte anche grazie al supporto di Tifosy, la società di crowdfunding nata per sostenere questo genere di iniziative. «Il nostro obiettivo è far riavvicinare i tifosi ai loro club, aiutandoli a realizzare qualcosa in cui credono», spiega a MondoFutbol James Pollock, socio co-fondatore di Tifosy, che oggi opera in Germania, Francia e Italia ed è sponsorizzata da Gianluca Vialli.

Grazie allo Shrewsbury Town abbiamo colmato un vuoto. L’idea di introdurre il safe standing circolava già da anni, stavamo cercando soltanto il club e i tifosi giusti

James Pollock, socio co-fondatore di Tifosy

«Grazie allo Shrewsbury Town abbiamo colmato un vuoto. L’idea di introdurre il safe standing circolava già da anni, stavamo cercando soltanto il club e i tifosi giusti per lanciarci in questa avventura». Tifosy è coinvolta in diversi progetti nel Regno Unito e all’estero, sia con campagne basate su ricompense, come quella dello Shrewsbury, che altre dove i club prendono in prestito somme considerevoli da parte dei tifosi e del pubblico per realizzare un progetto.

SINERGIA FRA SUPPORTER E CLUB. Molto meglio che farsi prestare i soldi da una banca, spiega James: «In questo modo si crea una sinergia tra tifosi e club. Entrambi si sentono responsabili e noi, come gestori della campagna, abbiamo il dovere di controllare che i club mantengano le promesse e investano i fondi. Sappiamo che spesso i tifosi possono fare scelte dettate dall’emozione e per questo i loro investimenti vanno tutelati». Passione, partecipazione e valori comuni. Il calcio inglese sta cambiando dal basso: un’idea che merita... la standing ovation.

* in collaborazione con MondoFutbol

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