Froome
13 Dicembre Dic 2017 1547 13 dicembre 2017

Salbutamolo, cos'è la sostanza che ha inguaiato Froome

Il britannico positivo alla Vuelta si giustifica dando la colpa all'asma. Il farmaco utilizzato ammesso solo sotto una certa soglia. Poco chiari gli effetti sulle performance agonistiche.

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Il salbutamolo, la sostanza che è costata la positività all'antidoping, fra gli altri, al ciclista Chis Froome, è uno dei farmaci più comuni per l'asma. Fa parte dei 'beta-2-agonisti', farmaci che hanno la funzione di ridurre il broncospasmo, ovvero il restringimento delle pareti dei bronchi dovuto all'irrigidimento della muscolatura liscia. Viene usato quindi nelle patologie bronchiali come l'asma o la broncopneumopatia cronico ostruttiva (Bpco), e pur essendo in commercio addirittura dal 1968, rimane uno dei principali principi attivi utilizzati, tanto che è ancora presente nella lista dei farmaci essenziali stilata dall'Oms. È di uso comune anche in ambito pediatrico, soprattutto sotto forma di sciroppo o aerosol e negli inalatori.

AMMESSA L'INALAZIONE DI 1.600 MICROGRAMMI. Nell'ultima lista di sostanze illecita pubblicata dalla Wada alla fine del 2016 c'è un esplicito riferimento ai beta-2-agonisti, che sono considerati tutti proibiti sia durante che al di fuori del periodo delle competizioni. Solo per salmeterolo, formoterolo e appunto salbutamolo si fa un'eccezione. Per quest'ultimo è ammessa l'inalazione di 1.600 microgrammi nell'arco di 24 ore e non più di 800 ogni 12 ore, e la concentrazione nelle urine non deve superare i mille nanogrammi per millimetro.

NON CHIARI GLI EFFETTI SULLE PERFORMANCE. Sul meccanismo attraverso cui questa sostanza aumenta le performance non ci sono indicazioni conclusive, ma diversi studi hanno ipotizzato che possa agire aumentando i parametri ventilatori dell'atleta, permettendogli quindi di incamerare più ossigeno, oppure modificando la concentrazione di alcune sostanze nel sangue. Una ricerca olandese pubblicata nel 2004 sull'International journal of sports medicine ha visto un aumento delle performance del 2% in un gruppo di ciclisti non asmatici che aveva inalato 800 microgrammi prima della performance rispetto a quando effettuavano lo stesso esercizio dopo aver inalato un placebo.

CICLISTI E SCIATORI TRA I PIÙ COLPITI DALL'ASMA. L'asma, soprattutto nella forma da sforzo nota come 'exercise-induced asthma, o Eia, è molto comune negli atleti d'elite, con maratoneti, ciclisti e sciatori di fondo tra i più colpiti. È causata dal raffreddamento dei bronchi dovuto all'inalazione di aria secca e fredda, soprattutto se inquinata. Una ricerca presentata al World congress of lung diseases e condotta alle Olimpiadi di Atlanta aveva trovato la patologia nel 50% dei ciclisti e in circa il 16% degli atleti totali.

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