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21 Dicembre Dic 2017 2043 21 dicembre 2017

Diritti tivù della Serie A, Infront rilancia con un nuovo bando

La Roma entrerà soltanto nel pacchetto satellitare. Per spingere Sky a investire più del mezzo miliardo che il mercato si attende. E Mediaset avrà sul digitale terrestre tre squadre medie accanto alle big.

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Mediaset, comprando i diritti dei prossimi Mondiali, investe 50 milioni e parte alla conquista del monopolio del calcio in chiaro provando a mettere nell’angolo la Rai. Parallelamente la Lega di Serie A e il suo advisor Infront, pur di recuperare il miliardo promesso ai presidenti, modificano il bando di gara per i diritti del campionato del prossimo triennio: la Roma entrerà soltanto nel pacchetto satellitare per spingere Sky a investire più del mezzo miliardo che il mercato si attende; il Biscione avrà sul versante del digitale terrestre tre squadre medie accanto alle big Juve, Milan, Inter e Napoli; e viene creato un apposito bando per gli intermediari dei diritti qualora i broadcaster disertino l’asta, come avvenuto lo scorso luglio. Nelle scorse ore in via Rosellini, a Milano, si sono visti in Lega i rappresentanti dei presidenti di Serie A e quelli di Infront, che siedono nella commissione diritti tivù. All’ordine del giorno l’approvazione dei due bandi, 180 pagine in due, che saranno resi pubblici il 5 gennaio per essere chiusi il 22 gennaio, termine massimo nel quale i broadcaster devono presentare le loro offerte.

UN SEGNALE A SKY. Il primo, quello per gli operatori della comunicazione, ricalca in larghissima parte quello di luglio con cinque pacchetti. I primi tre con otto squadre (accanto alle big, tre media e una neopromossa) per altrettante piattaforme: satellitare, digitale terreste e Iptv. Gli altri due con tutte le squadre di Serie A in esclusiva per satellite e web. E in questa lista c’è anche la Roma. Lo scorso luglio Mediaset non partecipò perché il pacchetto messo all’asta per il digitale (Juve, Milan, Inter, Napoli, tre neopromosse e l’ultima classificata nel campionato precedente) era poco appetibile rispetto a quello attuale con otto squadre di alto lignaggio. Per spingere il Biscione a partecipare alla partita, Infront ha sostituito le neopromosse con tre squadre medie, ma non ci saranno i diritti della Roma, sui quali Mediaset è pronta a impuntarsi. Ma da ambienti di mercato si fa notare sia che Infront avrebbe avuto delle rassicurazioni che con Adriano Galliani Premium non voglia uscire dal segmento del calcio pay sia che bisogna mandare un segnale anche a Sky - da qui la decisione di tenere i giallorossi soltanto su una piattaforma - che è stanca di strapagare per il calcio senza avere una reale esclusiva.

Adriano Galliani, presidente di Mediaset Premium.

ANSA

L’altra novità che esce dalla riunione di via Rosellini è la decisione di presentare assieme al primo un secondo bando destinato agli “intermediari stranieri dei diritti del calcio”: in questa dizione possono entrare broker come MP&Silva, broadcaster stranieri come Vivendi o Discovery, ma anche realtà finanziarie come Merrill Lynch, che Infront avrebbe già incontrato per parlare di una partecipazione in LegaChannel, la pay tivù dei presidenti di Serie A. Stando al meccanismo scelto, Infront aprirà le buste di questo secondo bando soltanto se le offerte dell’asta diretta ai media non raggiungeranno i minimi sperati. Chi vincerà avrà il compito, come sublicenziatari, di vendere tutte le partite alle tivù e agli Over the top. Proprio la scelta di inserire un ulteriore passaggio nella vendita dei diritti fa comprendere che l’ipotesi alternativa prevista dalla legge Melandri - un canale a pagamento che ha come editori i presidenti di Serie A - s’indebolisce nonostante Infront continui a lavorare sul progetto con Deloitte e Discovery, mentre Ernst & Young si sarebbe presentato in via Rosellini con la promessa di portare in dote i petrodollari di una banca del Golfo persico.

LE MOSSE DI MEDIASET. Queste le mosse di Infront. Ma ora tutti vogliono capire che cosa farà Mediaset. Secondo Mediobanca, il Biscione ha sborsato tra i 40 e i 50 milioni per trasmettere in chiaro tutte le 64 partite dei Mondiali in Italia e in Spagna. Da Cologno non confermano, ma spiegano che si aspettano di recuperare con la pubblicità almeno un 15% in più rispetto alla cifra indicata dagli analisti di piazzetta Cuccia. Ma più che all’investimento finanziario si guarda a quello strategico. Dopo il fallimento dell’esperienza Premium, Mediaset vuole rilanciare il suo business naturale, la tivù in chiaro, forte dell’idea che questo media avrà spazio nel mercato ancora per un decennio. In quest’ottica sta sia discutendo un’alleanza con altri colossi del segmento generalisti come la francese Tf1 o la tedesca Prosieben sia, soprattutto, guardando al calcio come a una leva imprescindibile. Da qui l’acquisto dei diritti del Mondiale, che potrebbe fare da apripista ad altre operazioni simili sui match della Nazionale e quelli di Coppa Italia, ben sapendo che difficilmente Sky, dal 2019, le venderà i diritti in chiaro per la Champions o per l’Europa League.

VERSO IL RAFFORZAMENTO DI INFINITY. Con questa spada di Damocle sulla testa la Rai avrebbe accelerato, di fatto blindandola, la trattativa con la Federcalcio e Infront per le partite della Nazionale: si guarda a un contratto quadriennale sborsando tra i 13 e i 16 milioni di euro all’anno. Come detto, da Infront credono che Galliani, anche in prospettiva di una sempre più possibile pax con Vivendi, voglia comunque far partecipare Premium all’asta per i diritti della Serie A. Ma gli esperti guardano anche a un’altra strategia, che passa per l’Iptv. Anche se in sordina Cologno sta studiando come rafforzare il suo Over the top Infinity sfruttando l’alleanza che si sta costruendo in questi giorni tra Mediaset e Tim per l’Iptv dell’ex monopolista telefonico. Un accordo parallelo a quello per rimettere la causa civile per il mancato acquisto di Premium e che potrebbe portare il gruppo dei Berlusconi a trasmettere anche il calcio attraverso la web tivù.

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