Milan
13 Gennaio Gen 2018 0937 13 gennaio 2018

Milan, l'indagine sulla cessione è un giallo

Per La Stampa la procura di Milano avrebbbe aperto un fascicolo sulla cessione ai cinesi. Ipotizzando un prezzo gonfiato. Ma il procuratore Greco smentisce: «Non esistono procedimenti penali».

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La procura di Milano vorrebbe vederci chiaro sullo storico passaggio di mano del Milan alla proprietà cinese. Ipotizzando che dietro la vendita del club rossonero possano nascondersi manovre poco lecite. Lo sostiene La Stampa, che in apertura dell'edizione del 13 gennaio titola: «Bufera Milan, inchiesta sulla vendita», dando notizia di un'inchiesta che ipotizza una cessione della società a prezzo gonfiato e il successivo rientro di una «cifra sostanziosa». La stessa notizia compare anche sul Secolo XIX, ma per il procuratore capo della Repubblica di Milano, Francesco Greco, «allo stato non esistono procedimenti penali sulla compravendita dell' Ac Milan».

GRECO: «NESSUN FASCICOLO APERTO». Greco ha spiegato che sulla vendita del Milan, passato nell'aprile 2017 da Silvio Berlusconi all'imprenditore cinese Yonghong Li, «al momento non esiste alcun fascicolo» esplorativoné a modello 45, senza titolo di reato e a carico di ignoti, né a modello 44, sempre a carico di ignoti ma con un titolo di reato. Il procuratore capo di Milano ha affermato che l'avvocato Niccolò Ghedini, legale del Cavaliere, non ha depositato in procura «per conto di Fininvest» alcuna carta riguardo l'operazione e ha ripetuto di non aver ricevuto alcun dossier da parte dell'Unità informazione finanziaria di Banca d'Italia che ha la responsabilità dei controlli. L'Uif, ha riferito Greco, avrebbe anzi dato il via libera all'operazione non riscontrando, così come gli intermediari finanziari, alcuna irregolarità e non avrebbe chiesto alcun intervento della magistratura milanese per procedere con il «freezing, cioè il blocco dei soldi».

PREZZO SUPERIORE AL VALORE REALE. Secondo quanto riportato dai due quotidiani, invece, la procura avrebbe avviato l'indagine dopo aver constatato che la vendita del Milan sarebbe avvenuta a un prezzo di almeno 300 milioni di euro (su 720) superiore al reale valore della società. Da lì sarebbe partite una serie di verifiche per accertare il percorso dei flussi finanziari. Infine, «in gran segreto, nei giorni scorsi, i pm» - scrive La Stampa - «hanno avviato un'inchiesta che tra le varie ipotesi comporta anche verifiche sul reato di riciclaggio».

DOCUMENTI IN POSSESSO DELLA PROCURA. Voci sulla compravendita giravano da tempo - ricorda il quotidiano - tanto che l'estate scorsa l'avvocato Niccolò Ghedini aveva consegnato in procura «i documenti per attestare la regolare provenienza del denaro cinese». «Alla base dell'apertura dell'inchiesta avvenuta poche settimane fa» - aggiunge - «ci sarebbero nuovi documenti che dimostrerebbero esattamente il contrario». «Da dove sia partita la svolta, al momento non è ancora chiaro» - si precisa - «una traccia, si deduce, che risalirebbe ai reali flussi di denaro partiti da Hong Kong».

MARINA BERLUSCONI: «INDIGNATI DALLA FALSIFICAZIONE». Durissima la replica di Marina Berlusconi, affidata a un comunicato diffuso nel pomeriggio: «Il tempo sembra passare invano per certi metodi di intendere lo scontro politico e per chi di questi metodi da 20 anni è ostinato protagonista. La falsificazione di cui stamane si sono resi responsabili due quotidiani controllati dal gruppo De Benedetti, La Stampa e Il Secolo XIX, lascia indignati ed esterrefatti per la sua gravità». «In tutta la lunga e complessa trattativa per la vendita del Milan» - osserva Marina Berlusconi - «la Fininvest si è comportata con la massima trasparenza e correttezza, come conferma la stessa procura della Repubblica di Milano, avvalendosi della collaborazione di advisor finanziari e legali di livello internazionale. L'uscita dei due quotidiani, in piena campagna elettorale, l'enorme spazio e i toni riservati ad una notizia che era già stata segnalata come falsa e che falsa è stata confermata dalla procura della Repubblica, non lasciano dubbi sulle reali intenzioni di questa operazione».

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