Pyeongchang
7 Febbraio Feb 2018 1501 07 febbraio 2018

Pyeongchang 2018, guida all'Olimpiade invernale dei record

Mai così tanti atleti in lizza per oltre 100 medaglie. Dalla delegazione del Nord ai Paesi esordienti fino alle ambizioni di medaglia degli Azzurri: le cose da sapere sui Giochi che prendono il via il 9 febbraio.

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Novantadue delegazioni per 2.925 atleti pronti ad andare a caccia delle 102 medaglie d'oro in palio. Sono numeri da record quelli dell'Olimpiade di Pyeongchang, al via venerdì 9 febbraio e destinata a concludersi domenica 25 prima di cedere il testimone, a partire dal 9 marzo, ai Giochi paralimpici.

1. Un'edizione senza precedenti: oltre 100 atleti in più di Sochi

Oltre 100 i partecipanti in più rispetto alla precedente edizione di Sochi 2014, detentrice finora del primato di adesioni: Ecuador, Eritrea, Kosovo, Malesia, Nigeria e Singapore i Paesi che faranno il loro esordio ai Giochi invernali, che per l'occasione assegneranno quattro titoli in più rispetto a quattro anni fa.

INFRASTRUTTURE POTENZIATE PER I GIOCHI. La cerimonia inaugurale è in programma il 9 febbraio allo stadio olimpico di Daegwallyeong, struttura a forma pentagonale alta 38 metri e capace di accogliere 35 mila spettatori. Per ospitare le delegazioni sono stati messi a disposizione 17 edifici per un totale di 30.605 camere. Mentre per agevolare gli spostamenti sono stati costruiti nei mesi scorsi 130 chilometri di nuove autostrade e 120 chilometri di linea ferroviaria a grande velocità.

2. Prove di distensione tra le Coree: atleti in gara di un Paese in conflitto

Dopo mesi di trattative le due Coree hanno deciso di sfilare assieme in un'edizione che sarebbe comunque passata alla storia per la decisione di Seul di accogliere sul proprio territorio gli atleti di un Paese col quale ha formalmente aperto un conflitto. La prima delegazione di 280 persone provenienti dalla Corea del Nord, comprensiva di cheerleader e del team di taekwondo che si esibirà in via dimostrativa, è sbarcata il 7 febbraio al Sud in vista dell'apertura dei Giochi.

TUTTI GLI OCCHI SUI PATTINATORI DEL NORD. Ma i protagonisti più attesi sono Ryom Tae Ok, 18 anni, e Kim Ju Sik, 25, la coppia di pattinatori che è riuscita a qualificarsi per Pyongyang ancor prima di ottenere il lasciapassare del Cio. Con loro a Pyeongchang gareggeranno 12 ragazze nordiste, accolte, non senza difficoltà, dalla nazionale sudcoreana di hockey su ghiaccio, che sarà allargata per l'occasione da 23 a 35 elementi. Assieme a loro anche otto tra sciatori e pattinatori di velocità.

3. Le prime volte ai Giochi: dal velo di Lari al bob nigeriano

Non saranno soltanto i nordocoreani, tuttavia, a scrivere le storie di un'Olimpiade che ancor prima di cominciare già sembra avere individuato i suo protagoniti. E non soltanto per meriti sportivi. La 22enne pattinatrice degli Emirati Arabi Zaha Lari sarà, ad esempio, la prima pattinatrice con l'hijab della storia del ghiaccio. Appena sei anni sono trascorsi da quando a Canazei, nell’aprile 2012, al debutto internazionale junior, ricevette dalla giuria un punto di penalizzazione perché il velo non era ammesso. Grazie a lei, la Federghiaccio internazionale ha cambiato l’articolo 501 del regolamento, quello che impediva alle atlete di competere col velo coperto.

IL BOB AI GIOCHI GRAZIE ALLA RACCOLTA FONDI. Grande attesa anche per la storica prima volta delle tre ragazze nigeriane del bob. Mai prima d'ora una squadra africana era arrivata a tanto nella specialità. La qualificazione del trio composto da Seun Adigunm, Ngozi Onwumere e Akuoma Omeoga è stata resa possibile anche da una raccolta fondi organizzata un anno fa per raccogliere donazioni per l’acquisto dell’equipaggiamento necessario e per i costi di gestione della squadra. Menzione d'onore, poi, per Noriaki Kasai, saltatore con gli sci giapponese che parteciperà in Corea alla sua ottava edizione dei Giochi, diventando, con 45 anni e otto mesi (è nato il 6 giugno 1972) il più anziano atleta di sempre ad aver mai gareggiato alle Olimpiadi invernali. Non certo una partecipazione simbolica, visto che, di tanto in tanto, Kasai riesce ancora a piazzare la sua zampata e che a Sochii, ad a'appena' 41 anni vinse un argento individuale e un bronzo a squadre.

4. Gli italiani al via: dalla Goggia a Pellegrino a caccia di medaglie

La delegazione italiana a Pyeongchang sarà composta da 121 atleti – 48 donne e 73 uomini – e sarà la più numerosa di sempre, dopo quella che si presentò a Torino 2006 (lì furono 179). Gli azzurri gareggeranno in 14 delle 15 discipline olimpiche: manca solo la squadra di hockey su ghiaccio. Nelle sci le speranze maggiori sono riposte sul terzetto che ha completato il podio nel SuperG di Bad Kleinkirchheimlo scorso 14 gennaio: Sofia Goggia, Federica Brignone e Nadia Fanchini. Goggia e Brignone coltivano legittime speranze sia nella discesa libera che nel Supergigante. In ambito maschile le certezze rispondono ai nomi dei soliti noti: Dominik Paris, Peter Fill e Christof Innerhofer, anche se il rendimento di quest'ultimo finora non è stato all'altezza del suo curriculum. La più grande speranza di medaglia viene però dal fondo e risponde al nome di Federico Pellegrino che arriva a Pyeongchang forte dei successi ottenuti degli ultimi tre anni: vinto l’oro nella sprint in tecnica libera ai Mondiali di Lahti del 2017, l'argento nel team sprint in tecnica classica, sempre a Lahti, il bronzo nel team sprint a tecnica libera ai Mondiali di Falun del 2015 e 12 vittorie in Coppa del Mondo.

FONTANA PORTABANDIERA DEGLI AZZURRI. Grosse aspettative anche su Arianna Fontana, scelta a ottobre come portabandiera della spedizione italiana. Nello short track n argento e quattro bronzi olimpici e la Coppa del Mondo del 2012. A Torino 2006 divenne l’atleta italiana più giovane a salire sul podio ai Giochi invernali ad appena 15 anni e 314 giorni. A Pyeongchang la vedremo nei 500, 1000 e 1500 metri: è tra le favorite nei 500 e nei 1500. A 30 anni,la più grande pattinatrice italiana della storia si presenta ai nastri di partenza della sua quarta Olimpiade. Carolina Kostner dovrà guardarsi soprattutto dale giovanissime russe Zagitova e Medvedeva. Nel biathlon l'Italia punta forte su Dorothea Wierer. In carriera ha vinto un bronzo olimpico nella staffetta mista a Sochi 2014, un argento e due bronzi ai Mondiali e può già definirsi l’atleta italiana più vincente di sempre nella Coppa del Mondo di biathlon

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