Hockey Corea Olimpiadi
9 Febbraio Feb 2018 1300 09 febbraio 2018

Due Coree, una squadra: così la Storia si ripete dopo 27 anni

Alle Olimpiadi invernali 2018 gioca una nazionale unita nell'hockey su ghiaccio femminile: 23 ragazze dal Sud e 12 dal Nord. Unici precedenti nel 1991: Mondiale U20 di calcio e tennistavolo. Il racconto.

  • Roberto Brambilla - MondoFutbol.com
  • ...

La Storia, non solo sportiva, si scrive al Kwandong Hockey Center di Gangneung. Lì, il 10 febbraio 2018, sulla pista della locale università cattolica la Nazionale coreana padrona di casa sfida la Svizzera, nella prima giornata del torneo di hockey su ghiaccio femminile dei Giochi Olimpici invernali di Pyeongchang.

LE UNICHE IN GARA ASSIEME. Un match sulla carta dal pronostico sbilanciato (a favore delle elvetiche), ma che è destinato a entrare negli annali al di là del risultato. Perché sul ghiaccio scende una formazione che rappresenta l'intera Corea. Sono 35 ragazze: 23 dal Sud e 12 dal Nord. E come era già successo a Sydney 2000, Atene 2004 e Torino 2006 gli atleti di entrambe le delegazioni, che tranne nell'hockey donne gareggeranno separatamente, hanno sfilato sotto la stessa bandiera durante la cerimonia d'apertura.

La squadra femminile di hockey su ghiaccio della Corea. (Getty)

Un evento storico almeno alle Olimpiadi, con molti significati, soprattutto politici viste le tensioni tra i due Paesi e due precedenti, datati 1991. Quell'anno, mentre si svolgevano i colloqui che avrebbero portato, il 17 settembre, le due Coree a entrare insieme nelle Nazioni unite e a siglare a dicembre tra gli altri un accordo di riconciliazione, non aggressione e cooperazione economica, Sud e Nord si presentarono insieme, a distanza di poche settimane, in due eventi sportivi: il Mondiale di tennistavolo giocati in Giappone tra aprile e maggio, e la rassegna iridata Under 20 di calcio di giugno in Portogallo. E in entrambi casi la loro avventura lasciò il segno. Anche in campo.

PENISOLA BLU SU SFONDO BIANCO. Nel torneo di ping pong la Corea, la cui partecipazione era stata decisa nel febbraio '91 dopo ripetuti incontri tra gli alti dirigenti e che gareggiava con una bandiera molto simile a quella dei Giochi 2018 (il profilo della penisola in blu su sfondo bianco), collezionò quattro medaglie.

STORICA VITTORIA SULLA CINA. Una, quella a squadre, è nella memoria di molti, a Nord e a Sud del 38° parallelo. Perché fu un oro, ma soprattutto perché fu decisivo il doppio, formato da Hyun Jung-Hwa, sudcoreana, e dalla sua grande rivale, la nordcoreana Ri Pun-hui. La coppia, che per 50 giorni si era allenata insieme e la cui vicenda è rievocata anche da un film sudcoreano del 2012 (As One) superò la Cina, super potenza allora come oggi del tennistavolo.

Un tifoso con la bandiera che unisce le due Coree. (Getty)

Non vinsero l'oro, ma fecero una bella figura anche i ragazzi che parteciparono, dopo un periodo di preparazione in Corea del Sud, condito un'amichevole a Seul davanti a 20 mila persone festanti, al Mondiale Under 20, la più importante competizione per nazionali nel calcio giovanile.

DEBUTTO CALCISTICO DA SOGNO. Erano nove giocatori sudcoreani, nove provenienti dalla Corea del Nord, allenati dal nordcoreano An Se-Uk e dall'assistente sudcoreano Nam Dae-Sik. E il debutto del team misto, composto interamente da studenti che con le rispettive selezioni erano stati finalisti del campionato asiatico U19 del 1990, fu un sogno.

CONTRO GIOCAVA POCHETTINO. Allo stadio “Da Luz” di Lisbona i coreani, che indossavano una maglia con la silhouette della penisola impressa al posto del logo delle singole federazioni, sorpresero infatti una delle favorite, l'Argentina, che in campo tra gli altri aveva Mauricio Pochettino, attuale tecnico del Tottenham, avversario della Juventus in Champions league.

Un 1-0 siglato da un gran gol da fuori area di Cho in-Chol che consentì, insieme con il pareggio in extremis firmato da Chol contro la Repubblica d'Irlanda, di staccare un pass per i quarti di finale, nonostante una sconfitta contro i padroni di casa e futuri campioni del Portogallo, guidati da due talenti come Manuel Rui Costa e Luis Figo.

MANDATI A CASA DAL BRASILE. E proprio il primo turno a eliminazione diretta fu fatale alla formazione asiatica. Gli uomini di An Se-Uk furono mandati a casa dal Brasile che li seppellì sotto il peso di cinque reti (a una), due delle quali segnate da Giovane Élber, che dopo un passaggio con poche tracce al Milan vinse quattro campionati tedeschi e una Champions con il Bayern Monaco.

L'INIZIO DI UNA NUOVA STORIA. Quel k.o. del 22 giugno 1991, che come tutti i risultati di quel torneo è “attribuito” nelle statistiche alla Corea del Sud, è l'ultimo match che una selezione unita coreana ha giocato in qualsiasi sport. Almeno fino al 10 febbraio 2018, quando dopo quasi 27 anni, la Corea dell'hockey incrocia i bastoni con la Svizzera. L'inizio, forse, di un'altra storia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso