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29 Marzo Mar 2018 0834 29 marzo 2018

Calcio, è morto l'allenatore Emiliano Mondonico

L'ex tecnico di Torino, Atalanta e Cremonese si è spento all'età di 71 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore. Storica la finale di coppa Uefa coi granata nel 1992.

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Emiliano Mondonico, ex allenatore di Torino e Atalanta, è morto all'età di 71 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore. Storica la finale di coppa Uefa con il Toro nel 1992. «Ciao Papo.... sei stato il nostro esempio e la nostra forza... ora cercheremo di continuare come ci hai insegnato tu... eternamente tua», è stato il saluto di Clara Mondonico, figlia di Emiliano, che ha annunciato su Facebook la morte del padre.

L'INIZIO NELLE GIOVANILI DELLA CREMONESE. Mondonico, nato e cresciuto a Rivolta d'Adda, aveva compiuto 71 anni il 9 marzo 2018. Nell'occasione, la figlia Clara, che gestisce la pagina Facebook che porta il nome del padre, aveva scritto «la vita ti ha messo davanti a partite che sembravano impossibili da vincere ma tu, con la forza che ti contraddistingue, hai dimostrato di essere in grado di superare tutto».

Sul profilo dell'allenatore - che iniziò la sua carriera in panchina nel 1979 con le giovanili della Cremonese - continuano ad aggiungersi messaggi di condoglianze, così come moltissimi sono i post su Twitter. In molti hanno scelto di postare la celebre immagine della sedia alzata al cielo per un rigore negato il 13 maggio del 1992, durante la partita di coppia Uefa tra Ajax e Torino giocata allo Stadio Olimpico di Amsterdam.

LE IMPRESE ALLA GUIDA DELLE PROVINCIALI. Il "Mondo" viene ricordato soprattutto per le imprese realizzate con le delle squadre considerate "provinciali". Come nel caso dell'Atalanta che nel 1988 portò fino a una storica semifinale in Coppa delle Coppe. Oppure il ritorno in A della Cremonese dopo 54 anni. Mai un comportamento fuori dalle righe, sempre rispettoso e pacato, tranne nella storica finale di Amsterdam quando nella gara di ritorno con il suo Toro impugnò la sedia alzandola per inveire contro le decisioni ingiuste del direttore di gara. Un gesto che rimane indelebile nella storia del calcio italiano.

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