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10 Aprile Apr 2018 1519 10 aprile 2018

Rossi-Marquez, la Dorna prova a mettere pace

Carmelo Ezpeleta, ad della società che gestisce il circus delle due ruote, ha convocato i due piloti prima della gara di Austin: «L'italiano è molto arrabbiato e lo spagnolo si sente frustrato, li capisco entrambi».

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Ci sono meno di due settimane di tempo per tentare di ricostruire una parvenza di fair play tra Valentino Rossi e Marc Marquez, dopo quanto accaduto al MotoGp d'Argentina. E per evitare che la prossima gara, in programma domenica 22 aprile ad Austin, in Texas, si trasformi in un rodeo, è intervenuto il boss della MotoGp.

IL RISCHIO DI NUOVI INCIDENTI. La Dorna, la società spagnola che gestisce il circus delle due ruote, non può permettersi il rischio che le corse si trasformino in sfide a eliminazione diretta, tantomeno con il coinvolgimento di protagonisti di tale peso. Ecco quindi che l'amministratore delegato della società, Carmelo Ezpeleta, ha deciso di convocare i due piloti prima dell'inizio delle prove libere del Gran premio delle Americhe.

I DUE PILOTI CONVOCATI AD AUSTIN. «Discuterò con loro ad Austin venerdì, al Comitato per la sicurezza, e lì parleremo di tutto», ha spiegato Ezpeleta, «vorrei che partecipassero entrambi. Marquez c'è sempre, Rossi quasi sempre. Rossi è molto arrabbiato e Marquez si sente frustrato, li capisco entrambi. Non ho ancora parlato con nessuno dei due, non è il momento. L'aspetto psicologico è importante e deve essere rispettato».

LE SCELTE DISCUTIBILI DEI COMMISSARI. Già prima del contatto tra Marquez e Rossi, con caduta del secondo a tre giri dal termine, in Argentina avevano fatto discutere certe scelte dei commissari di gara. Soprattutto quella di consentire al campione del mondo di prendere il via dalla propria posizione in griglia, invece che come ultimo dalla pit lane, nonostante gli si fosse spento il motore. E di non sanzionarlo con la bandiera nera per aver spinto la moto contro mano in pista. «Da due anni, dopo quanto accadde a Sepang nel 2015, l'organizzazione è cambiata», ha detto Ezpeleta, «non è più Dorna a nominare i commissari, ma Irta e Fim. Siamo fuori dagli organi che decidono le sanzioni ed è logico che sia così».

SCINTILLE ANCHE FRA LE SCUDERIE. In campo, naturalmente, ci sono anche le scuderie. Dopo la difesa di Lin Jarvis, team director della Yamaha, nei confronti di Rossi, a favore di Marquez è intervenuto Alberto Puig, team manager di Repsol Honda: «Valentino ha molta esperienza e penso sappia che queste cose possono accadere in gara. Siamo molto dispiaciuti per quello che è successo, però è successo molte volte anche in passato. Se sarà un problema recuperare le relazioni? Ora questo non è importante, ma non credo che il nostro pilota fosse fuori controllo». La decisione di andare subito al box di Rossi per spiegarsi «è stata di Marc e questo dice molto su di lui», ha aggiunto Puig, «capisco che alla Yamaha non fossero contenti e che ci abbiano detto di andarcene. Non c'è altro che possiamo fare, spero lo comprendano. Marquez è convinto di non aver sbagliato, anche se Valentino è caduto».

EZPELETA: «QUI NON SIAMO A SCUOLA». Ezpeleta non ha voluto commentare le dichiarazioni fatte da Rossi dopo l'incidente («Marquez non rispetta niente e nessuno, per lui le regole non valgono. Non mi sento tutelato»): «Le dichiarazioni di Valentino sono esagerate? No, no, no, no, no, no. Non giudico le dichiarazioni di nessuno nemmeno per scherzo. Che questo sia chiaro. Se sono preoccupato perché potrebbe tornare la tensione del 2015? Se torna, che torni. E prenderemo le stesse decisioni un’altra volta. Però qui non siamo a scuola. Ognuno fa quello che sente di fare e poi c’è un regolamento che deve essere applicato. Infine, le opinioni sono completamente libere».

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