Buffon Oliver
12 Aprile Apr 2018 0813 12 aprile 2018

Real Madrid-Juventus, Buffon senza freni contro l'arbitro Oliver

Il portiere bianconero dopo l'eliminazione dalla Champions League: «Al posto del cuore ha un bidone dell'immondizia. Ha dimostrato di essere un killer, un animale». Agnelli attacca il designatore Collina.

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La rabbia per un'eliminazione che la Juventus ritiene ingiusta e decisa da un errore arbitrale è tanta, ma il presidente Andrea Agnelli e l'allenatore Massimiliano Allegri tutto sommato l'hanno controllata con classe. Non ha fatto lo stesso il capitano Gigi Buffon, che dopo il rigore concesso al Real Madrid e il cartellino rosso che l'ha mandato negli spogliatoi si è scagliato a testa bassa contro l'arbitro inglese Michael Oliver, 33 anni compiuti a febbraio: «Fischiando quel rigore stradubbio ha dimostrato di avere un bidone dell'immondizia al posto del cuore, di non sapere veramente un cazzo. Ha dimostrato di essere un killer, un animale» (leggi anche: Real Madrid-Juventus 1-3: spagnoli in semifinale).

Lo stesso Agnelli ha avuto parole molto dure nei confronti di Oliver, pur senza trascendere: «L'arbitro non ci ha capito niente», ha detto a caldo dopo la partita, «stasera la persona meno felice di tutti dovrebbe essere proprio lui». Il problema, ha poi aggiunto, parlando anche in veste di presidente della European club association, «sono i ritardi dell'Uefa nell'applicare le tecnologie che alcuni campionati, come quello italiano, hanno già adottato». Con il Var, è il ragionamento della società, Oliver avrebbe rivisto la sua decisione e non avrebbe concesso il penalty che ha condannato la Juventus all'eliminazione e determinato l'espulsione per proteste di Buffon.

L'ATTACCO AL DESIGNATORE COLLINA. «Ci sono tanti Paesi che hanno implementato il Var», ha detto ancora Angelli, «e molti episodi che hanno penalizzato le squadre italiane. Il processo di introduzione nelle Coppe va accelerato. E qualche riflessione sul designatore, sulla sua evidente vanità, va fatta». Il bersaglio delle critiche è Pierluigi Collina, designatore Uefa e da gennaio 2017 presidente della Commisione arbitri della Fifa. «Un designatore va cambiato ogni tre o cinque anni. Per avere un'evidente imparzialità si vanno a colpire le italiane in maniera quasi scientifica. Un designatore che ha una responsabilità così alta forse va cambiato più spesso, in modo da non avere questa presunzione vista la sua nazionalità», ha concluso Agnelli.

ALLEGRI E IL RIGORE NON CONCESSO ALL'ANDATA. Allegri ha invece ricordato quanto accaduto all'andata allo Juventus Stadium, il presunto rigore non concesso a Cuadrado, atterrato in area all'ultimo minuto di gioco da Carvajal: «È passato sotto silenzio ma era rigore, l'avevo immaginato che quell'episodio avrebbe cambiato la qualificazione. Sono molto dispiaciuto perché i ragazzi avrebbero meritato almeno di giocare i supplementari. Oggi e domani ci sfoghiamo, da venerdì si torna a pensare al campionato. Bisogna essere più forti anche di queste cose».

BUFFON SCATENATO CONTRO L'ARBITRO. Ma il vero fiume in piena è stato Gigi Buffon: «Dopo che all'andata non è stato dato un rigore a noi, l'arbitro non può avere il cinismo di distruggere una squadra che in campo ha messo tutto: cuore, sacrificio, sudore. Ha voluto ergersi a protagonista per un suo vezzo o perché non ha una personalità adeguata. Un essere umano non può decretare l'uscita di scena di una squadra per un episodio stradubbio. Se non hai la sensibilità per capirlo, te ne stai in tribuna con moglie e figli a mangiare le patatine. Non puoi rovinare una partita epica perché non sei adeguato al compito». Finito lo sfogo, Buffon ha stretto la mano al Real: «Ha meritato di andare avanti, nelle due partite sono stati bravissimi e rivinceranno la Champions. Tanti complimenti, ma stasera meritavamo di andare perlomeno ai supplementari».

L'ABBRACCIO CON RONALDO E QUELLE PAROLE D'ADDIO. Infine, dopo un abbraccio con Cristiano Ronaldo, il capitano della Juventus è tornato a parlare del suo imminente addio al calcio: «Il dispiacere più grande di smettere di giocare è di lasciare questi ragazzi, però la vita va avanti. Spero di aver trasmesso qualcosa e che ne facciano tesoro».

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